Piazza della seta, il Trentino che non ti aspetti

Alla scoperta del patrimonio serico di Ala, Rovereto e Villa Lagarina grazie a un progetto turistico unico di appuntamenti che unisce storia, cultura e innovazione

Esplorare, creare, ri-scoprire, intrecciare. Si gioca tutto su questi quattro verbi il progetto “Piazza della seta” coordinato dall’Azienda per il Turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo in Trentino per questi mesi estivi. Un ricco calendario di appuntamenti che, fino a settembre, permetterà di visitare questo territorio in un modo insolito e affascinante, decisamente adatto a una mini vacanza con le amiche, seguendo il fil rouge dell’antica lavorazione del tessuto più glamour e prezioso.

Tante le attività proposte: visite guidate a filatoi, passeggiate e laboratori innovativi che uniscono artigianato, creatività e nuove tecnologie. Ma anche trekking urbani per scoprire i luoghi chiave della seta. A Rovereto e in altri due centri vicini nella valle dell’Adige.

Al Filatoio Colle Masotti tra mostre e spettacoli

Si comincia da Rovereto, seconda città del Trentino, adagiata tra colline e vigneti e facilmente raggiungibile in treno o in auto lungo la principale via di collegamento tra Verona e Trento.

Una piccola/grande città da girare a piedi, percorrendo le vie del bellissimo centro storico come un viaggio attraverso diverse epoche storiche: dalle mura dei nobili Castelbarco che risalgono al Medioevo ai ricordi della dominazione della Serenissima, dai settecenteschi palazzi di corso Bettini alla chiesa di San Marco dove Mozart tenne il suo primo concerto in Italia, dal castello legato al tempo della Prima Guerra Mondiale alla Campana dei Caduti che ogni sera diffonde cento rintocchi come messaggio universale di pace, dalla casa futurista dedicata al pittore locale Fortunato Depero all’avveniristico museo Mart di arte moderna e contemporanea.

In questa città/palcoscenico che ospita da anni eventi artistici famosi (festival di danza, teatro, musica, cinema ed archeologia) questa estate è possibile anche visitare la mostra allestita all’ex Filatoio Colle Masotti, restaurato di recente, dedicata al negozio di seta Rosmini-Fedrigotti (attivo dal 1649 al 1821). Il calendario prevede queste aperture la mattina dalle 9 alle 13: 19 luglio, 2 e 30 agosto, 13 settembre. In occasione di queste aperture è prevista anche una visita guidata alle ore 11 all’antico opificio dell’industria serica collocato dal 1770 sulla riva sinistra del torrente Leno, sulla roggia Paiari, nel quartiere di Santa Maria. La partecipazione è libera e gratuita. Ma è meglio prenotare scrivendo a labstoriarov@gmail.com.

Sempre al Filatoio Colle Masotti il 12 luglio alle 21 è previsto lo spettacolo di teatro popolare “Filanderis dal Friûl”, un percorso storico-musicale Filanderis dal Friul, realizzato dal Grop Coral Vidules con il direttore artistico Mauro Vidoni, che rende omaggio alle donne delle filande.

Trekking urbano a Rovereto

Per chi poi volesse esplorare al meglio Rovereto e i suoi mille segreti ci sono anche le giornate di trekking urbano nel centro storico, dal Museo della Città al filatoio Colle Masotti. Percorsi organizzati dalla Fondazione Museo Civico che narrano anche la storia della seta. Partendo dalla sala a tema al Museo della Città (visitabile con ingresso libero e gratuito fino al 26 luglio.), si varca il ponte Forbato per dirigersi nell’antico borgo S. Tomaso, dove il filatoio Colle Masotti apre le sue porte.

Ala città di velluto

Le cronache parlano di una città piena di filatoi, tintorie, mulini e fucine. È facile immaginare il fermento e l’operosità di quel tempo, con il brulicare degli artigiani impegnati nella bachicoltura e nella produzione di preziosi tessuti che venivano esportati in tutta Europa. E non solo: Ala divenne anche un crocevia culturale, accogliendo personaggi illustri come Napoleone Bonaparte, Wolfgang Amadeus Mozart, lo zar Nicola I e gli imperatori Carlo V e Francesco I.

Altra incredibile sorpresa sarà la visita della cittadina di Ala, borgo di antichissime origini romane che visse la sua epoca d’oro tra il XVII e il XVIII secolo, grazie alla fiorente industria del velluto di seta. La leggenda locale narra che due tessitori genovesi, fuggiti dalla loro città, arrivarono qui a metà del Seicento, portando con sé l’arte della lavorazione del velluto. In breve tempo, nacque la prima fabbrica di velluti, e da quel momento la città si trasformò in un importante centro di produzione.

Cosa vedere ad Ala

Di questo glorioso passato restano ancora oggi testimonianze nei bellissimi palazzi che raccontano l’eleganza e la raffinatezza di quell’epoca, come Palazzo Angelini, Palazzo Malfatti (ora Scherer), Palazzo Gresta e Palazzo Taddei. Proprio quest’ultimo, dimora dei Baroni Taddei, ospita la mostra “Estro ed eleganza tessuti alla moda nel ’700” a cura del Museo del Castello del Buonconsiglio. L’allestimento si snoda seguendo nove nuclei tematici, che accompagnano il visitatore alla scoperta dello sviluppo dei motivi decorativi ideati e utilizzati nel corso del Settecento: dai tessuti bizarre, noti per i meravigliosi decori astratti, liberi e fantasiosi, passando per i tessuti a pizzo, fino ai meandri fioriti e infine alle righe verticali, di moda alla fine del secolo. Ma anche dipinti e oggetti d’uso quotidiano, a comporre il ricco affresco di una società amante del lusso e dell’eleganza.

La mostra è visitabile tutta l’estate fino al 28 settembre (venerdì, sabato e domenica con orario 10-18) con ingresso gratuito. Da non perdere, inoltre, l’esposizione “La lunga storia del filo di seta”, a cura di MUSE, Museo delle Scienze, visitabile per tutta la durata dell’evento (in via C. Battisti,12).

Infine, tutto il centro storico, sempre, fino al 28 settembre sarà animato da eventi e atmosfere settecentesche per celebrare la tradizione del velluto di seta che la rese famosa in tutta Europa: un vero e proprio viaggio nel passato tra spettacoli, visite, laboratori e sapori per tutte le età. Immancabili le visite guidate del centro storico barocco a cura dell’Associazione Vellutai “Città di Ala” con i figuranti in costume d’epoca.

Villa Lagarina e il torcitoio dell’800

L’ultima tappa del percorso dedicato alla storia della produzione serica trentina si trova a Villa Lagarina, piccolo comune dal tipico aspetto montano, con i suoi palazzi, i parchi e le chiese barocche. Qui, nella frazione di Piazzo si visita il grande antico filatoio a forza idraulica, ancora parzialmente nella sua forma originaria, caso raro in Europa. La visita guidata è in programma sabato 19 luglio alle ore 10.

Il filatoio di Piazzo è stato aperto nei primi anni dell’800. Si tratta di una testimonianza di valore europeo. È uno dei pochi esempi di filatoio/torcitoio contenente all’interno l’albero destinato alla filatura torcitura della seta con le sue incastellature e alcuni piani di lavoro ancora integri. Riaperto nel 2008 dopo un accurato restauro, il filatoio testimonia la prima fase della produzione di un filo di seta. Si vede la coltivazione del gelso nelle campagne diffusasi nel corso del Cinquecento, l’allevamento del baco e la fase della trattura del filo bava. Si presume che vi fossero impiegati circa una ventina di persone addette a questa fase della lavorazione. Nell’edificio, oltre a 5 botteghe, 17 stanze e camerini, 4 cucine, 5 avvolti e 2 stalle, vi era anche un incannatoio per preparare il filo per l’operazione di torcitura. La struttura interna dell’edificio ha subito danni rilevanti già durante la Prima Guerra Mondiale e negli anni successivi gran parte delle parti in legno sono state utilizzate come legna da ardere. Oggi rimane in piedi un albero rotante con la parte superiore della sua incastellatura relativa al torcitoio, e residui ai piani relativi al secondo albero. Un precedente filatoio/torcitoio era stato aperto a Nogaredo nel 1625 per volere del Principe Vescovo di Salisburgo Paride Lodron.

Informazioni e prenotazioni

Per informazioni e prenotazioni delle visite:

Azienda per il Turismo Rovereto Vallagarina Monte Baldo: https://www.visitrovereto.it/

Tel. 0464 430363

Condividi su: