Riviera Dream Vision: 75 anni di moda “Made in Romagna” in mostra

Dalle mani degli artigiani ai palcoscenici del mondo, a Rimini – dal 20 febbraio – un’esposizione che attraversa archivi, visioni creative e immaginari contemporanei
Indice dell'articolo
- 1 Dalle mani degli artigiani ai palcoscenici del mondo, a Rimini – dal 20 febbraio – un’esposizione che attraversa archivi, visioni creative e immaginari contemporanei
- 2 I brand in mostra
- 3 Artisti nel “vestire i piedi”
- 4 Il progetto espositivo
- 5 Due i filoni narrativi
- 6 Visioni immersive
- 7 Fellini e i 50 anni della celebre pellicola del Maestro “Casanova”
- 8 Quattro modi diversi di intendere la moda
- 9 Visione creativa e luoghi simbolici
- 10 Calzature: il Distretto di San Mauro Pascoli

Tacchi che risuonano sulle strade, risate che rimbalzano tra un portone e l’altro, e quella frase che torna sempre uguale: «Dai, entriamo un attimo». A Rimini l’“attimo” può durare ore, soprattutto quando di mezzo ci sono moda, storie ben cucite e una mostra che sembra fatta apposta per essere visitata con un’amica al fianco. S’intitola Riviera Dream Vision – Itinerari di moda. Storie, Codici, Immaginari, l’esposizione (ideata e coordinata da Katia Bartolini e a cura di Chiara Pompa) che si potrà ammirare all’interno dei Palazzi dell’Arte di Rimini (i medievali Palazzo Arengo e Palazzo del Podestà, in pieno centro storico riminiturismo.it/), dal 20 febbraio al 24 maggio.
Tre mesi, a ingresso gratuito, per raccontare un volto forse meno raccontato della Romagna: settantacinque anni di visioni internazionali, mani esperte e sogni partiti da laboratori di provincia.
I brand in mostra
In mostra dieci brand – Alberta Ferretti, Baldinini, Casadei, Fuzzi, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Iceberg, Moschino, Pollini e Sergio Rossi – e un assaggio della loro creatività e attività. Ci sono lo stivaletto disegnato per Michael Jackson per il video “Bad” e quello ideato per Beyoncé Knowles, entrambi a firma Giuseppe Zanotti, accanto al blouson indossato da Andy Warhol per la Campagna di J.C. de Castelbajac (prodotta da Iceberg) del 2006, ispirata alla Pop Art, passando per i costumi del Casanova di Federico Fellini, premiati con l’Oscar nel 1977.

E ancora 80 abiti, 120 calzature, e poi bozzetti, figurini, cartelle colore e campioni tessili, fotografie storiche, campagne pubblicitarie e materiali editoriali, video di sfilate, filmati d’archivio, memorabilia e opere d’arte.

Artisti nel “vestire i piedi”
Ricordiamo che sia Zanotti che Casadei sono stati veri artisti nel “vestire i piedi” di star internazionali, da Demi Moore a Angelina Jolie, da Madonna a Penélope Cruz. I loro modelli glamour (zeppe, ballerine, tacchi a spillo, in un tripudio di colori e decori), sembrano ricercate opere d’ingegneria (con uno studio legato alla stabilità e ai punti di equilibrio), nate su idee spesso prese in prestito durante i loro viaggi per il mondo.

Il progetto espositivo
Il progetto apre per la prima volta in forma unitaria gli archivi d’impresa del Distretto Moda Romagnolo e li trasforma in un racconto che intreccia heritage, creatività e immaginario contemporaneo. Si parte dalle figure fondative – il calzolaio, la magliaia, le sarte – e si arriva all’industrializzazione e all’internazionalizzazione. Qui una riflessione è d’obbligo: fa bene ricordare quanta strada c’è dietro una scarpa ben fatta.
Due i filoni narrativi
“Identità e memoria”, con il legame profondo tra brand e territorio. “Vocazione internazionale e immaginario mediatico”, dove moda, arte, musica, cinema e spettacolo si danno appuntamento. A fare da cornice, la Riviera: fotografie, cartoline e filmati d’archivio – dall’Archivio fotografico della Biblioteca Gambalunga e dalla Cineteca di Rimini – dialogano con installazioni fotografiche, audiovisive e multimediali.

Visioni immersive
E poi arriva la parte più divertente: quella da provare insieme. Un totem digitale di virtual try-on permette di acquisire la propria immagine, scegliere l’outfit di un brand e vedere nascere un avatar fotorealistico, inserito in ambientazioni simboliche della città. Il risultato? Una cartolina digitale personalizzata, scaricabile, ispirata alle cartoline storiche, che fa subito voglia di essere condivisa nella chat delle amiche.
Attraverso una seconda installazione, si potranno selezionare le scansioni 3d di modelli storici di calzature dei brand del Distretto di San Mauro Pascoli. Le calzature digitalizzate saranno inserite in ambienti virtuali ispirati a luoghi iconici della città di Rimini e attiveranno, al tocco, contenuti audiovisivi generati con Intelligenza Artificiale, dal tono evocativo, in dialogo con l’immaginario felliniano.
Fellini e i 50 anni della celebre pellicola del Maestro “Casanova”
Fellini e la sua visionarietà non potevano certo mancare in una mostra che esalta proprio l’estro e il sogno. Nel 2026 ricorrono, inoltre, i 50 anni della celebre pellicola del Maestro “Casanova”, che vinse l’Oscar nel 1977 per i Migliori Costumi, realizzati dallo scenografo e costumista emiliano Danilo Donati. A Rimini saranno esposti abiti di scena della pellicola provenienti dall’archivio del Fellini Museum. In particolare si tratta di quattro abiti, tra cui quello del Doge di Venezia, quello di una dama, sempre della sequenza del Carnevale, e due giacche.

Un percorso da fare senza fretta, meglio se chiacchierando sottovoce, perché la moda – quando è raccontata così – assomiglia molto a una confidenza tra amiche.
Quattro modi diversi di intendere la moda
Da Iceberg a Moschino, passando per Fuzzi e Alberta Ferretti, la mostra racconta quattro modi diversi, ma complementari, di intendere la moda. Iceberg ripercorre l’evoluzione del prêt-à-porter italiano dagli anni Settanta a oggi, intrecciando arte, cultura pop e immaginario mediatico, tra richiami ad Andy Warhol e campagne che hanno visto protagoniste figure come Claudia Schiffer, Pamela Anderson e Paris Hilton. Fuzzi costruisce il proprio racconto sulla materia: maglieria e tulle diventano linguaggio espressivo, insieme alla fotografia intesa come strumento narrativo.
Visione creativa e luoghi simbolici
Alberta Ferretti mette in dialogo visione creativa e luoghi simbolici, da Venezia al Castello di Rimini, fino ai red carpet internazionali, trasformando architettura e storia in scenari di un’eleganza riconoscibile e senza tempo. Il percorso si completa con una selezione di abiti indossati da protagoniste del cinema, della musica e dello spettacolo sui red carpet internazionali, a testimonianza di una moda riconoscibile e senza tempo, capace di tradurre l’eleganza in un linguaggio universale. Moschino, infine, gioca tra moda e arte con un percorso immersivo che restituisce l’ironia e la provocazione di Franco Moschino, affiancate dalle riletture contemporanee di Jeremy Scott e Adrian Appiolaza.
Calzature: il Distretto di San Mauro Pascoli
Un intero piano della mostra è dedicato al Distretto Calzaturiero di San Mauro Pascoli, raccontato attraverso oltre 120 calzature iconiche, esposte come un vero atlante della scarpa italiana. Il percorso attraversa decenni di stile e innovazione: dalle zeppe degli anni Settanta agli stivali che hanno segnato la cultura pop, dalle creazioni indossate sui red carpet internazionali ai modelli diventati simbolo di un lusso fatto di proporzioni, comfort e artigianalità.

Casadei ripercorre la propria storia dagli anni Cinquanta alle sperimentazioni più audaci; Gianvito Rossi racconta un’eleganza essenziale e riconoscibile; Giuseppe Zanotti porta in scena la scarpa come oggetto performativo, tra musica e spettacolo; Pollini mostra l’equilibrio tra funzione e stile, con uno sguardo già proiettato oltreconfine; Baldinini lavora sul dettaglio come segno distintivo; Sergio Rossi chiude il racconto con una visione del lusso legata al movimento, alla sensualità e al corpo. Un viaggio che conferma come, da questo angolo di Romagna, siano partite alcune delle scarpe più desiderate al mondo.

In cover: Moschino FW 24-25 _ ADV Campaign. Tutte le foto sono state fornite da Ufficio Stampa Apt Emilia Romagna

Basta sentirmi parlare per intuire il mio attaccamento alla Basilicata. Vivo a Bologna da tanti anni e amo questa città ma ho mantenuto una visione Sudcentrica della vita. Giornalista professionista, tutor al master in giornalismo, scrittrice e soprattutto “ragazza” piena di energia. Ho una valigia sempre pronta, anche se a ogni viaggio dimentico qualcosa. Vivrei in estate tutto l’anno e sogno una casa vista mare. Scrivo libri di curiosità (“Book Sun Lover” e “Book Winter Lover”) e romanzi (“Un giorno sì un altro no”, “Come un fiore sul quaderno” e “A volte è complicato”). Leggo tanto, sorrido ancora di più.

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