7 cose da fare (e da raccontare) tra le Dolomiti Lucane, anche se non siete tipe da montagna

Un viaggio fashion e ironico tra guglie di roccia e borghi sospesi, discese sul bob, voli spettacolari, selfie d’autore, peperoni cruschi da sgranocchiare, e silenzi che diventano l’accessorio più chic
Indice dell'articolo
- 1 1. Scivolare giù da una montagna (con la grazia di una diva anni ’50)
- 2 2. Farsi un selfie (intellettuale) e scoprire che Henri Cartier-Bresson vi ha precedute
- 3 3. Allenarsi al vuoto (con grazia)
- 4 4. Castelmezzano: il borgo che abbraccia la roccia (e voi, la fotocamera)
- 5 5. Pietrapertosa: mistero in versione chic
- 6 6. Peperoni cruschi, i gioielli commestibili
- 7 7. Indossare il silenzio come un accessorio di stagione
- 8 Mangiare a Castelmezzano
- 9 Mangiare a Pietrapertosa
- 10 Dormire a Castelmezzano
Non siete tipe da montagna? Nemmeno io. Ma alle Dolomiti Lucane non si resiste: loro vi sfidano con bob su rotaie, voli sospesi, guglie di roccia che sembrano cattedrali e vicoli che sembrano usciti da un set cinematografico. È il posto dove puoi sentirti diva anni ’50 con foulard mentre scivoli a 40 km/h, oppure una comparsa in una serie TV di Stephen King. Qui il silenzio diventa un accessorio chic, e persino il selfie ha un’aura intellettuale. Audrey Hepburn le avrebbe adorate. Pure voi. Ecco 7 cose da fare (e da raccontare) tra le Dolomiti Lucane. Con le amiche, ovviamente. E con un tocco di glamour.
1. Scivolare giù da una montagna (con la grazia di una diva anni ’50)
La Slittovia di Castelmezzano è la nuova attrazione che in pochi mesi dalla sua inaugurazione ha fatto battere il cuore a migliaia di persone. Un bob su rotaia che parte dalla “Cima delle emozioni” e scende per 1180 metri tra guglie di arenaria dai nomi epici: Becco della Civetta, Aquila Reale, Incudine. Velocità massima 40 km/h, curve vertiginose e un ultimo loop da brivido. La cosa sorprendente? È l’unica slittovia in Italia che collega la montagna a un borgo, Castelmezzano, tra i “Borghi più belli d’Italia” e Bandiera Arancione del Touring Club. Una meta di tendenza. Un’esperienza che vi fa sentire leggera, elegante, padrona della scena: come se la montagna fosse il vostro personale palcoscenico. Per il calendario di apertura: www.volodellangelo.com/ita/web/item.asp?nav=calendario-slittovia

2. Farsi un selfie (intellettuale) e scoprire che Henri Cartier-Bresson vi ha precedute
A Pietrapertosa ogni angolo sembra avere un segreto. Nel 1973 Henri Cartier-Bresson si fermò qui e scattò fotografie che oggi sono leggenda: panni stesi al vento, bambini in corsa, anziani che posavano senza saperlo. Le sue immagini sono sparse per i vicoli e potete replicarle con un selfie “intellettuale”, rigorosamente in bianco e nero.
Le case nascono dalla pietra e sembrano guardarsi civettuole nei minuscoli orti, le stradine ripide portano fino ai resti di un torrione medievale. È un borgo che profuma di mistero. Non a caso anche Stephen King lo ha notato: nel romanzo The Institute cita Pietrapertosa come una delle basi segrete dell’Istituto, l’organizzazione che imprigiona bambini con poteri paranormali. Ora che la storia è diventata serie TV, potrete dire con aria nonchalance: «io lì ci sono stata prima della premiere». Altro che Twin Peaks: qui i brividi si accompagnano a panorami che tolgono il fiato. Info: www.comune.pietrapertosa.pz.it/

3. Allenarsi al vuoto (con grazia)
Il Volo dell’Angelo non è un’attrazione: è un battesimo dell’aria. Si parte da Castelmezzano o da Pietrapertosa, ci si imbraga e, dopo un attimo di panico («ma chi me l’ha fatto fare?»), ci si lascia andare. E lì non c’è più niente sotto: solo 600 metri di vuoto.
Il cuore batte all’impazzata, le mani tremano, ma poi… arriva la magia. In un istante la paura si scioglie e resta solo un senso di libertà che difficilmente dimenticherete. Si vola per 1500 metri a 120 km/h, sospese tra guglie di arenaria che sembrano spuntare come denti di squalo, case incastonate come presepi e querceti che si aprono sotto di voi come un tappeto verde.
Potete farlo da sole, per sentirvi invincibili, o con la vostra migliore amica, per condividere l’urlo liberatorio (e ridere di chi, all’arrivo, ha ancora la faccia pallida). Il bello è che in aria non c’è trucco che tenga: il vento vi spettina (nonostante il casco), il mascara cola, ma l’effetto “wow” è garantito.
Alla fine, quando i piedi tornano a toccare terra, scoprirete che l’altezza non è poi così spaventosa. Anzi, è un allenamento perfetto per la vita: lasciarsi andare, fidarsi e ritrovare coraggio. La stagione chiude il 9 novembre. Biglietti e info su: www.volodellangelo.com

4. Castelmezzano: il borgo che abbraccia la roccia (e voi, la fotocamera)
Castelmezzano è un set fotografico naturale. Le case si stringono alla montagna come a chiedere protezione e da Piazza Emilio Caizzo regalano il colpo d’occhio più instagrammabile della Basilicata. Selfie obbligatorio: niente filtri, qui è tutto già pronto per fare invidia al vostro feed.
Ma non fate l’errore di scappare dopo la foto: il borgo ha più storie da raccontare di una sfilata a Parigi. Ci sono passati monaci basiliani, longobardi, normanni, angioini e perfino i templari, che hanno lasciato tracce ovunque. Nello stemma comunale due cavalieri dividono un cavallo (condivisione ante litteram, altro che car sharing), e accanto alla Chiesa di Santa Maria dell’Olmo troverete una croce templare scolpita nel muro. All’interno, una Madonna lignea trecentesca vi accoglie con la sua eleganza sobria, mentre l’altare barocco vi ricorda che la vera eleganza non teme i secoli.
Il centro storico è un saliscendi di balconi fioriti e vicoli che paiono passerelle improvvisate. Una scaletta scavata nella roccia porta fino ai ruderi del Castrum Medianum, l’antico castello normanno-svevo: un tempo serviva a sorvegliare la valle, oggi serve a regalarvi l’ennesima panoramica cartolina. Qui è impossibile non sentirsi parte di un quadro che unisce storia e stupore.

5. Pietrapertosa: mistero in versione chic
Se Castelmezzano è l’abbraccio, Pietrapertosa è il lato segreto. Il suo cuore è l’Arabata, un quartiere arabo che da lontano sembra una colata lavica di casette incastrate nella roccia: una piccola casbah lucana che non ha nulla da invidiare a Marrakech (tranne il souk). Un tempo per salirci c’era solo l’asino, oggi ci arrivate voi, magari con sneakers bianche tirate a lucido o sandali glitterati: perché la fatica è più leggera quando ci si sente un po’ fashion anche tra i vicoli di pietra. E se l’Arabata è il lato esotico, il Convento di San Francesco è quello contemplativo. Sedici celle nel Cinquecento, oggi un luogo di silenzio elegante, con un pozzo rinascimentale dai capitelli sobri che sembrano ricordarci che la vera raffinatezza è sempre minimal. Pietrapertosa è così: un mix di Oriente e Occidente, di mistero e grazia semplice. Severa e affascinante, come quelle donne che non hanno bisogno di accessori per essere notate. Qui bastano i vicoli: fanno già da passerella.

6. Peperoni cruschi, i gioielli commestibili
Tra le Dolomiti Lucane non servono vetrine di alta gioielleria: basta alzare lo sguardo verso i balconi per trovare collane rosso fuoco di peperoni cruschi appese ad essiccare. Lucide, sembrano bijoux eccentrici… ma appena finiscono in padella diventano croccanti come chips e uno tira l’altro. Fidatevi: molto meglio dei popcorn al cinema.
E già che ci siamo, non fermiamoci ai cruschi “in purezza”: li troveremo sbriciolati sulla pasta, nelle frittate o insieme a un bel piatto di strascinati. Poi ci sono i salumi del posto, i formaggi che sanno di erba e pascoli, e soprattutto il caciocavallo podolico: intenso da assaggiare con un bicchiere di Aglianico del Vulture in mano, pronte al brindisi. Insomma, preparatevi psicologicamente a mettere almeno un chiletto e a fare shopping gastronomico. Sì, al posto di una collana nuova, torneremo a casa con un souvenir croccante. Molto più glamour, no?

7. Indossare il silenzio come un accessorio di stagione
Qui il silenzio non è assenza, è sostanza. Non un vuoto, ma una presenza che vi accompagna passo dopo passo tra vicoli e guglie. In autunno diventa couture: avvolgente, essenziale, più rigenerante di una spa e più esclusivo di un trattamento beauty (e senza lista d’attesa).
È il silenzio che si posa leggero sui balconi fioriti di Castelmezzano, che scivola tra le viuzze dell’Arabata, che vi segue mentre passeggiate e lo sguardo si perde sulla valle circostante. Qui non servono playlist motivazionali né rumori di sottofondo: basta respirare e ci si sente subito in prima fila, con addosso l’accessorio più raro, la calma. Provate a “indossarlo”: non fa pieghe, non passa mai di moda… e soprattutto non pesa in valigia o nello zainetto.
Mangiare a Castelmezzano
Trattoria da Spadino
Proprio all’entrata del paese, unisce buona cucina e ottimi prezzi. A gestirlo è Antonio Giannotta mentre ai fornelli c’è la chef Fortuna. Da assaggiare gli strascinati con i peperoni cruschi, una vera bontà e le crostole, il dolce tipico che un tempo era preparato per i matrimoni. Tel. 334 870 9461
Al Becco della Civetta
Un tempio della gastronomia che con la sua chef Antonietta Santoro celebra l’autentica cucina lucana. Dal pane alla pasta, ai dolci fatti in casa, dalle erbe gradevolmente amarognole della vicina foresta di Gallipoli-Cognato, fino alle salsicce e soppressate. Tra le numerose specialità, il lonzino marinato al vino aglianico con misticanza di ricotta e noci o il filetto di maiale al tartufo lucano. Tel. 0971-986249
Dal Vecchio Scarpone
Cucina casereccia con utilizzo di soli prodotti lucani. Qualche assaggio? Tra i primi piatti: strascinati, orecchiette con salsiccia fresca; tra i secondi: agnello, capretto, maiale, ed anche selvaggina (fagiano e cinghiale). Una golosità? I vari tipi di frittata (con i lampascioni, cipolla, asparagi). Tel. 333 732 5640

Pizzeria Rosticceria 2T
Gestita da Maria Taddei, con il marito e la figlia Mariapia, propone panini, pizze condite con peperone crusco, focacce preparate con ingredienti locali, perfette per uno spuntino veloce ma ricco di gusto. Tel. 340 125 1875
Peperusko
Ambiente giovane, informale. L’ideale per un aperitivo al tramonto con vista sulle Dolomiti Lucane. Tagliere di formaggi e sottoli e ovviamente gli immancabili peperoni cruschi che danno il nome al locale. Qui si può fare anche shopping goloso. Info:
Bar Giannotta
Una sosta per la colazione o il caffè (ma ci sono anche sigarette e giornali) qui è d’obbligo. Proprio al centro del paese, accanto al vicolo che porta alla slittovia. Luciano, il proprietario, è stato anche comparsa nel film “Un paese quasi perfetto” con Fabio Volo, ambientato in paese e la locandina alle pareti lo ricorda. Tel. 0971 986255
Mangiare a Pietrapertosa
L’agriturismo Casa di Caccia
Sulla strada verso Pietrapertosa è un rifugio elegante che ricorda un grande chalet di montagna. Una proposta gastronomica fatta di carne podolica, funghi porcini, tartufi neri estivi e prodotti a km zero, trasformati con creatività nel menù stagionale. Anche affittacamere. Info: www.lacasadicaccia.com

Piccolo Ristoro Le Rocce
A Pietrapertosa, vicino al Convento di San Francesco, a conduzione familiare. Da assaggiare i “maccheroni mollicati, noci e peperone crusco IGP”, preparati secondo l’usanza delle nonne la Domenica delle Palme. Tel. 0971 983260
Petra Sapori Lucani
Una selezione dei migliori prodotti di tutta la Basilicata da acquistare come souvenir golosi e si può anche fare un aperitivo o una degustazione. Tel. 349 136 3761
Dormire a Castelmezzano
La locanda di Castromediano
Nel cuore di Castelmezzano, l’albergo, sopra il ristorante Al Becco della Civetta, dispone di ventiquattro camere, curatissime, arredate con mobili in arte povera e letti in ferro battuto. Tutte hanno vista sull’incredibile panorama delle Dolomiti Lucane. Di recente è stata inaugurata una suite. Tel. 0971 986249; www.beccodellacivetta.it
Hotel Dolomiti
Un lifestyle hotel di design a Castelmezzano, circondato della bellezza prorompente dei picchi rocciosi. Anche ristorante Dolomiti e spa (aperta anche ai non ospiti). E per l’Après trekking? C’è il lounge bar Dolomiti con i suoi piacevoli bartender per sorseggiare cocktail ricercati o bere una birra fresca all’ombra dopo una lunga giornata di avventure. https://hoteldolomiticastelmezzano.com/

B&B La Casa Di Giulietta
Nelle vicinanze del fortilizio Normanno a Castelmezzano. Al piano terra, che si affaccia su una corte e su un piccolo giardino, un tempo usato come orto, è visibile la pietra viva utilizzata nella costruzione.
Tel. 333 4884579 lacasadigiulietta.net
* Tutte le foto sono di Isa Grassano, tranne quelle del Volo dell’Angelo di Gaspare Morea e della Slittovia di Fabio Petrucci

Basta sentirmi parlare per intuire il mio attaccamento alla Basilicata. Nonostante viva a Bologna da tanti anni e ami questa città, ho mantenuto una visione Sudcentrica della vita. Giornalista professionista, tutor al master in giornalismo, scrittrice e soprattutto “ragazza” piena di energia. Ho una valigia sempre pronta, anche se a ogni viaggio dimentico qualcosa. Vivrei in estate tutto l’anno e sogno una casa vista mare. Scrivo libri di curiosità (Book Sun Lover) e romanzi (“Un giorno sì un altro no”, “Come un fiore sul quaderno”). Leggo tanto, sorrido ancora di più.

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