Art City Bologna: l’arte che conquista la città

Art City Bologna 2026 trasforma la città in un laboratorio diffuso di arte contemporanea: dallo Special Program «Il corpo della lingua» alle mostre di Michele Levis a Spazio b5 e Napoleone a Palazzo Pepoli

«L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è».
Paul Klee lo scriveva nel 1920, e Bologna sembra averlo preso alla lettera. Dal 5 all’8 febbraio la città accende di nuovo i riflettori su Art City Bologna, alla sua quattordicesima edizione: uno degli appuntamenti più attesi dell’arte contemporanea italiana, promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere. Un racconto urbano per un’esperienza culturale diffusa che si srotola tra palazzi storici, spazi indipendenti, gallerie, musei, cortili. Un’arte che esce dalle stanze chiuse e si lascia incontrare.

L’edizione 2026, dal 5 all’8 febbraio

Il cuore dell’edizione 2026 è lo Special Program “Il corpo della lingua”, curato da Caterina Molteni. Un titolo che parla di parola, gesto, relazione, identità. E che prosegue nel solco della sperimentazione, interrogando il linguaggio non solo come strumento, ma come corpo vivo, politico, sensibile. Nei giorni di Art City Bologna diventa un palcoscenico diffuso: oltre 300 appuntamenti, molti a ingresso gratuito o agevolato, tra mostre, performance, talk e installazioni promossi da soggetti pubblici e privati. Un mosaico vitale che racconta la forza della scena artistica cittadina e la sua capacità di accogliere sguardi diversi.

Il programma

Il programma completo, con le mostre e gli eventi selezionati, è disponibile sul sito web di Art City www.artcity.bologna.it.

Per chi ama muoversi con curiosità, segnare tappe, concedersi deviazioni intelligenti, la kermesse è anche l’occasione per infilare nel proprio itinerario mostre “satellite” qua e là per la città che dialogano con lo spirito della manifestazione.

Bologna – © Isa Grassano

Risonanza: l’armonia degli opposti

Spazio b5, in pieno centro a Bologna, ospita nell’ambito di Art City “Risonanza: l’armonia degli opposti”, la nuova mostra personale del fotografo Michele Levis, classe 1971, visitabile da mercoledì 4 febbraio a sabato 7 marzo nella sede della galleria in Vicolo Cattani 5b. Un progetto composto da 47 fotografie in bianco e nero, tutte attraversate da un elemento primordiale e mobile: l’acqua.

Non semplice soggetto, ma presenza attiva, generativa. L’acqua diventa metafora del mutamento e della percezione, in dialogo diretto con il pensiero di Eraclito, per cui tutto scorre e nulla resta uguale a sé stesso. Le immagini di Levis si collocano nel punto di contatto tra opposti: presenza e assenza, forma e dissoluzione, stabilità e movimento. Equilibri temporanei che chiedono allo sguardo di fermarsi.

A guidare la lettura critica è lo storico e critico Konstantinos Th. Spyropoulos, che sottolinea come l’acqua, in questo lavoro, diventi un vero “agente performativo”, una presenza viva, il respiro stesso del cosmo. E non solo. È capace di riflettere, distorcere, assorbire la luce, trasformando la macchina fotografica in un dispositivo di ascolto più che di controllo, sintonizzato con i ritmi della materia e del tempo.

Art City Bologna mostra Spazio b5

Il percorso espositivo include anche tavole tattili, pensate per offrire un’esperienza sensoriale alternativa e inclusiva a persone cieche e ipovedenti. L’intervento è curato da Stefano Manzotti e Michele Piccolo di Studio Manforte, realtà attiva da oltre dieci anni nel campo dell’accessibilità culturale.

Mostra Spaziob5 – Risonanza armonia degli opposti ©Michele-Levis

Anche la collocazione all’interno di Spazio b5, un hub fluido e multidisciplinare fondato da Lorena Zuniga Aguilera e Michele Levis, tra arcate storiche, nicchie e due antichi pozzi, contribuisce a dare risalto e contrasto alle opere esposte.

L’arte del conquistare. Napoleone a Palazzo Pepoli Campogrande

Cambio di atmosfera, ma non di intensità. Fino al 28 febbraio, le sale dell’ala privata di Palazzo Pepoli Campogrande accolgono una selezione di 60 dipinti della Quadreria Villa San Martino, riuniti attorno al tema Napoleone e le sue città (a cura di Giancarlo Graziani, organizzata da Campogrande Concept).

Ritratti dell’Imperatore, vedute di Parigi, Venezia e Milano costruiscono un percorso che attraversa potere, immaginario, memoria. Nella Sala degli Specchi Napoleone appare a cavallo e in meditazione, affiancato da Napoleone III, l’altro Bonaparte che ha immaginato la Parigi moderna. La Sala dei Putti racconta la capitale francese, teatro di ascesa e caduta; la Sala Macramè guarda a Venezia, simbolo della fine dell’Ancien Régime; i salottini milanesi riportano alla città dell’incoronazione a Re d’Italia.

Antonio De Viti, Scorcio di Piazza Duomo

La mostra gioca con un affascinante “what if” storico: cosa succederebbe se opere custodite gelosamente tornassero a dialogare tra loro, superando confini geografici e culturali? Il risultato è un’esposizione che trasforma la riservatezza in esperienza condivisa e restituisce al pubblico opere finora viste da pochi.

Tutte le foto in bianco e nero:
Mostra Spaziob5 – Risonanza armonia degli opposti ©Michele-Levis

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