Il potere della scrittura autobiografica

Oltre ai benefici clinici, la scrittura autobiografica ha il potere di dare significato alle esperienze passate e di chiarire i pensieri nel presente. Quando traduciamo in parole scritte un evento difficile, lo osserviamo da una certa distanza, quasi con gli occhi di un osservatore esterno. Questo ci aiuta a riconsiderare l’accaduto con una prospettiva nuova e a costruire una narrazione coerente di ciò che è successo. In psicologia si parla proprio di trovare una coerenza narrativa: scrivendo la nostra versione dei fatti, integriamo quel ricordo doloroso nella storia della nostra vita, gli diamo un posto e un senso invece di lasciarlo come un frammento caotico e spaventoso. L’atto di raccontare chi siamo e cosa abbiamo vissuto ci permette dunque di rimettere insieme i pezzi, trovare spiegazioni e, spesso, fare pace col passato accettandolo per quello che è.
Riscrivere la propria storia: fare pace col passato
La scrittura aiuta anche nei momenti di transizione e cambiamento. Pennebaker ha osservato che per le persone che attraversano fasi difficili: tenere un diario può essere un efficace strumento di adattamento. Un altro effetto sorprendente riguarda le relazioni. Raccontare su carta quello che proviamo può aiutarci a comunicare meglio con gli altri. In uno studio, Pennebaker scoprì che scrivere anche solo per pochi giorni di un segreto tenuto nascosto per mesi o anni portava le persone ad aprirsi di più con chi le circondava. Dopo aver affidato al foglio quella verità taciuta, diventava meno spaventoso condividerla oppure semplicemente risultava più facile essere autentici e mostrarsi vulnerabili nelle relazioni quotidiane. In sostanza, la narrazione di sé non guarisce solo dentro di noi, ma migliora anche il nostro modo di stare al mondo: cambia in positivo il rapporto con le nostre esperienze e con le persone attorno a noi.
La lettera mai inviata – un esercizio pratico
Non servono abilità speciali per iniziare a scrivere in modo terapeutico: è un’attività alla portata di tutti. Basta semplicemente farlo con intenzione e prendersi il tempo. C’è un esercizio potente che possiamo fare e ripetere periodicamente. Si tratta di scrivere una lettera che non spediremo a nessuno.

- Occorre prendersi 15-20 minuti in un luogo tranquillo e magari creando un rituale come una candela accesa, della musica che ci rilassa, il silenzio, la nostra poltrona preferita. È fondamentale sentirci a nostro agio in questa pratica.
- Scegliamo quindi la persona a cui scrivere questa lettera: possiamo essere noi, o una nostra versione del passato, oppure una persona che è parte della nostra vita, o chi non lo è più. Si può scegliere anche chi ci ha ferito o una persona a cui non abbiamo detto qualcosa di importante.
- Iniziamo semplicemente a scrivere: riportiamo sul foglio ciò che abbiamo dentro. È importante sentire la libertà di poter manifestare i propri sentimenti senza censura (ricordiamo che la lettera non verrà spedita!) Non preoccupiamoci dello stile o della grammatica: l’obiettivo è semplicemente tirare fuori quello che sentiamo e dare forma ai pensieri confusi.
- Una volta terminata la scrittura, possiamo riporla in un cassetto o anche strapparla e buttarla via. Il valore di questo rituale sta nell’aver dato voce a emozioni e parole che forse da tempo venivano soffocate.
Scrivere per guarire
Molte persone trovano l’esperienza estremamente liberatoria e chiarificatrice: scrivere per guarire è un dono che possiamo fare a noi stesse per ritrovarci. Una parola alla volta, trasformiamo ferite e pensieri in un racconto che ci rende più forti e serene.
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“Voglio scrivere, leggere, viaggiare e raccontare storie”, così rispondevo agli adulti che mi chiedevano cosa volessi fare da grande. Avevo 6 anni. A 19 ho capito che quella professione era il giornalismo. E così tra un esame all’università e l’altro ho iniziato a collaborare con testate locali, tra cronaca e cultura. Poi sono arrivati il giornalismo turistico e l’attualità. Nel 2019 ho co-fondato il Constructive Network per la divulgazione del giornalismo costruttivo in Italia. Scrivo e mi occupo di formazione sulla comunicazione empatica. Ho fatto mia una regola: mai rinunciare al tempo per me e per le persone a cui voglio bene.

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