Mothering, l’amore sopra ogni cosa

A Milano, 29 e 30 novembre, una mostra rivoluzionaria e benefica dedicata al matriarcato e al potere delle “madri” nel mondo, da Raffaella Carrà a Taylor Swift, da Beyoncé a Michele Murgia
L’amore, quando è autentico, non conosce confini. Non appartiene a una forma, a un legame di sangue, a una definizione biologica. È un gesto che accoglie, che protegge, che genera. È il gesto antico e sempre nuovo del “fare madre”. Su questo sentimento universale si basa la mostra “Mothering, L’amore sopra ogni cosa” ideata dal collettivo CuoreGrato, in programma a Milano il 29 e 30 novembre – nell’antica Fonderia Napoleonica Eugenia, nel quartiere Isola, tra luci che scivolano sui mattoni e respiri di metallo – dove l’arte diventa voce, memoria e gesto solidale.

Simone Dell’Aglio
L’artista Simone Dell’Aglio, conosciuto come Simon The Graphic, ha dipinto una trentina di ritratti pop e vibranti. Volti femminili che hanno incarnato, ognuna a modo suo, il potere del prendersi cura: Raffaella Carrà, Frida Kahlo, Beyoncé, Michela Murgia, Jane Goodall, Madonna, Sofia Loren, Franca Sozzani. Donne che hanno generato mondi di idee, di libertà, di coraggio. Icone femminili della cultura cinematografica, musicale e culturale italiana e internazionale. Ognuna di loro è una “mother” e quando si dice, con un gioco di parole, “mother is mothering”, si intende che quella persona sta facendo qualcosa in modo straordinario.

Il progetto umanitario legato a Mothering
Ogni tela è un inno alla forza generativa dell’amore e un ponte verso il bene. A ogni “mother” è associato un progetto umanitario a sostegno dei diritti fondamentali: contro la violenza di genere, contro i matrimoni precoci, a favore dell’educazione dei bambini e dell’assistenza ai malati. Un semplice QR code accanto ai quadri permetterà di donare e trasformare l’arte in azione concreta.

Dell’Aglio, classe 1981 brindisino di nascita e milanese d’adozione, un passato da grafico e una sensibilità fuori dagli schemi, appartiene a quella schiera di artisti che sanno unire empatia e ironia. Nelle sue opere il termine “Mother” non è solo un titolo: è una dichiarazione d’intenti. Nella ballroom culture degli anni Settanta, “Mother”, infatti, era la figura che accoglieva e difendeva chi era stato rifiutato. Oggi quel ruolo diventa simbolo di tutte le donne e degli uomini capaci di ispirare, proteggere, costruire comunità.

Raffaella Carrà la protagonista di Mothering
Tra le protagoniste, spicca Raffaella Carrà, la “mother” per eccellenza. La sua energia ha insegnato che la libertà non chiede permesso e che la gentilezza può cambiare il mondo. Con il programma Amore, nel 2006, ha trasformato la televisione in uno strumento di solidarietà: oltre centomila italiani hanno aderito all’adozione a distanza grazie al suo invito sorridente. Un atto di pura maternità, nel senso più profondo e universale.
Sabato 30 novembre, dalle 19 alle 21, inoltre, la mostra si farà cerimonia: verranno consegnati i premi «Best Mother 2025», dedicati a chi, con creatività o impegno civile, ha saputo rendere la propria vita un esempio di luce. La direzione artistica delle premiazioni sarà affidata a Italy Bares, l’associazione che ogni anno sensibilizza su HIV e AIDS con spettacoli di grande forza emotiva, sostenuti interamente da artisti volontari.
I protagonisti
Dietro l’evento, tre anime affini e complementari: Andrea Riccardi, che trasforma le visioni in esperienze; Valeria Zanoni, che fa della cura e della gratitudine un linguaggio; Simone Dell’Aglio, che intreccia bellezza e umanità. CuoreGrato, il loro collettivo, vive di due parole che sono un manifesto: amore e gratitudine.

La location, la Fonderia Napoleonica, fondata nel 1806, aggiunge una vibrazione speciale: un tempo lì si fondevano bronzi, oggi si fondono emozioni. È il luogo dove la materia si fa memoria, dove il metallo diventa simbolo di resilienza.
Info: www.fonderianapoleonica.it
*Tutte le foto sono di proprietà dell’artista Simone Dell’Aglio


Articolo Precedente
Articolo Successivo
