Tolosa, la “Ville rose” da vivere con le sue sfumature

In occasione della Giornata Mondiale del Colore, il 6 maggio, viaggio tra rosa, viola, blu e verde: le nuance che raccontano l’anima più autentica della città francese

Un colore non è mai solo un colore. È memoria, identità, perfino carattere. E a Tolosa, capitale della regione sudoccidentale francese dell’Occitania, ogni angolo sembra confermarlo. La chiamano “Ville rose”, ma fermarsi a questo sarebbe riduttivo. Il rosa dei mattoni, che al tramonto si accende e cambia intensità come un respiro, è solo il primo passo dentro una tavolozza più ampia. Una tonalità che muta durante la giornata, accompagnando chi cammina tra le strade con discrezione al mattino e con una presenza quasi teatrale la sera.

La Giornata Mondiale del Colore

Non a caso, il 6 maggio a Tolosa si celebra la Giornata Mondiale del Colore: l’occasione perfetta per osservare questa città con uno sguardo diverso, lasciandosi guidare proprio dalle sue diverse sfumature.

E allora basta poco per accorgersi che il rosa non è solo un punto di partenza. C’è il viola delle violette, che profuma di storie d’amore e di piccoli gesti destinati a durare. Si racconta di un soldato napoleonico e di un mazzo regalato al ritorno dalla guerra: da lì, un’intera tradizione, con centinaia di famiglie dedite alla coltivazione e una festa che ancora oggi, ogni anno, celebra questo fiore delicato e tenace. Questa nuance si può portare a casa anche in forme diverse, grazie ad alcune botteghe locali: la Maison de la Violette, che dal 1993 protegge e valorizza questo patrimonio regionale, e produce prelibatezze gourmet sia dolci sia salate, ma anche cosmetici e profumatori per la casa.

Fête de la Violette © Rémi Deligeon – Toulouse Team

Il Guado noto sin dal Rinascimento

Il blu, invece, ha il passo lento della storia e del suo passato glorioso. È il colore del “pastel” (il guado in italiano), il pigmento che durante il Rinascimento rese Tolosa prospera e che richiedeva lavorazioni lunghe, quasi rituali. Un tempo le foglie, pressate e ridotte in poltiglia, venivano lasciate essiccare per due settimane prima della lavorazione finale. Oggi, questa ritualità si può ritrovare
in alcune botteghe come AHPY, che da oltre vent’anni valorizza questa tecnica antica creando abbigliamento e accessori tinti con il blu di pastel e che organizza anche laboratori di tintura, e La Maison du Pastel, che offre una vasta gamma di prodotti, dall’abbigliamento alla cosmetica.

Maison du pastel © Rémi Deligeon

Il verde che cambia ritmo a tutto

Poi arriva il verde, che cambia ritmo a tutto. Quellodei platani secolari che si riflettono lungo la Garonna, nei canali, si distende nei parchi. Altro corso d’acqua caratteristico, che scorre fino al Mediterraneo, è il Canal du Midi. Giunto quest’anno al trentesimo anniversario del riconoscimento come Patrimonio mondiale dell’Unesco, anch’esso interamente costeggiato dai tipici platani del sud della Francia, è ideale da scoprire in bicicletta, a piedi o con escursioni in barca. E poi il verde dei giardini, i principali polmoni verdi: non meno di 170 in totale e ognuno con le sue peculiarità, sbocciano in tutta la loro bellezza, ad esempio, i più antichi che risalgono al XVIII secolo, come il Jardin des Plantes e quello du Gran Rond. A impreziosire, ulteriormente, l’anima “green” di Tolosa ci sono: il Jardin Raymond VI, intorno al museo d’arte contemporanea; il Parc de la Reynerie, nei pressi dell’omonimo castello, giardino “alla francese” (organizzato dunque rigorosamente secondo leggi matematiche); infine l’esotico Giardino Giapponese, angolo di pace ispirato al Sol Levante.

Jardin du Grand Rond © Rémi Deligeon

L’energia del rosso e del nero

E a chiudere la tavolozza di cromie tolosane c’è l’abbinata di rosso e nero, che portano con sé un’energia diversa, fatta di storia e di tifo, di passato istituzionale e presente sportivo. Dai magistrati del Campidoglio alle maglie dello Stade Toulousain, squadra di rugby locale questi colori parlano di identità e appartenenza.

Maison du pastel © Rémi Deligeon

Tolosa insegna una cosa semplice: viaggiare non significa solo vedere. Significa anche imparare a riconoscere i colori di un luogo.

E magari scoprire che, in mezzo a tutte quelle sfumature, ce n’è una che assomiglia un po’ anche a noi.

*foto apertura: Jardin Japonais – Cerisier © Rémi Deligeon

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