A Lonato del Garda, una mostra fotografica sui luoghi sacri del mondo

C’è un tipo di viaggio che non si misura in chilometri ma in silenzi. In respiri trattenuti. In vertigini dell’anima davanti a qualcosa di antico, immenso, inspiegabilmente vicino.
È questo il tipo di viaggio che ci invita a compiere Kenro Izu, raffinato fotografo giapponese, nella mostra fotografica «Kenro Izu. Luoghi dell’anima», visitabile – nella sala del Capitano alla Rocca di Lonato del Garda (Bs) – fino al 31 agosto.

Un luogo monumentale, tra i più particolari affacci sul basso Garda, che si fa cornice e cassa armonica per 55 opere dell’artista che rappresentano i luoghi sacri del mondo: Angkor in Cambogia, i monasteri del Bhutan, i templi indù del Tamil Nadu, le statue dell’Isola di Pasqua, il Monte Kailash che scintilla come un diamante nell’Himalaya. Sono immagini che raccontano l’invisibile, scattate in analogico con un banco ottico che sembra già un altare portatile, e stampate con antiche tecniche come il platino e i pigmenti. Fotografie che sono più simili a meditazioni visive che a semplici “scatti”.
Le opere
In mostra troviamo i suoi celebri lavori tratti dalle serie Sacred Places, Eternal Light, Bhutan Sacred Within, India Prayer Echoes, Angkor, Laos Charity e Fuzhou – Forgotten Land: una geografia spirituale che attraversa il mondo – dal Tibet all’Egitto, dall’India al Messico, dal Perù all’Isola di Pasqua – cercando ovunque lo stesso sussurro: quello del sacro. Kenro Izu non fotografa per documentare, ma per comprendere. Prima di ogni immagine, c’è sempre un tempo di ascolto, di immersione nella cultura, nei riti, nelle storie. «Avvertire l’energia di un luogo è un evento eccezionale», scrive. E ogni sua foto è il frutto di quel momento in cui, come racconta, «sembra che lo spirito sacro mi guidi».

L’artista
Nato a Osaka nel 1949 e cresciuto a Hiroshima, Izu si è formato alla Nihon University di Tokyo, ma è a New York che ha costruito il suo primo studio, partendo dalla fotografia commerciale. Poi, nel 1979, il viaggio decisivo: l’Egitto. Di fronte alla piramide di Sakkara avverte un’emozione che lo sconvolge e lo orienta. Da lì inizia il progetto Sacred Places, che lo porterà in ogni angolo del pianeta alla ricerca di luoghi dove il tempo sembra inginocchiarsi. Kenro Izu è anche fondatore di una no-profit che da trent’anni si occupa di assistenza medica per i bambini del Sud-est asiatico. Perché chi davvero incontra il sacro, spesso finisce per donare.
Una “sensibilità femminile”
E come tralasciare il fatto che ci sia qualcosa di profondamente femminile nella sua sensibilità: la cura nel gesto, l’ascolto del tempo, l’empatia con i popoli incontrati. Non è un caso che nel suo lavoro più recente, dedicato alla regione cinese del Fuzhou, abbia ritratto anche persone comuni, bambini, anziani, musicisti, mostrando come il sacro non abiti solo nei templi, ma anche negli sguardi.

La mostra, curata da Filippo Maggia e ospitata dalla Fondazione Ugo Da Como, è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. Un’occasione per perdersi – finalmente – tra visioni che fanno bene al cuore.
E per scoprire che il mondo è pieno di luoghi dell’anima. Basta avere occhi che sanno guardare.
* in copertina: Bagno sacro a Rameswaram, India 2012 (foto Ufficio Stampa)
Cosa vedere nei dintorni
Dopo aver esplorato la Rocca e ammirato le opere di Izu, potete proseguire la giornata con lentezza e meraviglia.
Passeggiate nel borgo di Lonato, tra vicoli, terrazze fiorite e scorci panoramici. Oppure visitate la Casa del Podestà, una biblioteca-museo con oltre 50.000 volumi, immersa in un’atmosfera da romanzo antico.
Fermatevi per un pranzo tipico nei ristoranti del centro: bigoli con le sarde, polenta con luccio, un calice di Lugana ghiacciato e il lago che si apre davanti agli occhi.
Sirmione
E, magari, spingetevi fino a Sirmione, a meno di mezz’ora di strada, sulla sponda meridionale del lago di Garda. Una piccola meraviglia che Catullo definì «la perla delle isole e delle penisole». Qui potrete passeggiare nel centro storico tra fiori e botteghe, salire sul Castello Scaligero affacciato sull’acqua, con le sue torri e le geometrie di merli e mura che ne disegnano il profilo; ancora perdervi tra le rovine delle Grotte di Catullo (rappresentano i resti di una villa romana edificata tra la fine del I secolo a.C. e il II secolo d.C.) o fare un giro in barca al tramonto. Per chi cerca relax puro, le Terme di Sirmione e il centro Aquaria sono il luogo perfetto per rigenerarsi tra bagni turchi, piscine calde e vista lago.
Info

Basta sentirmi parlare per intuire il mio attaccamento alla Basilicata. Nonostante viva a Bologna da tanti anni e ami questa città, ho mantenuto una visione Sudcentrica della vita. Giornalista professionista, tutor al master in giornalismo, scrittrice e soprattutto “ragazza” piena di energia. Ho una valigia sempre pronta, anche se a ogni viaggio dimentico qualcosa. Vivrei in estate tutto l’anno e sogno una casa vista mare. Scrivo libri di curiosità (Book Sun Lover) e romanzi (“Un giorno sì un altro no”, “Come un fiore sul quaderno”). Leggo tanto, sorrido ancora di più.

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