Kufsteinerland, la perla del Tirolo con sorprese inaspettate

Cosa vedere a Kufstein, la città di frontiera tra Tirolo e Baviera che non è stata ancora toccata dal turismo di massa. Una meta che merita sicuramente un viaggio tra amiche, anche solo per un fine settimana
Ci sono destinazioni per fortuna ancora trascurate dai grandi flussi del turismo di massa che conservano un’atmosfera autentica e regalano interessanti sorprese. Una di queste è sicuramente Kufstein, seconda città del Tirolo austriaco e piccola capitale di una regione tutta da scoprire. E se oggi pochi forse ricordano ancora la canzone di Karl Ganzer che negli Anni Sessanta rese celebre nel mondo la “Perla del Tirolo”, basterà una passeggiata sul lungofiume dell’Inn per scoprire la statua del musicista e rievocare i suoi versi: «Conosci la perla, la perla del Tirolo? La città di Kufstein… abbracciata da montagne… idilliaca ed armoniosa… bagnata dal fiume Inn…».
Cosa vedere a Kufstein: la perla del Tirolo che non ti aspetti
Ancora oggi Kufstein è una meta idilliaca, proprio come venne descritta nel testo musicale. Una città di frontiera tra Tirolo e Baviera, ma non certo solo una città di passaggio. Una meta che merita sicuramente un viaggio tra amiche, anche solo per un fine settimana.
Come si raggiunge Kufsteinerland e i suoi paesaggi fiabeschi
Raggiungibile direttamente anche in treno dall’Italia con i modernissimi nuovi DB-ÖBB Railjet che viaggiano sulla linea del Brennero, circondato da montagne e laghi, il “Kufsteinerland” nei mesi più freddi offre un paesaggio che somiglia molto a quello delle fiabe. Gli ingredienti ci sono tutti: i laghi ghiacciati, i boschi innevati, le montagne bianche e la fortezza che sovrasta Kufstein con il suo austero e affascinante abito invernale.
Dormire e mangiare in una baita
Nel romantico paesaggio innevato si può scegliere di pernottare in una baita in quota come Kala Alm (www.kala-alm.at), dove si arriva camminando circa un’ora in mezzo alla natura. La tradizionale malga in stile alpino serve piatti della tradizione tirolese ed è un luogo di ritrovo soprattutto durante le serate dello slittino notturno, tutti i giorni tranne il lunedì (condizioni meteo permettendo).
Ma ci sono anche altre baite dalla tradizionale ambientazione tirolese che offrono soste gustose, come il Veitenhof oppure il Pfandlhof & Ritzau Alm. Nella Kaisertal si può dormire al Berg ‘ k’ hof, una baita recentemente rinnovata, dove una sauna al cirmolo panoramica riscalda e rilassa chi torna da una lunga passeggiata invernale. Da non perdere (a patto di non soffrire di vertigini) anche il bel giro panoramico sulla seggiovia monoposto (restaurata recentemente) che porta ai 1.200 metri della montagna Kaisergebirge.

Musica, storia e cultura
Questo angolo di Tirolo è un perfetto mix che unisce natura e città. Al centro di un vero paradiso alpino, Kufstein è una piccola ma vivace città piena di localini e ristoranti caratteristici. Il tutto sotto la grande fortezza che ne è l’emblema da più di otto secoli, in grado di catalizzare subito l’attenzione per la sua grandezza e la sua imponenza. Costruita nel XIII secolo, ha cambiato proprietario molto spesso finché l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo diede ordine di ampliare il baluardo nella forma che conserva ancora oggi. Una delle principali attrazioni è il concerto d’organo che, ogni giorno a mezzogiorno, per circa 20 minuti, riempie di melodie tutta la vallata (in estate il bis viene fatto anche alle ore 18). Con i suoi 46 registri e le sue 4.307 canne, l’organo all’aperto più grande del mondo detto “Organo degli Eroi” fa parte dal 2017 del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Fu realizzato nel 1931 in memoria dei caduti nella Prima guerra mondiale dal mastro organaro Oscar Walcker. Ai giorni nostri l’organista è un giovane musicista, Johannes Berger, che ama sottolineare così il suo legame privilegiato con la fortezza: «Se gli altri musicisti portano sempre con sé il loro prezioso strumento, nel mio caso sono io che mi reco dall’organo. Non posso “esercitarmi a casa” ma devo recarmi alla fortezza per provare».
Una moderna funicolare per raggiungere la fortezza di Kufstein
Per salire in cima alla rocca si può prendere una modernissima funicolare panoramica che in 30 secondi porta dove si trovano i vari edifici fortificati oppure percorrere una suggestiva scalinata in parte scavata nella roccia, sovrastata da una copertura in legno. Una volta arrivati alla sommità le sorprese per passarci la giornata non mancano: si può vedere il grande pozzo profondo circa 60 metri che un tempo pescava l’acqua direttamente dal fiume, camminare attraverso i passaggi sotterranei, visitare il museo civico o i giardini panoramici oppure far tappa nel caratteristico ristorante della Fortezza che serve deliziosi piatti tipici. Nel corso dell’anno la fortezza ospita diversi eventi, oltre al mercatino di Natale che domina in inverno, dal 17 al 20 maggio va in scena il Festival Medievale, con spettacoli, tornei, giochi, bancarelle a tema. Per un vero tuffo nel passato.
Il ristorante più piccolo del mondo
La regione di Kufstein è un crossover alpino-urbano che combina il meglio di entrambi i mondi: dalla pista da sci allo shopping, dall’aperitivo al museo. Molto piacevole è anche passeggiare tra i vicoli medievali del centro storico, come la stretta via Römerhofgasse con le sue vetrate e le finestre a graticcio, per lasciarsi incantare dai locali e negozi tipici. Alla boutique Trachten Stolzer, nella vicina Kirchgasse, si ammirano per esempio creazioni di costumi tradizionali tirolesi dal design insolito. Per una cena rmemorabile nel cuore della città c’è poi il ristorante “Auracher Löchl” (auracher-loechl.at), famoso anche per la sala ristorante più piccola del mondo ricavata sull’arco a ponte che sovrasta la stradina dove ha la storica sede: ospita solamente un tavolino per due, un giradischi in vinile e una camera a cui si accede tramite una piccola porticina segreta (unico problema è che le prenotazioni sono già esaurite per mesi ma tra amiche una data vale l’altra).
Un bar dall’atmosfera Anni Venti
Dopo cena, da non perdere l’atmosfera Anni Venti dello Stollen 1930, un bar davvero speciale (ricavato in una grotta naturale a 90 metri di profondità, nella roccia sulla quale fu costruita la fortezza) che vanta la collezione di gin più grande al mondo, certificata dal Guinness dei primati.

Riedel, capolavori di vetro
Un must se amate il vino è la visita alla Glasmanufaktur Riedel (www.riedel.com), che continua una tradizione secolare del Tirolo. Nel museo della fabbrica, dopo aver visto gli artigiani soffiatori all’opera, sarà anche possibile fare shopping nello store annesso per acquistare calici e pezzi davvero unici.
Un curioso museo
Ultima chicca da scoprire a Kufstein è il piccolo ma delizioso museo dedicato all’inventore della macchina da cucire: il sarto Josef Georg Madersperger. Nella sua casa natale della Kinkstrasse oltre a tanti modelli storici c’è anche una presentazione audiovisiva che racconta la vita e il lavoro di questo inventore veramente sfortunato perché nessuno nel 1814 sembrò interessato alla sua intuizione. Così lui nel 1839, dopo aver apportato vari miglioramenti al primo prototipo, regalò la sua macchina da cucire al Politecnico di Vienna. Senza mai conoscere i cambiamenti che i vestiti ebbero nel tempo, da lusso per pochi a prodotto di massa, grazie proprio alla sua geniale invenzione.
Info: www.kufstein.com
*La KufsteinerlandCard, gratuita per chi prenota due pernottamenti, consente l’accesso alla Fortezza e altri monumenti, agli impianti di risalita e agli autobus pubblici della regione.

Ho cominciato quello che una volta chiamavano il “mestieraccio” alle elementari (la mia prima ricerca – quando si dice il destino – era dedicata ai giornali). A vent’anni ho diretto il periodico “Nonostante” dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Ai tempi dell’Università (conservo gelosamente un’inutile laurea in Lingua e letteratura russa nel cassetto) battevo i marciapiedi per trovare storie da scrivere su “Il Giornale” fondato e diretto da Indro Montanelli. Sono diventata giornalista professionista nel 1983 e da allora ho lavorato in una lunga serie di settimanali e mensili, scrivendo di cronaca, economia, turismo, enogastronomia, problemi sociali e persino di gossip (mi manca solo lo sport!). Gli amici mi considerano una “milanologa” perché ho scritto tre guide sulla mia città. L’ultimo libro, di cui vado particolarmente fiera, s’intitola “L’arte di traslocare”.

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