Destinazione Val Vigezzo

Ai primi di settembre questo angolo fiabesco del Piemonte al confine con il Canton Ticino in Svizzera si veste di nero per un tradizionale raduno. Ma i motivi per visitarlo sono innumerevoli e durano tutto l’anno. Tra borghi in pietra, paesaggi senza tempo, musei unici e antiche tradizioni montane

La chiamano la “valle degli spazzacamini e dei pittori”. Nel primo caso perché ogni anno nel mese di settembre ospita il tradizionale Raduno Internazionale degli spazzacamini – è in corso fino al 7 la 42esima edizione – e poi perché con la sua scuola di belle arti ha dato vita a un filone artistico unico nel panorama alpino.

È la Val Vigezzo, una delle sette valli dell’Ossola, nell’Alto Piemonte. A poche decine di chilometri dal lago Maggiore e dalla Svizzera, si raggiunge in meno di due ore da Milano e da Torino. Natura, tradizioni, arte e mille curiosità fanno di questi luoghi la destinazione ideale per una gita o un viaggio in compagnia. 

Un nome curioso

Gli studiosi hanno ipotizzato presenza umana fin dall’età del Bronzo, ma i primi abitanti conosciuti furono i Leponzi e i Celti per poi arrivare alla dominazione romana. Sul nome “Vigezzo “si scontrano comunque varie spiegazioni. C’è chi sostiene che l’origine sia nel latino “video glacies”, riferita ai ghiacciai del Monte Rosa che si vedevano a occidente, mentre altri (e sarebbe la spiegazione ritenuta più probabile) propendono per la trasformazione di “Uezzo-a”, che significa “pantano” legata alla lingua celto-transpadana. E c’è perfino un’ipotesi ironica, anche se poco attendibile, che accosta il nome al termine dialettale vigett, ovvero “vecchietti”.

Una realtà viva, una storia antica

La Val Vigezzo invece è una realtà più che mai giovane e vitale. Le nuove generazioni, anche se magari lavorano nella vicina Svizzera, non hanno abbandonato la valle e tengono ben vive le antiche tradizioni. Come quella legata del ricordo e della riscoperta di un mestiere antico, complesso e rischioso: quello di intere generazioni di migranti che partirono da queste montagne lungo i sentieri che portavano verso la Francia, l’Olanda, la Germania, l’Austria o anche più lontano. Dietro l’immagine poetica e scanzonata dello spazzacamino Bert interpretato da Dick Van Dyke nell’indimenticabile film Mary Poppins c’è molto di più.

Le sorprese di Santa Maria Maggiore

Per capirlo basta una visita al bel Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore (piccola capitale della valle) che regala ai visitatori tante curiosità ed emozioni. Chi può non si faccia sfuggire, c’è ancora qualche giorno, il tradizionale Raduno Internazionale dello Spazzacamino, uno degli eventi più suggestivi e conosciuti della Val Vigezzo, che anima il borgo con sfilate, incontri, dimostrazioni e momenti di festa che trasformano le vie del centro in un grande spettacolo di colori, musica e tradizioni.

Altra grande particolarità di questo borgo pieno di fascino e cultura è la scuola dei pittori della valle che ha formato generazioni di artisti talentuosi, come Enrico Cavalli, Giovanni Battista Ciolina, Carlo Fornara, Camillo Besana e tanti altri. Non è un caso se proprio a Santa Maria Maggiore sopravvive l’unica accademia di belle arti dell’arco alpino, la Scuola Rossetti Valentini, fondata nel 1878.

Qui è nata l’acqua di Colonia

L’ultima curiosità è legata alla storia del profumo. Pochissimi sanno che l’essenza più amata da regine e principesse arriva proprio da qui. La formula della celebre Acqua di Colonia si deve infatti a Giovanni Paolo Feminis, nato nel 1660 nella frazione di Crana, che emigrò giovanissimo in Germania. La sua “Aqua Mirabilis”, nata come essenza lenitiva riconosciuta per le sue proprietà medicamentose, divenne in seguito il profumo più ricercato in tutto il mondo, anche grazie al sostegno del mercante Giovanni Maria Farina, anch’egli di Santa Maria Maggiore ed emigrato a Maastricht, che ne seguì la commercializzazione. Inventiva e pragmatismo made in Val Vigezzo da scoprire nella Casa del Profumo grazie a un percorso espositivo multimediale e multisensoriale.

Craveggia e il suo tesoro

Per chi ama fare trekking una bella passeggiata ad anello con partenza dalla stazione di Santa Maria Maggiore porta a scoprire altri bellissimi borghi caratterizzati da grandi case signorili e maestosi camini, testimonianza del rientro in patria degli emigrati che fecero fortuna all’estero. L’itinerario tocca Zornasco, paese natale dell’inventore del primo calorifero ad aria calda, e Crana, patria del creatore dell’Acqua di Colonia. Dopo aver superato un faggio rosso monumentale alto 35 metri si arriva a Craveggia”.

L’antica “Cravetia”, che significa luogo destinato al pascolo delle capre, è tra i borghi più antichi e pittoreschi della Val Vigezzo, caratterizzata da una selva di camini giganti che svettano sui tetti di piode (tipiche lastre in pietra), dai suoi vicoli, dai palazzi signorili del XVII e del XVIII secolo, con davanzali in pietra e balconi in ferro battuto, e da varie chiese. In questo piccolo museo a cielo aperto c’è una vera e propria piazza dei Miracoli, sulla quale si affacciano l’oratorio di Santa Marta, il Battistero a pianta ottagonale e la chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Giacomo e Cristoforo, che custodisce il famoso “Tesoro” di Craveggia, il cui nucleo centrale è costituito da dipinti e oggetti liturgici di alta oreficeria ma anche da preziosi tessuti legati alla storia delle regine di Francia.

Malesco, piccolo mondo antico

Malesco, affascinante borgo di probabile origine preistorica, è la porta di accesso del Parco Nazionale della Val Grande, tra i luoghi selvaggi più vasti d’Europa, ed è stato nei secoli il più popoloso centro della Val Vigezzo. Oggi offre un interessantissimo percorso storico, culturale e architettonico. Da visitare, oltre alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo (struttura barocca che risale al XVIII secolo che conserva le reliquie di San Metrobio Severiano, la cui storia è tutta da scoprire), l’Ospedale Trabucchi, l’oratorio di San Bernardino o la Casa del conte Mellerio c’è un antico lavatoio che risale al 1895 e conserva otto grandi vasche in granito. Nel 2002 il lavatoio è stato completamente restaurato e nel 2007 è diventato la sede di una mostra tematica sulla vita e l’impresa del concittadino Giovanni Maria Salati, soldato napoleonico e primo uomo ad attraversare a nuoto la Manica nel 1817.

Da non dimenticare che proprio a Malesco, il paese più popoloso della valle, esiste un monumento simbolo, il “Piccolo spazzacamino”, che raffigura il tredicenne Faustino Cappini, originario di Re (altro paese della Valle Vigezzo), il quale, terminata la pulizia di un camino, alzò le mani per dimostrare al padrone di aver portato a termine il lavoro e, sfiorando i fili dell’alta tensione, morì fulminato. Ogni anno, nei giorni del Raduno, una delegazione di spazzacamini rende omaggio a Faustino con un mazzo di fiori sul piedistallo del monumento.

L’Accademia dei Runditt

Gironzolando tra le belle case in pietra e le stradine del centro storico si scopre infine la sede dell’Accademia dei Runditt, sottilissime cialde ottenute mescolando acqua e farina. Tradizione vuole che la preparazione dell’impasto con il suo piccolo segreto, insieme alla metodologia di stesura e cottura, siano tramandati di generazione in generazione. Da non perdere quindi l’assaggio di questa specialità gastronomica locale con marchio De.Co e riconosciuta da Slow Food a cui è dedicata una sagra (ma per la prossima occorre aspettare giugno).

In gita all’Alpe Blitz

La Valle Vigezzo è, prima di tutto, natura e si declina in colore, silenzio e pace. Per rendersene conto basta fare una gita all’Alpe Blitz, un’ampia conca prativa che offre una vista spettacolare su tutta la valle. A ovest si apre la Valle con la catena del Monte Rosa sullo sfondo mentre volgendo lo sguardo a nord si riconoscono tutte le cime svizzere oltre i 4000. Il posto perfetto per recuperare un contatto autentico con la natura. Qui si può far sosta al Rifugio con il tipico tetto in piode dove gustare nell’ampia terrazza all’aperto i piatti della tradizione Vigezzina declinati secondo l’estro della cuoca Margherita, mentre in autunno o nei mesi freddi il camino interno regala la sensazione di sentirsi a casa. Da giugno a fine settembre il Rifugio Blitz è aperto tutti i giorni e prosegue l’apertura tutti i fine settimana nei restanti mesi dell’anno, neve permettendo.

Villette, il paese delle Meridiane

Il più piccolo di tutti i comuni della valle è Villette, borgo rurale sparso su tre pianori della Costa di Faedo in un territorio caratterizzato da pascoli, castagneti e faggeti. Qui si può visitare la “Ca’ di feman da la Piazza”, bel museo storico di arte contadina che ha sede in un edificio seicentesco. Ma soprattutto camminando per il paese, si ammirano diverse meridiane ornamentali, che hanno fatto guadagnare a Villette l’appellativo di Paese delle Meridiane. Gli orologi solari sono presenti sulle facciate di molte abitazioni, su quella della chiesa parrocchiale ce ne sono due, una risalente al XVII secolo e una del 1992, mentre la meridiana del Municipio riporta la scritta “Nihil fluat cuius meminisse non juvet” (Nulla scorra di cui non sia di giovamento ricordarsi). Un invito a fare in modo che ogni istante trascorso diventi un ricordo prezioso, privo di rimpianti o rimorsi. 

Il miracolo di Re

Altra tappa imperdibile per chi sceglie la Val Vigezzo è Re, dove sorge l’imponente Santuario della Madonna del sangue, costruito nel ventesimo secolo, con una grande cupola alta 51 metri in stile neobizantino e neogotico.

Ma la storia di questo luogo di pellegrinaggio viene raccontata volentieri dal parroco a chi prega nel bellissimo Santuario antico, che risale agli inizi del Seicento e custodisce l’affresco originale del miracolo avvenuto il 29 aprile 1494, quando un uomo colpì con un sasso un affresco della Madonna del Latte dipinto sulla facciata della chiesa di San Maurizio. Dalla fronte della Vergine dipinta nell’affresco iniziò a sgorgare sangue per circa venti giorni. Da allora nei secoli la devozione alla Vergine ha portato a Re milioni di fedeli. Come dimostra la sterminata collezione di ex voto conservata in loco.

La Ferrovia Vigezzina

Il modo migliore di esplorare la Val Vigezzo è sicuramente quello di utilizzare i treni della storica Vigezzina Centovalli, la ferrovia a scartamento ridotto che collega Domodossola a Locarno in Svizzera e ferma in tutti i paesini della zona. Inaugurata il 25 novembre 1923, fu salutata come un’opera avveniristica per l’utilizzo di “arditissimi ponti” e rappresenta in effetti un capolavoro dell’ingegneria civile. L’intera linea è lunga 52 chilometri e conta 83 ponti o viadotti e 31 gallerie.

Le tipiche vecchie carrozze azzurre sono state sostituite da pochi anni da nuovi treni moderni con vetrate panoramiche. Affollate soprattutto in autunno per il famoso evento del Treno del Foliage, un viaggio davvero entusiasmante.

Info: www.vallevigezzo.eu/

* Le foto sono di Marina Moioli

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