Cinque musei curiosi e gratuiti: ecco quali sono a Milano

Da palazzo Morando al museo della macchina da scrivere, dalla collezione Branca all’AEMuseum fino al museo della forchetta. Un itinerario curioso tra memoria, artigianato e invenzione

Palazzo Morando

Milano, città per curiosi! Capace di nascondere tanti piccoli mondi poco conosciuti. Se vi sembra un’affermazione azzardata avrete tempo e occasione di cambiare idea andando a zonzo con qualche amica alla ricerca di chicche insospettabili. Ce ne sono decine, indicate una per una nelle innumerevoli guide alla città pubblicate negli ultimi anni. Non tutti sanno ad esempio che nel cosiddetto Quartiere del Silenzio si possono sbirciare i fenicotteri rosa tra le inferriate del giardino di villa Invernizzi o che proprio dietro l’angolo, in via Serbelloni, si trova una scultura in bronzo a forma di gigantesco orecchio che serviva come citofono, oppure che in piazza Santo Stefano c’è una chiesetta letteralmente tappezzata di ossa umane e ancora che nel quartiere Maggiolina esistono ancora le vecchie casette a forma di igloo.

Cinque indirizzi (quasi) sconosciuti

Nella miniera milanese delle cose insolite e curiose da scoprire un capitolo a parte meritano poi i piccoli musei a tema, molti dei quali sono pure a ingresso libero. Ecco una mini guida con cinque indirizzi sconosciuti o quasi. Ma tutti rigorosamente gratis.

Museo Branca poster anni 70 di A.Testa credit Archivio Branca

La storia della moda a Palazzo Morando

Uno degli abiti conservati a Palazzo Morando

A due passi da San Babila e via Montenapoleone, in uno splendido edificio nobiliare di impronta settecentesca donato alla città dalla contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini, ha trovato posto dal 2010 la collezione di Costume e Moda del Comune di Milano: abiti e accessori dal Seicento ai primi anni Duemila esposti a rotazione. Al primo piano, negli spazi dell’Ala Nuova, fino al 27 settembre ospita anche la mostra “The Gentleman – Stile e gioielli al maschile”, uno sguardo sull’estetica maschile dall’800 a oggi. Un’indagine sociale fatta di abiti, documenti d’epoca e gioielli da uomo. L’allestimento è concepito come un raffinato dialogo tra moda, ornamento e spazio espositivo. Cuore del progetto scenografico è l’utilizzo di tessuti stampati con immagini ispirati alle diverse epoche storiche. Palazzo Morando è soprattutto un interessante museo, suddiviso in due percorsi distinti: la Pinacoteca, allestita nelle sale verso il cortile interno che conserva un’importante collezione iconografica delle trasformazioni del tessuto urbano e gli appartamenti nobiliari con l’arredamento originale d’epoca.

Info

Palazzo Morando; Via Sant’Andrea, 6 Aperto a tutti con ingresso gratuito dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17; www2.comune.milano.it//web/palazzo-morando/palazzo-morando/il-museo

Museo Branca, tra storia, cultura e impresa

La Collezione Branca, inaugurata nel 2009 all’interno del complesso industriale in zona Dergano è molto più di un museo aziendale: è un percorso immersivo che accompagna i visitatori in un viaggio tra storia, tradizione e innovazione. Uno spazio di oltre 1000 metri quadrati che raccontano i 180 anni di storia della Fratelli Branca Distillerie, azienda nata nel 1845 e con il suo Fernet-Branca divenuta simbolo del made in Italy nel mondo.

Museo Branca credit Archivio Branca

Un percorso esperienziale che parte dall’800, con tutto il sapore dell’antico opificio, attraversando il ’900 con la grande epopea del manifesto Liberty e le affascinanti suggestioni dell’arte contemporanea. I visitatori possono ammirare bottiglie d’epoca, merchandising storico, bozzetti pubblicitari, spezzoni di celebri Caroselli televisivi, materiali d’archivio e documenti d’epoca che rappresentano non solo la storia dell’azienda, ma quella di un’intera epoca e della sua evoluzione sociale, culturale e produttiva.

Info

Collezione Branca; Via Resegone 2; Visite guidate gratuite su prenotazione: collezione@branca.it; www.museobranca.it

La magia delle macchine da scrivere

Questo piccolo curioso museo si deve all’iniziativa di un appassionato collezionista: Umberto Di Donato, che nel 2006 ha cominciato ad allestire uno spazio per conservare le macchine da scrivere e le calcolatrici meccaniche utilizzate durante il suo lavoro di funzionario della Banca Commerciale Italiana. Da allora l’impresa è cresciuta fino a diventare una vera e propria miniera di curiosità, con modelli introvabili. Come la Caligraph 1882 made in Usa o la William che ispirò l’avventura di Camillo Olivetti in Italia, l’Olympia risalente alla Seconda Guerra Mondiale o la macchina da scrivere giocattolo color fuxia di Barbie. E tra i circa 2.000 pezzi raccolti non mancano quelli appartenuti a protagonisti famosi e le vere rarità strettamente connesse, come il disco di vinile a 33 giri “Musica per parole” prodotto dalla Olivetti nel 1950 e quello abbinato alle “Lettera 22”, letto da Mario Soldati per insegnare a usare la tastiera con dieci dita, oltre a un numero di calcolatrici ante litteram. Negli ultimi anni il museo ha anche organizzato diverse mostre, sia in Italia che all’estero, oltre a concorsi di dattilografia tra giovani, mettendo in palio per il vincitore una macchina portatile ancora perfettamente funzionante.

Info

Museo della Macchina da Scrivere – Associazione Culturale Umberto Di Donato; via L.F. Menabrea 10; Orari: martedì, venerdì e sabato dalle ore 15 alle 19. Per le visite di gruppi il museo è disponibile tutti i giorni previo appuntamento. Telefono: 347 8845560, info@museodellamacchinadascrivere.org; www.museodellamacchinadascrivere.org

Custodire la storia per costruire il futuro

AEMuseum si chiama lo spazio dedicato alla cura dell’immenso heritage custodito dalla Fondazione AEM (dal nome dell’antica Azienda energetica milanese le cui origini risalgono a fine 800). Un museo pensato come un vero e proprio spazio immersivo in cui il passato prende vita grazie all’utilizzo di materiale fotografico e filmico, reperti industriali e pezzi delle collezioni d’arte all’interno di una dimensione in cui il digitale dialoga costantemente con l’analogico. 

Fondazione AEMuseum

All’interno della sala principale due installazioni multimediali sono dedicate a due asset fondamentali del patrimonio storico della Fondazione, ovvero l’archivio fotografico e l’archivio filmico. Il primo “vive” attraverso l’esposizione di più di 300 fotografie raccolte tematicamente attorno a quattro grandi argomenti al fine di rappresentare la ricchezza di un fondo straordinario che vede la presenza dei più importanti fotografi del ’900.  Il secondo viene animato e proposto al grande pubblico grazie a un exhibit interattivo che permette al visitatore di compiere un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso una straordinaria quantità di contenuti multimediali: muovendo una cloche si potrà comandare il “rattin” (o topolino, un vero prodigio della tecnica meccanica ottocentesca, che da solo permetteva l’accensione di oltre 600 becchi a gas posti su un binario nella Galleria Vittorio Emanuele) che andrà ad attivare i diversi contenuti multimediali.

Il patrimonio storico

La seconda area espositiva, inaugurata il 14 novembre 2023 in occasione della Settimana della Cultura d’Impresa, ha invece come principio fondante l’utilizzo del patrimonio storico per comprendere il presente e proiettarci verso il futuro attraverso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, che la Fondazione ha scelto come punto di riferimento per le attività educative e le iniziative legate allo sviluppo della ricerca scientifica e formazione specialistica.

Frutto di un attento lavoro di recupero, valorizzazione ed efficientamento energetico della precedente area didattica, videowall interattivi, totem, un Hub educativo e un insolito periscopio digitale coinvolgono i visitatori in maniera dinamica tra le testimonianze della storia di AEM e le numerose iniziative culturali e scientifiche della Fondazione.

Info

Fondazione AEM; Piazza Po, 3; l’area museale è visitabile su prenotazione; da lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17, venerdì dalle 9.30 alle 13; fondazioneaem@a2a.it; fondazioneaem.it/aemuseum/

Tutto intorno a una forchetta

Lo chiamano Museo della Forchetta ma è a tutti gli effetti una bottega d’artista: il partenopeo Giovanni Scafuro, classe 1971, patron e artefice di questo piccolo luogo delle meraviglie. Due luci di vetrina sulla strada in zona Tortona fanno da richiamo, ma poi bisogna entrare da un portone e seguire le forchette disegnate sul pavimento nel cortile interno per arrivare nella dimora dal sapore bohémien dove l’artista lavora ed espone le sue fantasiose opere. Giovanni Scafuro si è formato a Napoli nelle botteghe di ceramisti, falegnami e fabbri acquisendo l’arte del lavoro manuale, poi una volta arrivato a Milano ha continuato a lavorare il metallo (“un materiale che adoro e che mi piace trasformare”, dice). Sono nate così le sue originali creazioni.

L’attività artigianale di Giovanni ruota tutta attorno al recupero e al riciclo sotto un’altra forma e significato degli oggetti che lavora. L’elemento centrale è la forchetta, modellata e trasformata in creazioni da indossare, di arredo per la casa e di utilizzo quotidiano. All’interno del museo si possono trovare quindi i gioielli della linea “Fork in progress”, tra cui bracciali, anelli d’argento e collier, o forchette che si attorcigliano diventando edera o di ciondoli portafortuna. Per la casa ci sono lampade, complementi d’arredo, quadri, specchi. A questi si affiancano altri oggetti realizzati con materiale di riciclo. E nella stanza più grande e luminosa del laboratorio, il lungo tavolo che nella maggior parte del tempo viene usato come piano di lavoro, ogni tanto diventa anche una tavola conviviale per le cene a tema che l’artista organizza per chi vuole divertirsi creando.

Info

Museo della Forchetta

Via A. Bergognone da Fossano, 3
Il museo è aperto (consigliabile telefonare prima della visita) dal martedì al sabato dalleore 9 alle 19. L’ingresso è gratuito; Tel. 347 578 7367; http://www.giovanniscafuro.it

Cortile di Palazzo Morando



*Tutte le foto sono state gentilmente concesse dai Musei

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