Amanti della cultura? Ecco 9 indirizzi celebri a Milano da non perdere

Case Museo a Milano: 9 indirizzi celebri da non perdere

Da Casa Manzoni al Museo Poldi Pezzoli, da Villa Necchi a Palazzo Bagatti Valsecchi un tour artistico e culturale nelle più belle case museo del capoluogo lombardo, con tappa finale fuoriporta a Novate Milanese sulle orme di Giovanni Testori

Le Case Museo a Milano

Non solo Duomo, Castello Sforzesco, Brera o Cenacolo Vinciano. Per chi ama l’arte e la cultura, a Milano c’è un vero e proprio circuito dedicato alle tante case museo sparse per la città. Un itinerario alternativo alle solite mete, perfetto da fare in compagnia di un’amica in visita o per programmare una piacevole gita di gruppo. Magari in occasione di MuseoCity, la manifestazione che fino all’8 marzo apre le porte di musei e istituzioni culturali milanesi con eventi, visite e percorsi tematici.

Tra ricordi del passato e mille curiosità da scoprire sarà possibile assaporare atmosfere d’altri tempi in cui architettura, arredi d’epoca, cimeli, collezioni e opere d’arte contribuiscono al racconto di storie personali e delle epoche in cui sono avvenute.

Casa Manzoni

La prima tappa non può che essere la bellissima dimora, decorata dalla caratteristica facciata in cotto, di via Gerolamo Morone 1, all’angolo di piazza Belgiojoso, dove l’autore dei “Promessi Sposi” visse dal 1814. Meta di amici e conoscenti, ma anche di ammiratori e ospiti illustri che desideravano incontrare il grande scrittore.

Un anno dopo la sua morte, il 22 maggio 1873, Casa Manzoni (Foto in copertina) andò all’asta, e dopo alterne vicende, diventò proprietà della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, che la donò al Comune di Milano, con il vincolo di riconoscerne l’uso perpetuo ed esclusivo al Centro Nazionale Studi Manzoniani, istituito con Regio Decreto Legge l’8 luglio 1937. Oggi la casa museo conserva intatto tutto il suo fascino e chi entra nello studio o si affaccia ad ammirare il giardino, chi osserva la scrivania, le pareti tappezzate di libri, il disadorno lettino in ferro e l’arredamento austero e modesto, non può non immaginare il grande Don Lisander seduto a comporre le sue pagine immortali.

Informazioni: www.casadelmanzoni.it

Museo Poldi Pezzoli

È un altro dei gioielli di Milano, meta ogni anno di visitatori da tutto il mondo. Ma quanti conoscono l’intrigante vita di Gian Giacomo Poldi Pezzoli? Nato nel 1822, appena maggiorenne ereditò ben cinque milioni di lire austriache, cifra inimmaginabile all’epoca. Ricchissimo ma scapestrato, Gian Giacomo non si sposò mai, e a partire dal 1849 cominciò a raccogliere dipinti di Sandro Botticelli, Piero della Francesca, Antonio del Pollaiolo, Andrea Mantegna, ma anche  pregevoli oggetti d’arredamento, armi, bronzi, terrecotte, opere d’oreficeria, tappeti. Trasformando così la sua dimora in uno scrigno delle meraviglie che affascina ancora oggi. Morì nel 1879 e nel testamento lasciò le collezioni alla cittadinanza di Milano. Il museo che porta il suo nome, in via Manzoni 12, è stato aperto ufficialmente al pubblico nel 1881.

Informazioni: museopoldipezzoli.it

Palazzo Bagatti Valsecchi

Anche questa celebre casa museo è frutto di una straordinaria vicenda collezionistica di fine Ottocento, che ha come protagonisti due fratelli: i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. I due posero mano alla ristrutturazione della dimora di famiglia tra via Gesù e via Santo Spirito con l’intento di crearne una ispirata alle abitazioni del Cinquecento lombardo.

L’ultimo erede donò il patrimonio delle opere d’arte raccolto dagli avi a Regione Lombardia, con la clausola che gli allestimenti storici del piano nobile (19 stanze) fossero conservati nella loro integrità. Oggi il bellissimo museo, inaugurato nel 1994, conta quasi 25mila visitatori annui.

Informazioni: museobagattivalsecchi.org

Villa Necchi Campiglio

Una villa di campagna con tanto di piscina scenografica nel pieno centro di Milano. Fu questa la scommessa vinta dall’architetto Piero Portaluppi, l’archistar degli anni Trenta, quando costruì nel 1932 in via Mozart 14 la casa per Angelo Campiglio, sua moglie Gigina Necchi (dei costruttori delle famose macchine per cucire) e sua cognata Nedda.

Una dlele stanze di Villa Necchi Campiglio.

Chi entra oggi in questa magnifica dimora donata al FAI (Fondo Ambiente Italiano) nel 2001 e aperta al pubblico dal 2008, ha l’impressione trovarsi in una casa ancora abitata, tra arredi originali e quadri antichi, tappeti preziosi, stucchi e boiserie. Un salotto da collezione, che conserva opere di Giorgio Morandi, Mario Sironi, Giorgio De Chirico e Arturo Martini. Ultima curiosità è scoprire che qui, nel 2009, è stato girato il film Io sono l’amore di Luca Guadagnino interpretato da Tilda Swinton. Fino al 16 marzo, poi, da non perdere la mostra “Nelle case”, che racconta la storia dell’abitare milanese con uno sguardo agli interni di case straordinarie, progettate tra gli anni Trenta e Settanta.

Informazioni: fondoambiente.it

Casa Boschi Di Stefano

Visitare la casa museo dell’ingegnere Antonio Boschi (1896-1988) e di sua moglie Marieda Di Stefano (1901-1968) in via Giorgio Jan 15, a pochi passi da piazza Lima, non vuol dire solo scoprire un piccolo tesoro. Significa anche rivivere la vita straordinaria di una coppia che fino all’ultimo giorno ha condiviso le stesse passioni e la stessa visione del mondo. Antonio e Marieda si sposarono nel 1927 e vissero tutta la vita al secondo piano di questo edificio, elegante e un po’ eccentrico, con un bovindo d’angolo tra i muri rivestiti di marmi preziosi. Negli anni hanno arricchito il loro appartamento con innumerevoli capolavori di pittura, scultura e disegni: una collezione che comprende opere di Martini, Funi, Sironi, Fontana, De Pisis, Carrà, De Chirico e Morandi. La Casa Museo è stata allestita nel 1998 dalla Fondazione Boschi Di Stefano, distribuendo le opere secondo un criterio di successione cronologica e scegliendo gli arredi per la loro consonanza storica.

Una casa ricca di capolavori quella di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano.

Informazioni: www.casamuseoboschidistefano.it

Casa Mangini Bonomi 

Anche questa casa non è (solo) un museo: è il racconto di molte vite, in primis quelle dei fondatori. Qui è possibile scoprire, grazie a collezioni straordinarie e curiose, tanti aspetti della vita del passato: il lavoro, gli svaghi, la quotidianità domestica. L’elegante palazzo del Quattrocento accanto alla Biblioteca Ambrosiana fu acquistato dall’imprenditore immobiliare Emilio Mangini nel 1978, che si preoccupò di farlo restaurare nel modo più conservativo possibile. Scoprì così che le cantine nascondevano un edificio più antico, di un’epoca compresa tra il VI-VIII secolo. Mangini decise di adibire i piani superiori alla sua abitazione e quelli inferiori alle sue collezioni, per farne un’istituzione museale aperta al pubblico.

La raccolta di oggetti è articolata in ben 40 sezioni, che oltre agli arredi comprende vaste collezioni di armeria, bauletti, carte da gioco, tarocchi, bastoni da passeggio “con sorpresa” e oggetti d’uso comune di ogni genere raccolti in giro per l’Europa con instancabile curiosità.

Informazioni: www.museomanginibonomi.it

Fondazione Pini

Non si tratta di una casa museo vera e propria, ma lo storico palazzo di corso Garibaldi 2, riaperto recentemente dopo due anni di restauro, conserva l’atmosfera di raffinatezza e cultura di una dimora alto borghese del primo Novecento. La mostra permanente “Un lungo e meditato atto d’amore” racconta l’opera e la vita dell’artista Bongiovanni Radice attraverso dipinti, mobili e oggetti d’arte. Le raccolte (quadri, stampe, vasellame, candelabri, maioliche, statue, orologi, tappeti, mobili) collezionate secondo il gusto culturale ed estetico personale, costituiscono parte fondamentale dell’eredità intellettuale, spirituale ed economica di Adolfo Pini e dello zio pittore Renzo Bongiovanni Radice. Dalla scala padronale, a destra della corte, si sale al primo piano, oggi sede della Fondazione: un elegante appartamento che, con i suoi soffitti a cassettone, gli antichi pavimenti a parquet, i mobili antichi, i decori, gli oggetti d’arte, mantiene il carattere della casa di famiglia.

Informazioni: fondazionepini.it

Spazio Alda Merini

Anche se la vera abitazione della famosa poetessa (dove visse dal 1986 fino alla morte) si trova al numero 47 di Ripa Porta Ticinese, in questo piccolo spazio culturale in via Magolfa 32 è stata ricostruita la sua camera (visibile da una porta a vetri) e tutto quanto contenuto è originale e appartenuto alla Merini. Ci sono la sua macchina da scrivere, il letto con la bambola preferita, un mazzo di rose regalo di Valentina Cortese, gli abiti, i cappelli, le collane che spesso acquistava la domenica al mercatino dell’usato sui Navigli, il suo pianoforte e sul comodino mozziconi di sigarette. L’ingresso è gratuito e lo spazio, curato con passione da volontari, si autofinanzia con Visite in Versi della compagnia teatrale CETEC dentro/fuori San Vittore! o con offerte libere.

Informazioni: www.spazioaldamerini.com

Casa Testori

L’ultima tappa del tour delle case museo milanesi è a Novate (facilmente raggiungibile in 15 minuti dal centro di Milano con il Passante Ferroviario), nella residenza di famiglia dove nel 1923 nacque Giovanni Testori e dove poi morì nel 1993: una villa di inizio Novecento su due piani, con un bellissimo giardino interno. Ci si arriva dalla stazione con una breve e piacevole passeggiata che permette anche di ammirare un bel murale a tema.  Poliedrico scrittore, poeta, drammaturgo, regista, critico d’arte e pittore, Testori ha disegnato nei “Segreti di Milano” il più grande affresco della periferia milanese negli anni del boom economico ed è stato paragonato a Balzac per la capacità di raccontare i cambiamenti della società attraverso le vite di indimenticabili personaggi.

Casa Testori è anche sede dell’omonima associazione culturale.

Sede dell’associazione culturale che porta il suo nome, la casa museo è aperta a tutti dal lunedì al sabato, e offre la possibilità di avvicinarsi a questo grande italiano attraverso l’immensa biblioteca e i suoi quadri. Un luogo vivo, che è diventato negli ultimi anni un vero e proprio hub culturale, specializzato nella produzione e valorizzazione dell’arte contemporanea seguendo due linee d’intervento: vpromuovere artisti e creativi emergenti e allestire esposizione storiche, spesso partendo dall’opera di Giovanni Testori.

Informazioni: www.casatestori.it

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