Nel cuore della Romagna autentica

Un viaggio tra amiche alla scoperta della Valle del Senio e del Rubicone: rocche che raccontano, acque che curano, musei che emozionano e sapori, come il formaggio di fossa, che appagano il gusto
Indice dell'articolo
- 1 Una terra che non ha bisogno di effetti speciali
- 2 A Riolo Terme, la Rocca di Caterina Sforza
- 3 I percorsi all’interno
- 4 Terme di Riolo, le acque che curano anche l’anima
- 5 A Casola Valsenio, il giardino delle erbe e la natura che parla sottovoce
- 6 Nella Valle del Rubicone
- 7 San Giovanni in Galilea: pietre che custodiscono storie
- 8 Sogliano al Rubicone, un tuffo nella musica del passato
- 9 Le curiosità nel museo
- 10 Formaggio di fossa e altri piaceri: a tavola con l’anima della Romagna
- 11 Per saperne di più
- 12 Informazioni pratiche: come arrivare
«Un paesaggio è quella porzione di superficie terrestre comprensiva delle caratteristiche naturali e di quelle culturali, che l’occhio può contenere in un solo sguardo», scriveva Franz B. Steiner. Ed è con uno sguardo incantato, tra chiacchiere e passi lenti, che si va alla scoperta della Romagna autentica. Quella vera, concreta, fatta di rocche, fanghi e vecchi juke-box di “Happy Days”.
Una terra che non ha bisogno di effetti speciali
Un progetto, sì, ma prima ancora un’identità. Quella lanciata dal GAL (Gruppo di Azione Locale) L’Altra Romagna e da Visit Romagna, per riportare alla luce una terra che non ha bisogno di effetti speciali per affascinare. L’intento del progetto è di far conoscere “dal di dentro” questo territorio, ma anche di far vivere esperienze. Delle otto valli coinvolte, noi ne abbiamo attraversato due. A iniziare dalla valle del Senio, verde, tranquilla e silenziosa, dove spicca il paese di Riolo Terme (in provincia di Forlì-Cesena). La rocca Sforzesca ci accoglie come una vecchia signora elegante, con le sue mura possenti – rivestite da oltre 19 mila mattoni cotti – e il profilo nobile.

A Riolo Terme, la Rocca di Caterina Sforza
Pare che Caterina Sforza vi sia passata diverse volte, sebbene non esista una documentazione ufficiale che attesti la sua presenza. Del resto la “Leonessa delle Romagne”, era solita visitare i suoi possedimenti in incognito. Guerriera, madre, sposa per tre volte, donna impavida e visionaria, era capace di impugnare una spada come di scrivere ricette alchemiche. Ne ha lasciate 470, un ricettario tra medicina e magia, dove compare anche la leggendaria Acqua Celeste, un elisir per restare giovani e belle. Tra le meraviglie esposte, “la cotta di maglia di ferro” (o usbergo dal germanico Halsberge), perfezionata durante il Medioevo, la cui trama è formata da 30 mila anelli concatenati. Era assemblata secondo diverse tecniche: asiatica, giapponese, persiana, bizantina ed europea, detta anche “quattro in uno” in cui ogni anello è legato ad altri quattro.
Fabbricare la maglia per la cotta richiedeva grande abilità. Si piegava un grosso filo di ferro attorno a una bacchetta, quindi lo si tagliava a formare un anello aperto le cui estremità venivano appiattite col martello, sovrapposte e fissate con un chiodo o rivetto a sezione triangolare, ribattuto per eliminare sporgenze. Forniva una buona protezione specie per i colpi di spada, meno per le punte di frecce e dardi.
I percorsi all’interno
Al suo interno anche il percorso “assalire e proteggere” che si snoda su tre piani ed è interamente dedicato alle macchine di difesa e offesa, con modellini di macchine da guerra utilizzate durante l’assedio (come l’Ariete coperto detto Gatto del XII secolo) e riproduzioni di armi e parti di armature per la difesa personale.
Si può anche vivere una esperienza immersiva con “a cielo aperto” per esplorare la fortezza come appariva in origine, priva delle finestre e delle coperture attuali o concedersi una pausa al Torrino wine bar con terrazza.
Dall’alto del maniero, la vista sulla Vena del Gesso Romagnola lascia senza fiato e sul Monte Mauro, con i suoi 515 metri, che veglia sul paesaggio. Imperdibile anche l’esplorazione del Parco: vale la pena visitare almeno il Centro Visite di Cà Carnè e la Grotta Tanaccia, incastonati nei gessi di Brisighella, che rappresentano alcuni tra gli ambienti più belli.
Terme di Riolo, le acque che curano anche l’anima

E come tralasciare una pausa alle Terme di Riolo? Perché – diciamocelo – un po’ di coccole fanno sempre bene, soprattutto se arrivi da settimane di corsa. Fondate nel 1870, sorgono nel cuore del parco naturale, tra alberi che sembrano sussurrare storie. Le acque termali – frutto di un lungo processo di filtrazione sotterranea e certificate dal Servizio Sanitario Nazionale – non sono solo una cura, ma quasi una poesia per il benessere del corpo e della mente. L’acqua Breta è preziosa per disintossicare il corpo, proteggere le cellule dallo stress ossidativo e favorire la rigenerazione. L’acqua Vittoria, dal gusto leggermente salino (a base di idrogeno solforato, magnesio e cloruro di sodio), è una risorsa per contrastare stati infiammatori e ristabilire l’equilibrio del corpo. Infine l’acqua salsobromoiodica Margherita si distingue per la sua delicatezza e le proprietà benefiche sull’apparato digerente.
A Casola Valsenio, il giardino delle erbe e la natura che parla sottovoce
Un’altra tappa è Casola Valsenio, da scoprire percorrendo strade sinuose punteggiate da cespugli di lavanda e ginestre. Qui la natura è il gioiello più prezioso ornato dai colori, profumi e sapori delle erbe e dei frutti. Una meta anche per il trekking e le escursioni, grazie ai tanti sentieri che attraversano i boschi rigogliosi che la circondano. Appena fuori Casola si trova il Giardino delle Erbe, inaugurato nel 1975, con funzione didattica e divulgativa. Raccoglie oltre quattrocento cinquanta specie di erbe officinali ed aromatiche, autoctone, utilizzate in cucina, nella medicina, nella cosmesi fin dal basso Medioevo, quando venivano lavorate nelle officine dei conventi. L’aria profuma di salvia e di storie, e le erbe sembrano bisbigliare antichi segreti.
Nella Valle del Rubicone
Una quarantina di chilometri separano la Valle del Senio a quella del Rubicone. Quel Rubicone che fa tornare subito alla mente Giulio Cesare, quando sulle rive di questo fiume, pronunciò la celebre fra “Alea iacta est” (il dado è tratto).
San Giovanni in Galilea: pietre che custodiscono storie

Qui, tra le curve dolci della Valle, c’è San Giovanni in Galilea, un borgo minuscolo ma con un’anima enorme. Sembra un luogo uscito da un libro di favole: resti di un castello malatestiano, una vista che spazia fino al mare e un museo che emoziona. Si tratta del Museo Renzi – ospitato in una torre medievale – che custodisce oggetti provenienti da insediamenti protostorici e da battaglie dimenticate. Un piccolo scrigno voluto da don Francesco Renzi, prete e collezionista. Nel 1879 iniziò una raccolta tanto appassionata da coinvolgere archeologi, studiosi e, persino, i reali d’Italia. Le sue stanze narrano di monete antiche, osservatori meteorologici. A pochi passi il Cimitero con una bella vista sul paesaggio. Qui è stata girata una scena del film “50 km all’ora” con Fabio De Luigi.

Sogliano al Rubicone, un tuffo nella musica del passato
E infine, come in un crescendo, si arriva a Sogliano al Rubicone, dove si celebrano due passioni italianissime: la musica e il cibo.
Si fa un tuffo nel passato al Museo del disco d’epoca, nel palazzo Ripa-Marcosanti. Un museo privato nato dalla passione di Roberto Parenti che ha messo insieme migliaia di pezzi. Tra questi un rudimentale fonografo di fine Ottocento al fonografo Edison dei primi anni del Novecento. Ancora un particolare di un dittafono e una ricca collezione di cilindri (tra cui il cilindro Bellini del 1898, unico esemplare). E i dischi in vinile che rappresentano una miniera di ricordi e sensazioni per intere generazioni e appassionati di collezionismo. Curiosa la “cartolina che canta”: non solo il pensiero di chi la inviava ma anche la possibilità di ascoltare musica. Non manca una collezione di picture disc, ovvero dischi in vinile trasparente firmati da artisti tra cui Picasso. Si possono vedere da vicino i primi registratori magnetici, a filo e a nastro, della famosa casa Geloso. Belli i primi riproduttori portatili come il Mini 10 che leggeva piccoli vinili di appena 10 cm di diametro e dalla durata di pochi minuti.

Le curiosità nel museo
Curiosa anche la sezione relativa alle dichiarazioni storiche dei politici. Numerosi personaggi del XX secolo vollero rendere immortali le loro parole, dettate dalla loro stessa voce, incidendole su un disco o un cilindro. Le frasi di Edoardo VII, Umberto I, Vittorio Emanuele II, Stalin, Hitler, Mussolini sono solo alcune di quelle messe a disposizione.
Particolare pure la collezione di statuette di terracotta da Maria Callas a Luciano Pavarotti, dai Beatles ai Rolling Stones.
Al piano di sopra apre le sue porte il “Museo dell’arte povera” (entrambi a ingresso gratuito, aperture sul sito). Tra libri, calendari, spicca Le chansonnier Cordiforme (del 1500), un manoscritto che aperto rappresenta due cuori uniti e racconta di due amanti che si mandano messaggi d’amore.

Formaggio di fossa e altri piaceri: a tavola con l’anima della Romagna
E poi c’è lui, il formaggio di fossa Dop, custodito in buche scavate nell’arenaria, stagionato per tre mesi in silenzio. Lo abbiamo assaggiato in una piazzetta, con il vino rosso e i capelli spettinati dal vento. Il sapore? Intenso, unico, proprio come questo viaggio.

E non solo. Tra i sapori della Romagna Autentica come non citare il morbido Squaquerone di Romagna Dop il Raviggiolo (presidio Slow Food), caciotte e pecorini. Tra i prodotti certificati dell’Emilia Romagna in questa terra c’è il Vitellone bianco dell’Appennino Centrale Igp. Ancora l’Olio Extra vergine di oliva Brisighella Dop e l’Evo Colline di Romagna Dop, lo Scalogno di Romagna. La pasta fatta in casa – cappelletti, tortelli, tagliatelle – è regina della tavola, insieme alla Piadina Romagnola, oggi certificata Igp. Una tavola ricca di salumi come quelli ricavati dalla Mora Romagnola, il suino autoctono dal caratteristico mantello scuro. Insomma, tanti prodotti da condividere in una convivialità da sempre genuina e robusta.
Per saperne di più

Informazioni pratiche: come arrivare
Raggiungere questo angolo di Romagna è semplice. È una destinazione vacanza facilmente raggiungibile da Bologna, Venezia e Firenze. Grazie alla sua posizione geografica, il territorio è collegato con i maggiori snodi autostradali e ferroviari. Gli aeroporti internazionali di Bologna, Rimini e Forlì mettono in comunicazione il territorio con le più importanti città italiane.

Basta sentirmi parlare per intuire il mio attaccamento alla Basilicata. Nonostante viva a Bologna da tanti anni e ami questa città, ho mantenuto una visione Sudcentrica della vita. Giornalista professionista, tutor al master in giornalismo, scrittrice e soprattutto “ragazza” piena di energia. Ho una valigia sempre pronta, anche se a ogni viaggio dimentico qualcosa. Vivrei in estate tutto l’anno e sogno una casa vista mare. Scrivo libri di curiosità (Book Sun Lover) e romanzi (“Un giorno sì un altro no”, “Come un fiore sul quaderno”). Leggo tanto, sorrido ancora di più.

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