Lucia Accoto: «Ogni libro è un viaggio nel non detto»

Dalla cronaca nera alla critica letteraria, passando per Cirigliano e il Salento: come nasce una recensione, i luoghi del cuore, le letture che lasciano il segno e la libertà di seguire sempre le parole

Tra le colline silenziose di Cirigliano, uno dei borghi più piccoli della Basilicata, e il blu del Salento, Lucia Accoto ha trovato il suo equilibrio. Da una parte la lentezza dell’Appennino lucano, dove le parole hanno il tempo di sedimentare; dall’altra l’energia del mare pugliese, che profuma di radici e famiglia. Per venticinque anni ha raccontato la cronaca nera e giudiziaria in televisione (per i Tg delle emittenti regionali di Puglia), oggi invece attraversa un altro universo: quello dei libri. Li legge, li analizza, li scompone e li ricompone con lo sguardo da critico letterario, alla ricerca di quel “non detto” che spesso custodisce l’anima di una storia. Scrive per la pagina Cultura di Libero Quotidiano, sulla pagina Cultura; The Book Advisor; M social Magazine; Letteratitudine, cura la rubrica social Dream Book, mentre in passato ha collaborato, come critico letterario, con il programma Mille e Un libro Scrittori in Tv di e per Gigi Marzullo su Rai1.

La vista della Torre Ovale di Cirigliano, bene Fai – foto Lucia Accoto

In questa intervista ci racconta il suo mestiere, i luoghi che ama, i libri che la rendono libera e cosa non manca mai nella sua valigia.

I libri, passione senza fine

Quando hai capito che i libri non sarebbero stati soltanto una passione, ma il tuo modo di leggere il mondo?

«Da sempre. Non ho mai separato le due cose. Vivo ogni giorno la passione e l’opportunità di entrare nelle storie scoprendo il mondo della lettura come una continua conquista. Certo, da diversi anni è diventato un mestiere. La passione però non basta. È una quisquilia rispetto a quello che sono tenuta a fare come critico letterario, ognuno ha il suo tratto distintivo, io ho il mio. Ho creduto in me stessa, questo è un aspetto che non mi ha mai abbandonato, come giornalista prima e come critico poi. Il percorso, che viene da lontano, è fatto di studio, di impegno costante, di approfondimenti e di tanta lettura e scrittura».

Fare il critico letterario significa esprimere un giudizio, ma prima ancora ascoltare un testo. Come si svolge concretamente il tuo lavoro? Qual è il percorso che porta dalla lettura alla recensione?

«Entrare nelle viscere di un libro è fondamentale per chi fa il critico letterario. Tutti sappiamo leggere, ma leggere per lavoro è diverso. Mi isolo da tutto, respiro la storia in ogni singola parola. Respiro ogni cosa, specie quello che non si vede. Colgo e raccolgo quello che gli scrittori lasciano sospeso, senza dire, senza scrivere. Sento il tormento emotivo, anche la fatica di una storia portata a termine. Scompongo e ricompongo il testo per cercare le fessure dentro le quali si nasconde il non detto, che c’è sempre. Vivo le emozioni, le assimilo e le faccio mie. Poi, sono pronta a scrivere la recensione. Ed è lì e subentra lo stile di scrittura. Non posso essere banale».

Il valore della critica letteraria

Nell’epoca dei social, dove tutti esprimono opinioni sui libri, che valore conserva la critica letteraria?

«Ha un doppio valore. È temuta e cercata. Ho notato che siamo in pochi ancora a viverla nella sua interezza. Perché giudicare criticamente un libro significa anche stroncarlo, quando serve. Io lo faccio. Non posso sottrarmi a un giudizio negativo per il rispetto che ho del mio mestiere, per quello degli autori e dei libri. Quindi, la critica è temuta quando è fatta di stiletto. È cercata perché gli scrittori, quelli più egocentrici, vorrebbero il proprio nome ricordato dalla critica letteraria. Poi, sui social tutti parlano di libri, ben venga. Ognuno fa il suo. Chi solo per promuovere un dato romanzo e chi per presentarlo per quello è che con le competenze che ha».

Quanto tempo dedichi a un libro prima di sentirti pronta a scriverne? Ti affidi all’istinto della prima impressione o preferisci lasciare sedimentare la lettura?

«I tempi sono sempre giusti sulla base del libro che ho tra le mani. Di certo, non perdo tempo. Leggo e scrivo per lavoro e per diverse testate di settore, quindi non potrei prendermela allegramente. Ho dei tempi di consegna da rispettare per le recensioni. Solitamente ho circa cinque recensioni a settimana da pubblicare. Sono fatta di isolamento letterario, di concentrazione, di attenzione verso l’analisi critica, di silenzio, di osservazione, di pagine, di voci, di respiri liberi, regolari. L’istinto non c’entra nulla, nel mio caso. Una volta finita la lettura e fatte proprie le parti più profonde e silenti, sono pronta a passare alla recensione».

Un angolo del Salento, foto Lucia Accoto

Le recensioni

Qual è l’errore più comune che si fa quando si parla di critica letteraria?

«Sbaglia chi pensa, e sono in tanti, che sia sufficiente leggere o avere la passione per la lettura».

C’è un libro che avresti voluto recensire appena uscito, anche se appartiene a un’altra epoca?

«Li vorrei recensire tutti, un azzardo dettato da qualcosa di profondo che nutro per la Letteratura. I libri sono infiniti e infinitamente grande è il mio amore per essi. Indicarne uno significherebbe fare torto agli altri, specie a quelli che ancora non conosco, e il pensiero che non possa restringere il campo mi permette di allargare il sogno».

Qual è il complimento più bello che un autore ti abbia fatto dopo aver letto una tua recensione?

«Quasi tutti gli scrittori mi dicono la stessa cosa: “Hai colto esattamente quello che volevo dire”. Poi importante è anche lo stile con il quale dico ciò che devo».

Tra Puglia e Basilicata

Tra Basilicata e Puglia hai costruito una geografia del cuore. Quali angoli di queste due regioni senti davvero “tuoi” e perché?

«Entrambe le regioni sono casa. Il borgo medievale di Cirigliano, in Basilicata, nel quale ho deciso di vivere, al momento a periodi alterni, è il mio respiro più libero. Qui, affondo nella lentezza e nella tranquillità che mi permettono la giusta concentrazione in un luogo affacciato sulle colline dell’Appennino lucano. È affascinazione pura, identità antica e semplice. Nel Salento, invece, mi carico dell’energia dei colori, del blu del mare, dell’affetto della famiglia e della certezza delle radici. Ho bisogno di entrambi i posti per stare bene».

Uno scorcio del borgo di Cirigliano in Basilicata, foto Lucia Accoto

Quanto contano le radici nel tuo modo di leggere e raccontare le storie?

«Sono l’asse portante su cui poggiano i temi più raccontati nelle storie. Le narrazioni, quasi tutte, partono sempre da una radice: sentimentale, emotiva, di appartenenza, di luoghi. E quella stessa radice poi ramifica i messaggi che si lasciano attraverso le storie».

Certe partenze

Se potessi partire con una donna della letteratura, chi sceglieresti? Cosa le chiederesti durante il viaggio?

«Sibilla Aleramo. La ascolterei, a lungo, senza interrompere. Da donne del genere si impara senza chiedere, anche solo guardarle respirandone la loro personalità».

E se invece dovessi attraversare una città insieme a un personaggio femminile della narrativa contemporanea, chi sarebbe?

«Marianna, detta Cosuzza, del romanzo di Santina Cosetta “Soltanto il giorno” edito da Giunti. Una figura coraggiosa, sana, autentica, che conosce anche le distanze dettate dall’indifferenza, dall’ignoranza, dalle regole sociali».

Cosa non manca mai nella tua valigia?

«Libri, agende e gloss».

La lettura è libertà

“Virginia Woolf scriveva: “Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun chiavistello che tu possa imporre alla libertà della mia mente”. Qual è il libro che ti ha resa davvero più libera?”

«In ogni libro, di quelli che ho trovato belli e bellissimi, ho respirato la libertà che già vivo. Non faccio parte di nessun sistema, sono libera come donna e come professionista. I libri mi hanno aiutato a riconoscere la libertà della salvezza quando certe cose sembravano perdute. Invece, mi hanno permesso di comprendere il punto di una non fine, la rinascita».

Tutte le foto sono di Lucia Accoto. Per seguirla su Instagram: https://www.instagram.com/accotol?igsh=MWl1enF6N280MTd2ZA==

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