La valle dell’Eden? È in Alto Adige

Valle Aurina, dove la strada finisce e inizia la magia: 80 vette sopra i 3.000 metri, cascate, laghi alpini e boschi incontaminati. Un viaggio tra natura autentica e fascino tirolese, da vivere con le amiche o in solitaria

Inizia la meraviglia

“Valle Aurina: dove finisce la strada, inizia la meraviglia”. Non è per nulla esagerato lo slogan pubblicitario coniato per questa valle dell’Alto Adige che confina con l’Austria (dove però si espatria solo a piedi!). Perché in questa zona che deve il nome al fiume Aurino, coronata da oltre 80 vette che superano i 3.000 metri e regalano un’aria tra le più pure d’Europa, ci sonoluoghi che sembrano esistere in una dimensione parallela, per come sono preservati nel tempo o per come sono piacevolmente isolati, al punto che la strada finisce non per mancanza di destinazioni, ma perché la natura ha deciso che oltre non serve andare.

Un centro benessere naturale

La lunga valle del Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina, infatti, può vantarsi di essere un gigantesco “centro benessere naturale” alimentato da 120 fonti d’acqua potabile, 35 laghi alpini e nove cascate. Qui camminare nei boschi o rinfrescarsi nell’acqua di un ruscello di montagna sono semplici esperienze che diventano momenti di profonda connessione con la natura.

Nel punto più settentrionale d’Italia, non si arriva per caso. Ma guidati da mille e una suggestione o curiosità. Ne suggeriamo solo alcune, con la raccomandazione di andare a scoprire – con le amiche o anche da sole – un luogo a suo modo magico che conserva il fascino autentico della montagna tirolese.

Statua a Campo Tures (ph Marina Moioli)

Castelli fiabeschi

La prima località che si incontra arrivando da Brunico in Valle Aurina è Campo Tures: un bellissimo borgo ai margini di una immensa piana coltivata a mais e girasoli, dominato dall’imponente castello dei baroni Taufers, un gigante medievale che sembra uscito direttamente da un libro di fiabe. Con le sue torri che si stagliano nel panorama alpino, attira 75.000 visitatori ogni anno. La visita guidata porta a scoprire il mastio, gli spalti, la Sala del Giudizio, la Camera della Tortura e le Prigioni ma anche molte camere ammobiliate che inducono a fantasticare di principesse, cavalieri e draghi.

Castello di Tures (ph Marina Moioli)

Non lontano, c’è poi il suggestivo castello di Gais, che ha un curioso legame con la storia: si dice che lo stesso Casanova ci sia passato e che Carlo Goldoni si sia ispirato a queste atmosfere per alcune delle sue opere.

Gli spettacoli della natura

Non mancano neppure spettacoli della natura, come le tre imponenti cascate di Riva, raggiungibili con una escursione a piedi da Campo Tures, oppure, direttamente in macchina, seguendo poi il sentiero di San Francesco.

I più avventurosi possono persino sorvolare le cascate appesi alla Fly Line che scende lentamente fra i boschi e sull’acqua grazie a una speciale imbragatura o cimentarsi nei voli in parapendio, mentre chi apprezza i più tranquilli percorsi Kneipp avrà molte possibilità di praticare il metodo che rafforza il sistema immunitario e stimola la circolazione magari con una guida locale che vi farà conoscere i benefici delle erbe spontanee, gli esercizi tra gli alberi e la camminata a piedi nudi. Anche in autunno.

Il Museo delle bambole

Per le più romantiche sarà piacevole anche visitare il delizioso museo dedicato alle bambole, con oltre duemila esemplari rari dal 1760 a oggi. Raccolti in tutto il mondo nel corso di vari decenni dalla gentile e appassionata signora Edith, testimoniano l’evoluzione del costume meglio di tanti libri. Si trova a Campo Tures in via Josef-Jungmann 2 (tel. 347 212 0207, aperto il mercoledì e la domenica pomeriggio) nei locali della “Villa del dottore” che risale ai primi del Novecento. Una sorpresa nella sorpresa.

Museo delle Bambole (ph Marina Moioli)

Presepe permanente

Un altro piccolo museo da non perdere si trova nel vicino paese di Lutago (a 10 minuti in bus da Campo Tures; tutte le località della Valle Aurina sono collegate da un efficiente servizio pubblico). Si tratta del Museo dei presepi e dell’arte popolare Maranatha. Il fantasioso percorso parte dal presepe tirolese popolare, passando per il presepe orientale antico, fino ad arrivare alla rappresentazione moderna nell’arte contemporanea. E non manca uno shop dove acquistare deliziosi souvenir in legno a tema natalizio. Info: www.krippenmuseum.com

Un formaggio davvero “speciale”

In Valle Aurina anche le più golose trovano pane per i loro denti. Non si può ripartire senza aver gustato i saporiti Schlutzkrapfen, ripieni di spinaci, ricotta e patate. Ma soprattutto senza aver fatto scorta di Graukäse, il formaggio “grigio” un tempo considerato “cibo per poveri” e oggi riscoperto dall’alta gastronomia. Festeggiato ogni anno con un particolare festival, tra degustazioni, laboratori, menu dedicati e visite nelle malghe d’alta quota (oggi 14 settembre è l’ultimo giorno per approfittarne) vanta un sapore che si tramanda di generazione in generazione, tra gesti semplici legati alla lavorazione del latte, alla stagionalità, alla vita d’alpeggio.  

Kaesefestival Graukäse Ahrntal

Presidio Slow Food

Un prodotto essenziale, genuino e schietto, proprio come la montagna da cui proviene. Della famiglia dei Sauerkäse, è un formaggio a coagulazione acida, privo di caglio, tipico dell’arco alpino tirolese – Presidio Slow Food dal 2003 – e nasce da una lunga tradizione contadina che trasformava il latte avanzato dalla produzione del burro in una nuova risorsa nutriente. La lavorazione è completamente manuale: dopo due giorni di coagulazione naturale, la cagliata viene estratta con un telo, salata, frantumata, pressata a mano e infine lasciata maturare in ambienti umidi, dove sviluppa una crosta ricoperta da muffe grigio-verdi. Il risultato è un formaggio magro (meno del 2% di grassi sul residuo secco), dal sapore intenso, con note acidule e punte amarognole che variano a seconda del processo di spurgatura. Si può acquistare a Campo Tures al caseificio Eggemoa, dove il casaro Michael Steiner condivide i segreti dell’affinatura artigianale, o alla fattoria Goasroscht, dove le capre Edelziege accompagnano la visita tra stalla, laboratorio e assaggi golosi. Infine nel paesino di San Giovanni, il birrificio artigianale gustAhr apre le porte alla scoperta del processo di produzione della birra, con una visita guidata seguita da una degustazione abbinata di birre e formaggi locali.

Scoperte in miniera

Pare che in Valle Aurina già in tempi antichi si scavassero le montagne per estrarre il rame, ma prove certe di un’attività mineraria risalgono solo al XV secolo. Un altro interessante mondo da scoprire visitando il Centro Climatico di Predoi, luogo unico in Italia dove una antica miniera di rame è stata trasformata in centro speleoterapico. Si entra nelle viscere della terra a bordo di un trenino, fino all’antica galleria S. Ignazio e alla grotta attrezzata per sedute di meditazione e respiro guidato. Le sue caratteristiche hanno permesso di aprire il primo centro in Italia che sfrutta le eccezionali condizioni climatiche presenti nel sottosuolo (con aria esente da pollini) per la cura dell’asma e di altre affezioni allergiche respiratorie.

Sala clima in miniera Klimastollen Prettau (ph Landesmuseum Bergbau – Armin Terzer)

Casere, l’ultimo villaggio

Casere, il villaggio più settentrionale d’Italia a 1.582 metri di altitudine, il tempo si è veramente fermato. Situato ai piedi della Vetta d’Italia, secondo il confine di St.Germain, è il punto più a nord del Paese. Da qui, una breve passeggiata di circa 20 minuti seguendo la Via Crucis con 15 colonne di legno conduce alla Chiesa dello Spirito Santo, in un’atmosfera che non può essere descritta, solo vissuta. Da non perdere è la visita all’antica chiesina, adagiata su un grande masso erratico, con una vistosa spaccatura. La leggenda vuole che chi attraversa lo stretto passaggio ottenga l’indulgenza dai peccati e questo spiega perché il luogo è diventato nei secoli meta di pellegrinaggi. Una stretta spaccatura in queste rocce viene spiegata come strumento di espiazione: chi passava attraverso di essa strisciando contro la parete rocciosa lasciava su di questa i propri peccati, liberandosene.

Una tipica abitazione a Campo Tures (ph Marina Moioli)

Depurarsi digiunando

L’ultima esperienza da segnalare in valle Aurina è la possibilità di provare il “digiuno Buchinger”, sotto la guida attenta ed esperta di Annelies Stocker, titolare del Vitalpina Alphotel Stocker di Campo Tures. Si tratta di una forma di digiuno terapeutico liquido, sviluppata dal medico Otto Buchinger, che disintossica e ha effetti positivi sulle malattie infiammatorie croniche e su quelle metaboliche. Si concentra sulla depurazione del corpo attraverso l’assunzione esclusiva di brodi vegetali, succhi di frutta e verdura, tè e acqua. La cura è strutturata in tre fasi: una fase di preparazione con una dieta leggera, la fase di digiuno vero e proprio con soli liquidi, e una fase di recupero per riabituarsi ai cibi solidi. Il digiuno terapeutico è una scelta che non fa bene solo al corpo ma anche all’anima. «Chi digiuna – spiega Annelies – acquisisce una nuova consapevolezza e riceve impulsi per un nuovo stile di vita. Spesso i digiunanti ritrovano la pace interiore e trasmettono questa sensazione positiva in molti momenti della loro vita». Info: https://alphotel.hotelstocker.com/it

Informazioni

E per verificare che è tutto vero non c’è bisogno di volare in India per sottoporsi a una cura ayurvedica, basta andare in Valle Aurina!

Associazione Turistica Campo Tures: www.ahrntal.com/it/vacanza-in-valle-aurina.html



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