Roero in Tour a Bologna: un brindisi tra colline piemontesi e cucina stellata

Roero in Tour a Bologna: vini piemontesi, cucina stellata e idee di viaggio

Una serata al ristorante stellato Agostino Iacobucci, ha raccontato il Roero e i suoi vini eleganti espressione di un territorio ricco di fascino che offre anche tanti spunti di viaggio al femminile

Ci sono serate in cui un viaggio inizia senza valigie. È quello che è successo a Bologna, dove i vini del Roero sono arrivati per raccontare un territorio piemontese fatto di colline, vigneti e storie di vignaioli che si tramandano un “saper fare” da generazioni. La terza tappa di “Roero in Tour” ha trasformato una cena in un’esperienza di viaggio ideale per chi ama scoprire nuovi luoghi partendo dalle eccellenze enogastronomiche.

Roero in Tour, la terza tappa a Bologna

Il progetto, voluto dal Consorzio Tutela Roero, ha già toccato Roma e Napoli prima di risalire lo Stivale verso l’Emilia. L’idea è quella di portare i vini della Docg roerina nelle grandi città italiane e metterli in dialogo con cucine prestigiose, creando occasioni di incontro tra territori e professionisti di settore. Un modo, quindi, di promuovere una denominazione ma anche una cultura antica che diventa racconto, relazione e ispirazione di viaggio.

I vini del Roero degustati durante la serata (Foto © Ufficio stampa)

Dal Tanaro alle Rocche: il Roero che vale una deviazione

Per chi sta programmando un fine settimana in Piemonte, il Roero è una destinazione da segnare in agenda, soprattutto in autunno dove il foliage crea suggestione e romanticismo.

Siamo sulla sinistra del Tanaro, in un paesaggio scolpito nei secoli, dove le famose Rocche – spettacolari pareti sabbiose, calanchi e creste affilate – rendono il panorama inconfondibile. Tra boschi, frutteti, vigneti e piccoli borghi arroccati, la natura diventa la culla ideale per una viticoltura di qualità.

I 258 soci del Consorzio Tutela Roero coltivano oltre 1.300 ettari di vigneti per dare vita a vini eccezionali: il Roero Rosso e la sua versione Riserva, eleganti interpretazioni del Nebbiolo; il Roero Arneis, bianco identitario affiancato dall’Arneis Riserva, più strutturato e capace di evolvere nel tempo; il Roero Arneis Spumante, perfetto per un brindisi tra amiche (ma anche con la persona del cuore).

Il filo rosso che unisce queste etichette è l’eleganza: sono vini diretti e piacevoli, adatti tanto a una cena importante quanto a una serata informale in cui il vino diventa occasione di dialogo.

Bologna, Villa Zarri e una cena che profuma di incontro

Per la tappa bolognese, il Consorzio ha scelto una realtà importante, la storica Villa Zarri a Castel Maggiore, sede del ristorante stellato Agostino Iacobucci. Le sale affacciate sul parco, l’atmosfera intima, l’ambiente classico e la cura dei particolari hanno fatto da scenografia a una serata pensata per giornalisti, sommelier, ristoratori e appassionati di vino.

Non un evento fatto di tecnicismi enoici ma un’occasione conviviale in cui si è parlato di territori, di esperienze e di abbinamenti.

La sala del Ristorante Agostino Iacobucci (Foto © DoppioQuarto)

Dalle bollicine all’agnello al fieno: il menu di Agostino Iacobucci

La cena è iniziata con gli stuzzichini di benvenuto accompagnati dalle bollicine del Roero Arneis Spumante 2018 “Giovanni” della cantina Angelo Negro: un calice vivace e profumato che ha ben predisposto gli invitati al convivio.

A seguire, il menu ha proposto piatti perfettamente abbinati alle diverse espressioni del Roero. L’anguilla di Comacchio con mandorla, yuzu, ponzu, misticanza e salsa dalle note orientali, ha incontrato un Roero Arneis Riserva 2023 di Massucco.

Un altro caposaldo della cucina di Iacobucci, la seppia con spuma d’aglio, olio piccante e lime, è stato servito con l’“Alteno della Fontana” Roero Arneis Riserva 2020 di Tenuta Carretta: un abbinamento giocato sull’equilibrio tra cremosità, freschezza e una nota piccante appena accennata.

Il Tortello di coniglio alla genovese, laccato alla cipolla, con provola affumicata, erbe amare e tartufo ha trovato il suo compagno ideale nel Roero Riserva “Mompissano” 2022 di Cascina Ca’ Rossa che con la sua struttura ha avvolto il piatto senza appesantirlo. L’Agnello cotto al fieno con funghi, limone, cicoria e camomilla è stato, invece, esaltato dal “Roche d’Ampse” Roero 2006 di Matteo Correggia, un’etichetta emozionante per profondità e capacità di raccontare il tempo trascorso in cantina.

A chiudere, un babà a tre lievitazioni e piccole coccole di pasticceria, il promemoria che ogni viaggio, anche enogastronomico, merita un finale dolce.

Il presidente del Consorzio, Massimo Damonte, ha ricordato come “Roero in Tour” non intenda solo proporre degustazioni e fare promozione ma è un percorso di crescita condivisa per far conoscere una denominazione che resta fedele alle proprie radici e, allo stesso tempo, sa parlare al gusto contemporaneo, sempre più attento alla qualità, alla sostenibilità e alle storie che stanno dietro a ogni bottiglia.

Massimo Damonte, presidente del Consorzio di Tutela Roero (Foto © Ufficio stampa)

Radici, ricerca, eleganza e autenticità: sono queste le parole chiave che sintetizzano il lavoro dei produttori del Roero e che emergono chiaramente quando si assaggiano i loro vini, sia in Piemonte sia in una sala elegante di Bologna.

Spunti di viaggio per amiche in movimento

Cosa può portarsi a casa una viaggiatrice da una serata come questa? Prima di tutto, un’idea di itinerario. Un weekend potrebbe iniziare proprio a Bologna, tra portici, musei, mercati storici e un pranzo in osteria, per poi proseguire verso nord-ovest alla scoperta del Roero: visite in cantina, passeggiate tra le Rocche, soste nei borghi e cene in agriturismo, alternando degustazioni a momenti di relax.

Per un gruppo di amiche, potrebbe diventare un viaggio tematico dedicato al vino e alla buona cucina, con tappe studiate tra Emilia e Piemonte. Per chi viaggia da sola, può essere l’occasione per conoscere nuove persone nei contesti accoglienti delle cantine e dei ristoranti, dove il calice spesso rompe il ghiaccio meglio di qualsiasi presentazione formale.

Roero in Tour” continuerà con la quarta e ultima tappa a Milano ma intanto l’incontro felsineo lascia un messaggio chiaro: a volte basta seguire il filo di un vino per scoprire nuovi luoghi, nuove storie e, perché no, nuove versioni di sé stesse in viaggio.

Informazioni sul Consorzio di Tutela Roero: www.consorziodelroero.it

Condividi su: