Bologna celebra le donne: in mostra volti, sguardi e segreti

Un viaggio tra quaranta opere italiane e francesi dell’800 e ’900 che raccontano la femminilità in tutte le sue sfumature. Dal 27 settembre all’8 novembre alla Galleria de’ Fusari
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Un proverbio antico come filo conduttore
«Le donne sorreggono l’altra metà del cielo», recita un proverbio cinese. Ed è proprio a questa immagine che s’ispira la grande mostra che Bologna dedica interamente al mondo femminile: un universo fatto di corpi e di anime, di forza e delicatezza, di quotidianità e mistero. Dal 27 settembre fino all’8 novembre, nella Galleria de’ Fusari (in pieno centro storico, dietro Piazza Maggiore), si apre un viaggio emozionante attraverso quaranta dipinti e disegni di autori italiani e francesi tra Ottocento e Novecento.

Il ritrovamento dell’album Belluzzi
Accanto, si sorride davanti all’ironia di Colla sol messa non si campa di Leopoldo Bersani, dove un prete, pur di arrotondare le sue entrate, si improvvisa dentista di una donna la cui espressione resta tutta da interpretare. Poi ci si lascia conquistare dalla teatralità de La lettura della Bibbia di Luigi Serra: una donna bruna, con sontuoso abito cinquecentesco verde e bianco, si appoggia al cuscino cremisi di un prezioso inginocchiatoio. Intorno, una cornice di arredi e dettagli – mobili intarsiati, geometrie del pavimento, tappezzeria marezzata – sembra volerci sussurrare storie di altri tempi.

Volti, sguardi e simboli
E ancora: la delicatezza de La filatrice di Carlo Legnani (pastellista bolognese di fine Ottocento; di lui si ritrovano in mostra cinque quadri), colta in un momento di pausa, come sorpresa dallo sguardo di chi osserva. Ogni volto diventa specchio di un’epoca: lo sguardo corrucciato e intrigante della Donna in abito lilla di Pelagio Palagi; l’eleganza leggera della dama con il suo cane di Roberto Franzoni, simbolo del Liberty bolognese.

Quando il racconto si spinge nel terreno dei nudi, emerge tutta la forza simbolica della maternità nella Puerpera di Augusto Alberici, fino alla potenza plastica del corpo scolpito da Filadelfo Simi o al fascino sensuale e drammatico della Donna nuda inginocchiata del francese T. Otis. Quest’ultima opera seduce per il gioco di luci e colori che fa emergere il corpo femminile dall’oscurità, oltre che per il bellissimo volto della modella.
Dal passato al presente
A chiudere il percorso, quasi come un ponte verso il contemporaneo, Il cappotto rosso di Gianluca Capaldo, artista che rinnova la tradizione pittorica ottocentesca con una modernità vibrante, ricordandoci che il femminile non è mai statico ma continua a reinventarsi.

L’esposizione diventa così un invito a riconoscere la donna in tutte le sue forme, a lasciarsi emozionare dalla sua bellezza imperfetta e dalle sue contraddizioni, a scoprire in ogni tela un frammento di noi stesse.
Informazioni
Galleria De Fusari: dipintiantichi.info

- In cover: Gaetano Palazzi la Prova del Vestito (ph Ufficio Stampa)


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