Dalla danza al giornalismo: i passi di Alessandra Pesaturo

Tra televisione e taccuino, il racconto di una trasformazione consapevole: dalla disciplina del corpo alla scrittura delle storie, senza smarrire la direzione.

Intervista alla vigilia di “La Porta Magica” su Rai 2.

Di passi, Alessandra Pesaturo, ne ha imparati diversi, con disciplina e precisione. E il talento si è espresso a lungo in televisione in programmi di successo. Poi la svolta. Da ballerina a giornalista, con tanto di laurea in Scienze della Comunicazione e di abilitazione all’Ordine dei Giornalisti, dopo l’Esame di Stato. Due linguaggi diversi, un’unica traiettoria: comunicare. Prima attraverso il corpo, tra anni di prove, coreografie e palcoscenici, poi con il taccuino, dando forma alle storie degli altri.

La incontriamo alla vigilia della sua partecipazione a La Porta Magica, con Andrea Delogu su Rai 2 – venerdì 27 marzo, alle 17 – dove racconterà proprio il cambiamento che non ha il sapore di una rottura, ma di una trasformazione lenta, testarda, piena di ritorni.

E in fondo, viaggiare può essere anche questo: cambiare direzione senza perdere il senso, restando fedeli a sé stesse.

La partecipazione a “La porta magica” su Rai 2

Alessandra torni in tv a La Porta Magica: che effetto ti fa rientrare in quello spazio che, in forme diverse, ha segnato il tuo percorso?

«È stata una bella emozione. L’accoglienza di Andrea Delogu mi ha fatto sentire subito a mio agio, anche se non ti nascondo che parlare di me, della mia vita e delle mie scelte professionali non è stato facile. Sono abituata a intervistare gli altri: parlare di me mi ha fatto un certo effetto».

Se chiudi gli occhi, qual è il primo ricordo che ti torna alla mente quando pensi alle mille apparizioni in televisione?

«Sono tanti, troppi per ridurli a uno solo. Ogni tappa è stata un’esperienza, ogni persona incontrata un arricchimento umano e professionale. Tra i momenti indimenticabili ci sono le dirette quotidiane accanto a un mostro sacro come Raffaella Carrà: a “Pronto, Raffaella” spesso mi chiedeva di leggere la letterina di qualche fan. Diventavo tutta rossa, dissimulavo la sicurezza di una veterana, ma mi tremavano le gambe».

Tra danza e giornalismo

In cosa la danza ti ha aiutata nel tuo lavoro di giornalista?

«La danza è una scuola di resilienza e perseveranza. Quella palestra di sacrificio e passione, di volontà e senso del limite, mi ha preparata ad affrontare le sfide di un mondo, quello giornalistico, che è tutt’altro che facile».

Alessandra Pesaturo in una delle sue esibizioni

Se dovessi raccontarti con un’immagine, saresti più un palcoscenico o una pagina bianca?

«Sarei una pagina bianca da declamare su un palcoscenico: creatività e improvvisazione pura».

I ricordi di Alessandra Pesaturo

Hai lavorato con tanti volti della televisione: con quale personaggio ti piacerebbe andare a cena, per una chiacchierata senza copione?

«Se fosse ancora in vita, con Gianni Boncompagni. Vorrei carpire la sua visione moderna dello spettacolo: è sempre stato un precursore. Sarei curiosa di sapere cosa pensa della fruizione della televisione sui social e come li avrebbe usati in modo non convenzionale».

E invece con quale donna dello spettacolo partiresti per un viaggio, e dove andresti?

«Ho un gruppo di amiche storiche con cui lavoravo al Salone Margherita, tutte ex ballerine. Abbiamo anche un gruppo WhatsApp, “le Sgnauss”: abbiamo fatto qualche weekend insieme, una volta siamo state a Barcellona. Rifarei un viaggio in una capitale europea, Vienna o Praga».

Alessandra Pesaturo su uno dei tanti palchi che ha calcato

Roma e i rituali

C’è un oggetto che portavi sempre con te nei vari programmi, o che porti adesso come un piccolo rituale personale?

«Da qualche anno porto al collo una piccola croce: è il ricordo di un’amica-sorella con cui sono cresciuta e che non c’è più. Mi sembra di averla sempre con me».

Roma è la tua città. Qual è il tuo angolo del cuore, quello in cui torni quando hai bisogno di ritrovarti?

«Amo il mio quartiere, il rione Regola: è rimasto un angolo della Roma di una volta. Mi piace passeggiare per le viuzze del centro storico intorno a Campo de’ Fiori, incontrare le persone che lo abitano, scambiare una battuta in romanesco e fare una risata mentre sorseggio un buon caffè».

Alessandra Pesaturo in un momento di pausa con Raffaella Carrà

Tra passato e futuro

Oggi, guardando indietro, rifaresti tutto allo stesso modo?

«Rifarei tutto, continuerei a inseguire le mie passioni – la danza e il giornalismo – ma lo farei con la saggezza che ho adesso. Purtroppo non si può».

Stai pensando a un libro per raccontare questo percorso?

«Mi piacerebbe molto. Avevo iniziato a scriverlo tempo fa, durante il lockdown, poi mi sono bloccata. Penso sempre: “A chi vuoi che interessi?”».

Info: www.instagram.com/alessandra_pesaturo_/

*Le foto sono state fornite dall’intervistata

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