I “Passionsspiele” lo spettacolo di Erl in Tirolo

Uno spettacolo unico al mondo che torna in scena ogni sei anni. Nel 2025 da maggio a ottobre nella regione austriaca del Kufsteinerland
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La prima volta fu nel 1623. Da allora ogni sei anni e con poche eccezioni dovute a eventi bellici va in scena uno spettacolo così particolare che nel 2013 l’Unesco lo ha inserito nella lista dei Patrimoni orali e immateriali dell’Umanità. Si tratta della rappresentazione sacra della Passione di Cristo che si tiene a Erl, piccolo paesino austriaco del Tirolo. Qui si mantiene questa lunghissima e commovente tradizione, portata avanti dagli abitanti, che per salire sul palco nelle antiche vesti di chi conobbe Gesù non tagliano capelli e barba per parecchi mesi. Circa 600 gli attori e comparse scelti tra gli abitanti del paese (conta in tutto poco più di mille abitanti) si preparano a lungo per recitare la Passione di Cristo in un teatro che ospita circa 1500 spettatori, quindi più di quanti siano gli abitanti.
La rappresentazione teatrale in tedesco più antica
Erl, piccolo paese della regione austriaca di Kufstein, si trova nel triangolo Monaco di Baviera/Salisburgo/Innsbruck: nonostante sia minuscolo e circondato da boschi e pascoli, è teatro di grandi eventi culturali di eco internazionale.
Ogni sei anni infatti qui si tiene al “Passionsspielhaus” ovvero “Teatro della Passione” la rappresentazione sacra della Passione di Cristo. Da generazioni la preparazione di questo incredibile evento teatrale coinvolge moltissimi abitanti di Erl che partecipano come comparse, attori o cantanti allo spettacolo. Praticamente quasi tutto il paese partecipa a questo spettacolo, le cui origini sono ricondotte al 1623, quando la popolazione decise di mettere in scena la Passione di Cristo, per ringraziare il Signore per aver risparmiato le famiglie dalla guerra e dalla peste.
“Passionsspielhaus”, un teatro particolare
Questo grandioso spettacolo, che viene messo in scena nell’imponente teatro di Erl, è un’opera d’arte che contraddistingue e ha contraddistinto nei secoli questa parte dell’Austria. Dal 25 maggio al 4 ottobre 2025 verranno nuovamente portate in scena le esibizioni teatrali (tutti i sabati e le domeniche) nel celebre teatro “Passionsspielhaus” costruito 60 anni fa appositamente per recitare la Passione. Si tratta di un teatro dall’incredibile acustica e dal design particolare. Non potendo essere riscaldato è utilizzato solo dalla tarda primavera a inizio autunno.

Cultura e Natura
Oltre al “Passionsspielhaus” (Teatro della Passione) dove per tutta estate vanno in scena i Passionsspiele, Erl vanta un secondo teatro innovativo, dalla forma futuristica: si chiama Festspielhaus e sorge vicino al Passionsspielhaus. Qui si tengono numerosi eventi e festival musicali durante tutto l’anno, rassegne di opere liriche e concerti di musica da camera di alto livello rendendo la regione di Kufstein il “palcoscenico culturale” delle Alpi.

La fonte d’acqua in paese
Il paesino tirolese è però celebre anche per la Blaue Quelle, una fonte d’acqua molto speciale perché si tratta di un luogo energetico. Circa 700 litri di acqua potabile sgorgano dalla terra ogni secondo alla temperatura di 8,1 gradi e alimentano un piccolo laghetto, una sorta di piscina naturale che brilla di tonalità iridescenti di verde, blu e turchese, a seconda di come i raggi del sole illuminano lo specchio d’acqua. E questo è solo uno dei numerosissimi luoghi energetici (ben 35, suddivisi tra energia dalla roccia e dalla terra; energia dal sole e dalla luce; energia dalla natura e dalla tranquillità) di una zona che ha come vocazione il benessere naturale. In ogni stagione ci si rigenera sostando in punti ben precisi, in luoghi energetici ben definiti in grado di riempire di positività e vitalità tutti quelli che fanno una pausa di qualche minuto in un contesto così speciale.
Alla scoperta del Kufsteinerland
La rappresentazione dei Passionsspiele è una buona occasione per partire in compagnia, alla scoperta della zona che ha come capoluogo Kufstein e dei suoi 8 villaggi: Ebbs, Erl, Bad Häring, Langkampfen, Niederndorf, Niederndorferberg, Schwoich, Thiersee. Un territorio che unisce creatività e innovazione con le tradizioni tirolesi. La maestosa fortezza che sovrasta la città medievale di Kufstein, l’imponente massiccio del Kaisergebirge e i dolci pascoli alpini sugli altipiani intorno a Thiersee e Bad Häring costituiscono uno scenario veramente suggestivo. Per una vacanza con le amiche all’insegna di benessere, cultura e sport.
Cosa vedere
Da non perdere a Kufstein è l’organo all’aperto più grande del mondo: ogni giorno, alle 12 le sue note risuonano in tutti i dintorni, (a luglio e ad agosto anche alle 18). A seconda del vento, lo si può ascoltare a parecchi chilometri di distanza. La sua musica suona in ricordo delle vittime della guerra, diffondendo un messaggio di pace in tutto il mondo. L’organo fu realizzato nel 1931 in memoria dei caduti nella Prima guerra mondiale dal mastro organaro Oscar Walcker nella torre civica della fortezza.
I servizi gratuiti dellaKufsteinerlandCard
Fin dal primo pernottamento, gli ospiti del Kufsteinerland ricevono in hotel anche la KufsteinerlandCard, che offre numerosi servizi gratuiti e sconti per tutta la durata del soggiorno. Questi includono, ad esempio, un giro sulla seggiovia Kaiserlift, l’uso gratuito dei mezzi pubblici, la partecipazione al ricco programma di attività.

Ho cominciato quello che una volta chiamavano il “mestieraccio” alle elementari (la mia prima ricerca – quando si dice il destino – era dedicata ai giornali). A vent’anni ho diretto il periodico “Nonostante” dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Ai tempi dell’Università (conservo gelosamente un’inutile laurea in Lingua e letteratura russa nel cassetto) battevo i marciapiedi per trovare storie da scrivere su “Il Giornale” fondato e diretto da Indro Montanelli. Sono diventata giornalista professionista nel 1983 e da allora ho lavorato in una lunga serie di settimanali e mensili, scrivendo di cronaca, economia, turismo, enogastronomia, problemi sociali e persino di gossip (mi manca solo lo sport!). Gli amici mi considerano una “milanologa” perché ho scritto tre guide sulla mia città. L’ultimo libro, di cui vado particolarmente fiera, s’intitola “L’arte di traslocare”.

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