Capodanno a Otranto, tra natura incantata e “Alba dei popoli”

Per Capodanno si va nella cittadina del Salento per festeggiare l’arrivo del 2025 dinnanzi al mare e scoprire le bellezze del centro storico senza il caos dei bagnanti
«Salutiamo insieme questo nuovo anno che invecchia la nostra amicizia senza invecchiare il nostro cuore». Diceva così Victor Hugo e cosa c’è di più bello che fare il Capodanno e salutare il 2025 a Otranto, il luogo più a oriente d’Italia (scorgendo una qualsiasi carta geografica del Mediterraneo si può osservare che le opposte sponde dell’Adriatico si avvicinano esattamente al 40° parallelo), dove si ha la fortuna di vedere il primo “sorriso” del sole. Così ogni giorno! Ma l’alba dell’1 gennaio è unica in tutto l’anno, e poi ammirarla porta fortuna, più che mangiare lenticchie.
Punta Palascia, l’estremità più ad Est d’Italia
Cosicché ci si ritrova a Punta Palascia (a Capo d’Otranto, punta più ad Est, dove le convenzioni nautiche fanno incontrare il mar Adriatico e lo Jonio), vicino al vecchio faro per brindare – per la seconda volta – dopo il “cin cin” di mezzanotte, mentre il sole sorge dal mare e colora di arancio, giallo e rosa tutto il cielo. E magari esprimere un desiderio, perché ogni occasione è buona. Si resta con lo sguardo incantato, dinnanzi a quei giochi di colori e di trasparenze che filtrano le onde e illuminano il buio. Quei contorni velati delle montagne innevate dell’Albania che piano piano si scoprono, quasi ad abbracciarle se non ci fosse il mare. Quei tratti della costa greca che si avvertono vicini.
La festa “Alba dei popoli” il 31 dicembre
E poi la festa “Alba dei popoli”, nel centro città (Largo Porta Terra) con selezioni musicali di Dj Steppo e live dei Laurengel con le coinvolgenti sonorità latine, Funky, R&B e Soul. A seguire La Municipal, con i fratelli Carmine e Isabella Tundo, la giovane band di origine salentina, una romantica sperimentatrice del pop d’autore. E per concludere in bellezza, Antonio Castrignanò e Taranta Sound. Info: comune.otranto.le.it
La bellezza del centro storico di Otranto
Già questo basterebbe per eleggere la città di Otranto meta privilegiata per le prossime vacanze di San Silvestro. Ma questo è solo un aperitivo. Visitarla, adesso, in inverno, senza migliaia di bagnanti in giro tra spiagge e strade, dà la possibilità di apprezzarla al meglio. Il fascino dell’antica Hidruntum è nelle vie strette lastricate di pietra viva e a serpentina tra le case bianche, lungo le quali la cornice di una porta di qualche palazzo basta da sola a suggerire qualche fasto del passato.
La Cattedrale di stile romanico-gotico pugliese
Il Capodanno a Otranto è anche l’occasione per godere dello splendore della Cattedrale di stile romanico-gotico pugliese, con rosone rinascimentale e portale barocco. La luce e l’ombra compongono sulla facciata mille sfumature. Tutto sembra studiato perché l’una e l’altra ne esaltino l’idea di grandezza. Una volta dentro, la ricchezza artistica si esprime nel soffitto a cassettoni, nella cappella degli 800 Martiri, nella Cripta che si trova sotto la cattedrale. Ma si rimane stupefatti di fronte al mosaico di Pantaleone, composto di tessere policrome del XII secolo, il più grande – quasi mille metri quadri – d’Europa. Raffigura l’albero della vita nella sua compiutezza tra bene e male. Da vedere, l’imponente Castello eretto dai bizantini, a pianta pentagonale. Concedetevi una passeggiata sul camminamento attiguo al castello, per godere di un magnifico panorama.

I dintorni con Porto Badisco
Vale la pena, poi, raggiungere Porto Badisco, fiordo in miniatura immerso tra fichidindia e macchie di mirto salentino, dove, secondo il racconto virgiliano dell’Eneide, approdò Enea, con Acate e gli altri suoi compagni. Per non dire delle atmosfere della Torre del Serpe, così chiamata perché secondo la leggenda un serpente marino, risalendo dal mare beveva l’olio della lampada del faro.
Ma la natura si è divertita anche a trasformare un sito di archeologia industriale in uno incantevole di archeologia ambientale: il laghetto di bauxite, immerso nella terra rossa e friabile. Un tempo veniva utilizzato come stazione di lavaggio del minerale estratto, poi è stato abbondonato. Oggi, se lo si osserva dall’alto, sembra di essere sulla superficie lunare con il rosso delle pareti rocciose, schizzate qua e là di verde della macchia mediterranea.

L’oasi naturale dei Laghi Alimini
Fuori dalle mura, sul versante Nord, è l’oasi naturale dei Laghi Alimini, la protagonista incontrastata. Sono due specchi d’acqua, Alimini grande e Alimini piccolo (comunicanti tra loro tramite un canale naturale detto “lu strittu”) scintillanti d’argento, caratterizzati da fitti canneti che ospitano rare specie vegetali, come la carnivora erba vescica. La zona è un vero paradiso anche per gli appassionati di birdwatching: cigni, martin pescatori, folaghe e aironi cenerini. Ed è sempre la natura a parlare con la voce di pietra dei dolmen e dei menhir. Nei dintorni della città salentina vi è un’alta concentrazione di queste costruzioni megalitiche, da avere eguali solo in alcuni luoghi della Bretagna.
Info: comune.otranto.le.it
Dove dormire a Otranto
Basiliani CDSHotels
A soli 800 metri dalla cattedrale e dal suo castello medioevale, l’hotel ha eleganti camere per un soggiorno confortevole. È dotato di un centro benessere – Il Melograno – il più grande del Salento. Info: cdshotels.it
Masseria Casina Montana
Una piccola Masseria in tipica pietra a secco dell’800 a Corigliano d’Otranto e a conduzione familiare con Leo e Lina. Le camere hanno letti in ferro battuto, armadi in pietra, luminarie come luci e sono curate in ogni dettaglio. Ricca colazione (Leo è chef) con focacce o anche con il pasticciotto, il dolce tipico del Salento di pasta frolla ripieno di crema.
Dista soltanto 2 Km dal crocevia tra Maglie, Otranto, Gallipoli e Lecce, permettendo così di raggiungere in breve tempo sia l’Adriatico, sia lo Ionio. Info: www.casinamontana.it

Corte dei Francesi
A pochi chilometri da Otranto, una dimora storica che è anche Museo della Concia. Le stanze si affacciano in un’antica corte del XVI secolo. Info: www.cortedeifrancesi.it

Basta sentirmi parlare per intuire il mio attaccamento alla Basilicata. Vivo a Bologna da tanti anni e amo questa città ma ho mantenuto una visione Sudcentrica della vita. Giornalista professionista, tutor al master in giornalismo, scrittrice e soprattutto “ragazza” piena di energia. Ho una valigia sempre pronta, anche se a ogni viaggio dimentico qualcosa. Vivrei in estate tutto l’anno e sogno una casa vista mare. Scrivo libri di curiosità (“Book Sun Lover” e “Book Winter Lover”) e romanzi (“Un giorno sì un altro no”, “Come un fiore sul quaderno” e “A volte è complicato”). Leggo tanto, sorrido ancora di più.

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