Pisa nel segno di San Francesco: gli appuntamenti di primavera

Fino a metà aprile, cinema e incontri dell’Università accendono il dialogo su spiritualità, pace e futuro

«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile».

Parole leggere, quasi sussurrate, eppure capaci di attraversare otto secoli senza perdere forza. È da qui che prende forma “San Francesco 1226-2026. Spiritualità, Dialogo e Fratellanza nel mondo globale”, il progetto culturale promosso dall’Università di Pisa in vista dell’ottavo centenario della morte del Santo.

Uno spazio di confronto

La città della torre pendente, fino ad aprile 2026, si trasforma in uno spazio vivo di confronto, dove la figura di San Francesco torna a interrogare il presente: spiritualità, dialogo, pace, cura del creato, fratellanza. Temi che non appartengono solo alla storia, ma al nostro quotidiano.

Aldo Cazzullo e il suo libro

Ad aprire la kermesse è stato Aldo Cazzullo, autore del libro “Francesco. Il primo italiano” (HarperCollins). Durante l’incontro e tra le pagine sono emerse varie curiosità, a partire dal nome del Santo d’Assisi. Francesco in realtà si chiamava Giovanni. Così l’aveva tenuto a battesimo la madre, donna Pica. Giovanni non come l’Evangelista, ma come il Battista; e a Giovanni Battista, il santo che predica nel deserto, Francesco sarà sempre molto legato.

Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi (foto Ufficio Stampa)

Quando il bambino nacque, si legge, il padre, Pietro di Bernardone, era lontano, in Francia, a commerciare stoffe. Forse sarà proprio lui a soprannominare il figlio Francesco – il piccolo francese –, in onore della terra che amava e l’aveva reso ricco. O forse è un soprannome che gli diedero da ragazzo, perché amava cantare e declamare versi in francese. Di sicuro Francesco era un nome all’epoca molto raro. Quasi inventato per lui.

Il suo primo biografo, Tommaso da Celano, che l’aveva conosciuto di persona, lo descrive come piccolo, dagli occhi neri e semplici.

I prossimi appuntamenti

Il programma intreccia linguaggi diversi – teatro, musica, cinema, incontri – per restituire tutta la complessità di una figura che continua a parlare anche a chi non si definisce credente. Francesco, qui, è uomo prima ancora che simbolo. Ed è forse questo a renderlo così vicino. Sapeva scrivere, ma le sue poesie, i suoi inni, i suoi canti nascevano in modo diverso dalla scrittura: anche per questo è arrivato sino a noi solo il Cantico di frate Sole, che chiamiamo Cantico delle Creature.

Cammino di Francesco nel reatino (foto Isa Grassano)

Tra gli appuntamenti ancora in calendario, il 26 marzo 2026 il Cinema Arsenale ospita una matinée speciale dedicata agli studenti con la proiezione del film “Chiara” (2022) di Susanna Nicchiarelli. A seguire, un incontro diretto tra la regista e i ragazzi: un dialogo che mette in circolo domande, sguardi, possibilità.

Gli appuntamenti ad aprile

Il 9 aprile 2026, al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, il seminario “Francesco nel cinema italiano. Un immaginario laico e ieratico” offre una chiave di lettura affascinante su come il Santo sia stato raccontato sul grande schermo. Intervengono Bruna Niccoli, Maria Giuseppina Muzzarelli e Diego Fiorini, con la moderazione di Chiara Tognolotti.

Il 15 aprile 2026, nell’Aula Magna Storica di Palazzo La Sapienza, l’incontro “Francesco d’Assisi: l’autobiografia del frate e le biografie del santo”, con Mauro Ronzani, accompagna invece dentro le fonti, tra scrittura, memoria e costruzione del racconto.

Ingresso gratuito

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti, con un sistema pensato per garantire equità nell’accesso.

Quello che colpisce, più del calendario, è lo spirito che lo attraversa. Non si tratta di celebrare, ma di capire. Di rallentare un attimo e chiedersi cosa resta, oggi, di quell’uomo che parlava agli uccelli e sfidava le convenzioni con una semplicità radicale.

E forse la risposta non sta in una lezione o in uno spettacolo, ma in quel filo sottile che lega passato e presente.

Info: https://sanfrancesco2026.unipi.it/

*foto cover di Isa Grassano

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