3 itinerari per mettersi in cammino

Dall’Appennino romagnolo alla Sardegna mineraria fino al Sud ancestrale, itinerari per ritrovare passo, pensieri e libertà, tra natura, spiritualità e memoria

Rieti sul fiume Velino (foto Isa Grassano)

«Soprattutto non perdere la voglia di camminare: io camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata… ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati… perciò basta continuare a camminare e andrà tutto bene». Così scriveva Sören Kierkegaard in Lettera a Jette (1847). A un certo punto arriva quella voglia precisa: camminare senza dover dimostrare niente a nessuno. Non prestazione, non record, nemmeno allenamento. Solo passi per rimettere ordine nei pensieri.

Cammino di San Francesco – Fonte Colombo (foto Isa Grassano)

Forse è anche per questo che sempre più donne scelgono di fare un cammino. È provato, inoltre, che “l’andar passo dopo passo” dilata gli attimi e aiuta a migliorare l’umore, favorisce la produzione di serotonina, l’ormone che regola i ritmi del sonnoveglia e porta a un riposo più soddisfacente. Dalla pianura alla montagna, dalla storia all’arte, dal silenzio alle voci del passato: ci sono spunti ed emozioni per tutte.

Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna

Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (www.monasteriemiliaromagna.it/it/3-figure-di-santita), anniversario di grande valore spirituale e culturale, che invita a riscoprire non solo il messaggio del Santo, ma anche i luoghi che ne hanno segnato il cammino umano e religioso. Tra questi, l’Emilia-Romagna occupa un ruolo significativo, grazie al Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna. L’itinerario ripercorre le tracce del passaggio del Santo tra conventi, chiese e antichi insediamenti francescani tra la Romagna e la Toscana, che testimoniano la rapida diffusione dell’Ordine sul territorio (https://camminiemiliaromagna.it/it/cammino/14-cammino_s_francesco_rimini_laverna).

Sono cinque i giorni di cammino che dal mare Adriatico portano ad inoltrarsi nell’Appennino Tosco-Romagnolo lungo l’affascinante Valle del fiume Marecchia. Lungo il percorso, emozionante la tappa al Convento di Villa Verucchio e San Leo. Qui si può ammirare il maestoso Cipresso Monumentale, piantato secondo la tradizione da San Francesco nel 1213.

Panoramica Poggio Bustone (foto Anima Reatina)

Sempre sulla scia del Santo, sono ottanta i chilometri che compongono il Cammino di Francesco (www.camminodifrancesco.it) e toccano la città di Rieti, con i suoi palazzi e le sue chiese, i Santuari di Greccio, La Foresta, Poggio Bustone e Fontecolombo fino alle vette del Terminillo.

Cammino minerario di Santa Barbara – Iglesias

Nel sud-ovest della Sardegna si può percorrere il Cammino minerario di Santa Barbara (www.camminominerariodisantabarbara.org) che ha vinto il Global Choice Award di Komoot, riconoscimento internazionale assegnato ai percorsi outdoor più amati al mondo. Oltre 500 chilometri ad anello tra miniere storiche (è dedicato alla Santa patrona dei minatori, costante presenza negli edifici di culto e nelle chiese vicino alle vecchie miniere dismesse), mulattiere, ferrovie dismesse e coste affacciate sul Mediterraneo (per ben il 75% del percorso e la restante parte su strade lastricate dei centri urbani).

Il tour tocca pure la Grotta di Santa Barbara situata all’interno della miniera di San Giovanni. Casuale la sua scoperta nel lontano 1952: un minatore ne aprì un varco per caso durante i lavori di scavo per l’attività mineraria.

Grotte di Santa Barbara – Iglesias (foto Isa Grassano)

Il suo stupore è lo stesso che si avverte quando questa grande grotta (quattromila metri di superficie) si apre dinnanzi agli occhi: un unico grande vano tappezzato di cristalli tabulari di barite. E ancora stalattiti e stalagmiti, colonne di candida calcite, concrezioni calcaree a nido d’ape che pendono dalle volte maestose. Le formazioni che risalgono a oltre due milioni e mezzo di anni fa sembrano sculture scaturite dall’estro di un artista famoso. Infine, vale la pena raggiungere la spiaggia di Masua per ammirare il Pan di Zucchero: il nome ricorda la somiglianza con il P​ão de Açúcar​ di Rio de Janeiro ed è lo scoglio di ben 133 metri, tra i più alti d’Europa, che s’innalza maestoso tra le acque cristalline e fondali incontaminati.

Cammino Materano alla scoperta del Mezzogiorno

Sei cammini alla scoperta del Mezzogiorno più autentico (https://camminomaterano.it/). Tra storia e mito, tra leggenda e narrazione, sei modi molto diversi di attraversare una terra ancestrale e vivere un’esperienza unica a passo lento sulle tracce degli antichi viandanti. Le sei Vie, attraversando paesaggi differenti che vanno dai monti della Basilicata alle bianche rive dello Jonio, hanno messo a sistema strade secondarie romane e medievali, tratturi e sentieri, nell’intento di attraversare le sconosciute aree interne del Meridione d’Italia.

Tra questi, la via Jonica di 215 km. Un cammino da Taranto, la città dei due mari, a Leuca, la finis terrae d’Italia, luogo sacro della civiltà europea e mediterranea in quanto punto d’incontro di popoli e culture, e dei pellegrini diretti a Roma o in Terra Santa. Il percorso è in gran parte a ridosso delle acque cristalline del mar Ionio, all’interno di uno stupefacente mosaico ambientale composto da sentieri retrodunali immersi nella macchia mediterranea, lunghe spiagge sia rocciose che sabbiose costellate da torri di avvistamento cinquecentesche, e numerose oasi naturali incontaminate quali la Riserva di Torre Colimena e quella di Porto Selvaggio, la Palude del Conte e quella del Capitano, il litorale di Punta Pizzo e quello di Ugento.

Credenziale del viandante – Cammino Materano (foto dal sito)

Lungo il cammino si toccano inoltre importanti città (come Taranto, Manduria, Gallipoli) e piccoli borghi di grande fascino che custodiscono nei vicoli dei centri storici e nei racconti dei loro abitanti, nei musei e nei siti archeologici. Si può richiedere la credenziale, una sorta di “passaporto” per far apporre i sigilli, o timbri che attestano il passaggio nelle varie tappe del cammino e attesta lo status di viaggiatrice lenta.

*in cover Cammino minerario Iglesias Il profilo del Pan di Zucchero Iglesias (foto Isa Grassano)

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