La danza lenta della Carinzia

Dalla vista a 360 gradi del Pyramidenkogel alle piazze di Klagenfurt, passando per Maria Wörth e Velden sul lago Wörthersee, fino a Villach e alle sorgenti di Warmbad. Un viaggio tra panorami, leggende e benessere, con l’acqua sempre all’orizzonte

Una ballerina sulle punte che cerca il cielo. Da lontano, il Pyramidenkogel sembra proprio questo: una figura elegante e slanciata che compie una torsione lenta sopra il verde della Carinzia. Le sue curve di legno si avvitano nell’aria come in una danza silenziosa, mentre sotto si aprono laghi che scintillano al sole e montagne che si rincorrono fino all’orizzonte. Per capire davvero questa zona meridionale dell’Austria a pochi chilometri dal confine con l’Italia, conviene partire dal punto di osservazione più spettacolare. Con i suoi 100 metri di altezza – è la più alta in legno del mondo – a oltre 850 metri d’altitudine sul livello del mare, la torre panoramica regala una vista a 360 gradi che abbraccia il grande lago Wörthersee, gli specchi d’acqua vicini del Keutschach e le cime delle Alpi meridionali.

Il Pyramidenkogel

Sulle tre piattaforme a diverse altezze, lo sguardo corre lontano, senza ostacoli, e per qualche istante viene spontaneo fare ciò che suggeriscono gli insegnanti di stretching: allungare le braccia verso l’alto, contrarre l’addome, cercare di innalzarsi di qualche centimetro, come se fosse davvero possibile toccare le nuvole. Intorno, boschi, borghi, acqua e spiagge lacustri. L’effetto scenografico della torre non è casuale. La sua forma – il progetto della costruzione è stato firmato dagli architetti Markus Klaura e Dietmar Kaden – nasce dalla rotazione di una serie di ellissi che generano una spirale ascendente.

La forma di una ballerina

Foto Isa Grassano

Le grandi travi curve in legno di larice locale si legano con elementi in acciaio creando profili sempre diversi a seconda del punto da cui la si osserva. Dinamica ma armoniosa, moderna ma profondamente legata alla natura, rappresenta uno degli esempi più affascinanti dell’architettura contemporanea. Si sale con ascensori vetrati oppure affrontando i 441 gradini della scala interna. Quando arriva il momento della discesa, ognuno può scegliere il proprio stile. I più tranquilli optano per l’ascensore o le scale. Gli altri si lasciano tentare dallo scivolo coperto: una discesa veloce e divertente che riporta all’infanzia (si raggiunge la velocità di 25 km/h nei 20 secondi di discesa). Chi cerca un pizzico di adrenalina in più può invece scegliere la zipline e godere dell’emozione di stare sospesi a un cavo.

Sulle rive del Wörthersee

Seguendo le rive del Wörthersee, tra approdi, stabilimenti balneari e ville affacciate sull’acqua di colore blu turchese – talmente limpida da essere potabile – si arriva a Klagenfurt, il capoluogo della Carinzia (raggiungibile fino al primo novembre anche con un nuovo collegamento diretto da Roma della compagnia altoatesina SkyAlps e due frequenze settimanali, ogni giovedì e domenica).

Foto Isa Grassano

Una città che sembra aver trovato un equilibrio raro tra eleganza austriaca e leggerezza mediterranea, mentre i tavolini all’aperto nelle piazze invitano a una sosta in compagnia. Per coglierne la vera anima conviene salire ancora una volta. I 225 gradini della torre della chiesa di Sant’Egidio conducono a circa cinquanta metri d’altezza. Da lassù il centro storico rinascimentale appare come un mosaico di tetti, campanili e cortili nascosti, mentre oltre le case riemerge ancora una volta il Wörthersee.

Il cuore di Klagenfurt

Neuer Platz è il salotto urbano e al centro veglia il Lindwurm, il drago alato e simbolo cittadino, una presenza familiare, quasi un custode di pietra da secoli. Secondo la leggenda terrorizzava le paludi che una volra occupavano questa zona. Soltanto l’astuzia di alcuni uomini riuscì a sconfiggere il mostro, permettendo la nascita della città. La grande fontana rinascimentale lo ritrae con le fauci spalancate, mentre osserva in silenzio il via vai della piazza. Poco distante prende forma un’altra leggenda. Quella del Wörtherseemandl, il piccolo e tarchiato uomo che porta sotto il braccio una botte. La tradizione racconta che furono proprio i festeggiamenti eccessivi degli abitanti a provocare la sua ira. Aprendo il rubinetto del barile, avrebbe liberato un’inondazione tale da sommergere villaggi e chiese, dando così origine al lago. Impossibile resistere al rito del lancio della monetina nella piccola vasca come portafortuna, dopo aver espresso un desiderio.

Il centenario della scrittrice Ingeborg Bachmann

Ma non solo fantasia popolare. Siamo nella città che ha dato i natali alla scrittrice Ingeborg Bachmann, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, celebrato con incontri, eventi e iniziative che mantengono vivo il dialogo con il suo pensiero. Poi, quando il sole inizia a scendere, il posto giusto dove fermarsi è il Rooftop Bar 19null7, di recente inaugurazione, affacciato sui tetti del centro storico. Un calice di vino bianco della regione o un gin tonic tra le mani, le facciate illuminate dalla luce del tardo pomeriggio e il profilo delle montagne sullo sfondo. E se il richiamo dell’acqua torna a farsi sentire, attraverso il Lendkanal, l’antico canale, si ritorna verso il lago, per una passeggiata o per la cena.

Il promontorio di Maria Wörth

Foto Isa Grassano

Di qua e di là si cambia continuamente prospettiva. Una curva regala uno scorcio sull’acqua, quella successiva apre la vista su boschi e colline. Poi, quasi all’improvviso, appare Maria Wörth. Un piccolo promontorio che sembra galleggiare sul lago e che custodisce uno dei luoghi più amati della Regione. La chiesa dedicata alla Madonna domina con la sua sagoma bianca e il campanile appuntito e richiama pellegrini e curiosi. Ogni anno, inoltre, il 15 agosto, la festa dell’Assunzione rappresenta uno dei momenti più sentiti della vita religiosa locale: la tradizionale processione di barche sul Wörthersee trova qui il suo approdo finale. Colpisce il piccolo cimitero che la circonda, con le tombe rivolte verso il lago. Poche località possono vantare un luogo di riposo tanto luminoso, quasi a ricordare che certe scenografie continuano a fare compagnia anche oltre il confine della vita. Pochi chilometri più avanti l’atmosfera cambia ancora.

Velden il volto più mondano del territorio

Velden mostra il volto più mondano del territorio. Elegante, vivace, numerosi locali che si specchiano sulla baia e tanti giovani che animano le rive fino a tarda sera. Da decenni rappresenta uno dei luoghi d’incontro preferiti pure dall’alta società austriaca e internazionale, complice anche il Casinò. A dominare la baia è lo Schlosshotel Velden che sembra uscito da un romanzo ottocentesco. Le sue origini risalgono alla fine del Cinquecento, quando Bartholomäus Khevenhüller ne avviò la costruzione. Incendi, passaggi di proprietà e restauri ne hanno accompagnato la storia per secoli, fino alla rinascita in stile neo-rinascimentale alla fine dell’Ottocento e alla recente trasformazione in hotel di lusso del gruppo Falkensteiner, le cui torri bianche si specchiano nella baia come in una cartolina d’altri tempi.

Villach sul fiume Drava

E sembra un’immagine del passato anche Villach, a pochi chilometri, seconda città della regione e storico crocevia tra il mondo germanico, quello slavo e quello italiano. Adagiata lungo il fiume Drava, nel punto in cui questo incontra la Gail, conserva il fascino delle città di confine. Ancora oggi quel carattere aperto si percepisce passeggiando per l’Hauptplatz, la piazza principale dalla forma allungata, dove si affacciano case color pastello, diversi caffè e palazzi storici. Spicca la Grottenegghaus, edificata tra XIV e XV secolo, in origine dimora nobiliare e successivamente sede dell’amministrazione doganale imperiale.

Foto Isa Grassano

La Colonna della Trinità

Al centro sorge la Colonna della Trinità del 1739 eretta con la speranza di garantire una protezione divina alla città, mentre il campanile del Duomo di San Giacomo, il più alto della Carinzia, domina il profilo urbano da quasi cento metri d’altezza. Già nel 1486 il segretario vescovile Paolo Santonino scrisse che «questa magnifica torre è insuperata persino tra tutti i campanili di Venezia». Ben 240 gli scalini fino alla cima ma da lassù la vista è splendida. Tra le altre cose da non perdere c’è lo Stadtmuseum con esposizioni dall’età del bronzo fino all’epoca asburgica, e collezioni che includono opere tardo gotiche, tra cui i dipinti di Thomas Artula von Villach. Nel cortile rinascimentale è esposta anche una pietra della gogna medievale, rinvenuta casualmente nel 1959 durante i lavori sul ponte della Drava.

L’estate a Villach

L’estate è il periodo migliore per cogliere l’anima più vivace di Villach. A fine luglio (dal 26 al 2 agosto) il Villacher Kirchtag, considerato il più grande festival tradizionale dell’Austria, animerà le strade tra costumi folkloristici, bande musicali, danze e specialità gastronomiche. Pochi giorni prima e dopo, la musica diventa protagonista con la rassegna Carinthischer Sommer (dal 2 luglio al 2 agosto) che richiama artisti internazionali e trasforma chiese e piazze in palcoscenici diffusi. E quando cala la sera, la Drava si accende con DrauPULS, uno spettacolo di luci, musica e giochi d’acqua che trasforma il lungofiume in un teatro a cielo aperto (fino all’11 settembre, il mercoledì e venerdì alle ore 21.30).

Foto Isa Grassano

Il piacere di rallentare

A pochi minuti dal centro si arriva al resort termale di Warmbad-Villach, oggi gestito dall’ottava generazione (760 dipendenti lavorano per l’azienda a conduzione familiare). Il nome racconta già tutto. Da oltre duemila anni, infatti, dalle profondità della terra sgorgano sorgenti termali che hanno attirato prima i Romani, poi nobili, imperatori, ufficiali e infine viaggiatori provenienti da tutta Europa. Nell’atrio del centro termale, una stele votiva risalente al periodo romano (IV secolo d.C.) ricorda la gratitudine di un funzionario dell’antica Virunum verso Vibe, la dea delle acque curative.

La tradizione termale affonda le radici molto lontano. Una delle prime piscine austriache all’aperto, con vasche separate per uomini e donne, fu costruita intorno al 1900 e si affermò come uno degli stabilimenti termali più prestigiosi dell’epoca. I membri della dinastia regnante, il re di Sassonia, arciduchi, ufficiali militari di alto rango e funzionari pubblici trovavano svago in questi spazi raffinati.

KärntenTherme

Circa diciassette milioni di litri d’acqua dalle proprietà terapeutiche e benefiche sgorgano direttamente da sette sorgenti ad una temperatura di 29,9 °C e alimentano costantemente tutte le piscine e le vasche terapeutiche delle KärntenTherme, tra le più moderne dell’arco alpino. Sorprendono già per l’architettura: ampie vetrate, pietra, legno e linee ispirate alle forme irregolari del monte Dobratsch creano un dialogo continuo con il paesaggio circostante.

Foto ufficio stampa Warmbaderhof

All’interno si alternano piscine termali, zone relax, saune, hammam, uno scivolo Silver Hole per 86 metri di adrenalina, 75 metri di rapide dell’impianto di rafting, mentre all’esterno il verde entra quasi dentro l’edificio. L’esperienza più particolare resta quella della Thermal-Urquellbecken, la piscina costruita direttamente sopra la sorgente originaria. Qui l’acqua acratica di tipo calcio-magnesiaca e arricchita da idrogencarbonato sgorga dal fondale di ghiaia e avvolge il corpo con un movimento continuo e delicato. Una sensazione difficile da descrivere, come se la montagna respirasse lentamente sotto la superficie. Rappresenta una fonte di giovinezza e dà effetti analgesici, antinfiammatori e sedativi per vari disturbi e danni dell’apparato muscolo-scheletrico.

Un soggiorno al Warmbaderhof

Per fermarsi qualche giorno, si può alloggiare al Warmbaderhof con le camere immerse nel verde o che guardano la catena montuosa delle Caravanche. La Vibe Spa & Beauty, dedicata proprio all’antica dea romana, invita a prendersi cura di sé tra piscine interne ed esterne riscaldate, trattamenti – anche la nuova camera fredda fino a meno 110 gradi centigradi per un immediato beneficio e una sensazione di vitalità – e momenti di relax e quiete.

Foto ufficio stampa Warmbaderhof

Una pausa golosa si fa al Café Konditorei, pasticceria con un’ampia scelta di torte e dolci. Ma la sorpresa più inattesa si trova appena fuori dalla struttura. Il Kurpark – insignito del prestigioso “Green Flag Award”, un distintivo di qualità per i parchi -, si estende per oltre quattro ettari ai piedi del Parco Naturale del Dobratsch. Sentieri ombreggiati per fare nordic walking, alberi monumentali, erbe aromatiche, fiori e opere d’arte contemporanea (all’attivo una collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna).

Foto Isa Grassano

Una scultura, dell’artista Regina Hübner, riporta la frase “Tutto è collegato a tutto£ e sembra racchiudere perfettamente lo spirito del luogo. Tutto si collega alla natura. E anche chi arriva fin qui, alla fine, finisce per sentirsi parte di questo intreccio.

* Tratto da un articolo di Isa Grassano per Viaggi di Repubblica; le foto dove non menzionate sono dell’Ufficio stampa di Villach e dell’ente del turismo della Carinzia

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