Klimt a Villa Manin: la “Nuda Verità” per la prima volta in Italia

A Passariano di Codroipo, Udine, la dimora di rappresentanza dell’ultimo doge accoglie fino al 6 settembre uno dei dipinti più intensi e provocatori di Gustav Klimt: Nuda Veritas. Un’occasione rara perché l’opera, proveniente dal Theatermuseum di Vienna, da novembre 2026 diventerà inamovibile e non lascerà più la sua città natale

La mostra curata da Cäcilia Bischoff è suddivisa in un percorso di cinque sale che descrivono il contesto culturale e artistico in cui fu dipinta Nuda Veritas, ed è anche l’occasione per ammirare una villa che da tre secoli intreccia arte, storia europea e territorio. In più, mercoledì 26 agosto Villa Manin resterà eccezionalmente aperta fino alle 21, in occasione delle serate musicali organizzate dal Bistrot Al Doge: due appuntamenti che offrono un motivo in più per raggiungere Passariano, passeggiare nel parco al tramonto e ammirare la tela.  

Chi è la donna che guarda lo spettatore senza arretrare?

Non è certo chi sia la modella del dipinto. È sicuro però che creò non poco scompiglio nel pubblico viennese del 1899.  “Su una tela stretta e verticale compare una giovane donna completamente nuda. Tiene in mano uno specchio, ha lunghi capelli ramati ornati di magnolie e fissa direttamente chi le sta davanti. Ai suoi piedi un serpente sale lungo le gambe, mentre il fondo blu e le decorazioni dorate sembrano quasi muoversi intorno al corpo”.

La donna non è idealizzata come nei nudi classici dell’epoca, ma reale, fiera e provocatoria, coi peli pubici rappresentati senza pudore e i capelli di un rosso intenso (colore allora associato alla malizia e alla stregoneria). Klimt riporta in alto una frase di Friedrich Schiller: «Kannst du nicht allen gefallen durch deine Tat und dein Kunstwerk – mach es wenigen recht. Vielen gefallen ist schlimm». (Se non puoi piacere a tutti con le tue azioni e la tua opera, allora piaci a pochi. Piacere a molti è male»). Il corpo femminile non idealizzato diventa una sfida alla cultura accademica, una presa di posizione sull’arte e sulla libertà dell’artista.

Vienna 1900: l’arte diventa battaglia

Per capire la forza del dipinto bisogna tornare nella Vienna di fine Ottocento attraversata da contraddizioni profonde: la tradizione dell’Impero asburgico convive con nuovi movimenti politici che porteranno poi allo scoppio della Prima Guerra; Freud indaga l’inconscio e le scienze mettono in discussione certezze consolidate.  L’arte cerca un nuovo linguaggio. Klimt, con Egon Schiele, Otto Wagner, Josef Hoffmann e Koloman Moser, appartiene a quella generazione che accompagnerà il passaggio dagli stili storicisti alla modernità.

Nel 1897 Klimt è tra i fondatori della Secessione Viennese, nata dalla rottura con la conservatrice Künstlerhaus. La Nuda Veritas viene presentata nel 1899 alla quarta mostra del gruppo e l’anno seguente è acquistata dall’influente critico e giornalista Hermann Bahr che donerà poi la collezione al Theatermuseum.

Klimt e l’Italia, un rapporto lungo una vita

Klimt conosceva bene l’Italia. Attraversò le Alpi nove volte, facendo tappa a Venezia, Ravenna, Firenze, Pisa e sul lago di Garda. A Ravenna rimase conquistato dalla luce e dall’oro dei mosaici bizantini; nel 1910 tornò a Venezia da protagonista, con e 22 opere esposte alla Biennale Internazionale d’Arte, tra cui Giuditta II – Salomè, oggi a Ca’ Pesaro. L’anno seguente Le tre età della donna arrivò in mostra a Roma e venne poi acquistata dallo Stato italiano.

Anche il luogo che ospita Nuda Veritas ha molto da raccontare. Villa Manin fu teatro dei negoziati che portarono, nel 1797, alla fine della Repubblica di Venezia col Trattato di Campoformio tra Austria e la Francia di Napoleone. Un luogo che ha visto cambiare i confini e gli equilibri d’Europa e che oggi torna a essere spazio di incontro tra storie e culture diverse.

È questo uno dei motivi per cui vale la pena arrivare fin qui: l’arte diventa una chiave per leggere il territorio e scoprire connessioni inattese. Una villa veneta, Vienna, il mito classico e la Secessione si ritrovano nello stesso percorso. Al centro resta lei, la donna con uno specchio in mano che, più di un secolo dopo, pare rivolgere allo spettatore la stessa domanda scomoda: quale verità siamo davvero disposti a guardare?

Anna Romanin in visita alla mostra

Dove mangiare

 Da Vanda – Via dei Nobili 14, San Martino di Codroipo (UD) – storica trattoria aperta dal 1928 a 1,5 km da Villa Manin, che si trova di fronte al restaurato Museo del Giocattolo. Da Vanda si gusta la cucina friulana autentica: piatti semplici preparati con amore.

Scenografico è il Bistrot “Al Doge” all’interno della Barchessa di Levante di Villa Manin (Via dei Dogi 2) a Passariano di Codroipo, UD. Aperitivi, taglieri di specialità locali con una vista stupenda. 

Dove dormire

L’Osteria alle Risorgive è una locanda (anche ristorante) a conduzione familiarea pochi passi da Villa Manin e dal Parco delle Risorgive, un’area naturalistica protetta che comprende le risorgive del fiume Stella.  

Via delle Acacie 2, 33033 Codroipo (UD).

Crediti fotografici

Le foto di Un capolavoro a Villa Manin: Nuda Veritas. Klimt, ospitata presso Villa Manin fino al 6 settembre 2026, sono di ERPAC FVG.

L’immagine dell’opera Gustav Klimt, Nuda Veritas c. 1899 252 x 56,2 cm, olio su tela è del museo © KHM-Museumsverband, Theatermuseum

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