Festa della Befana: un viaggio tra leggenda, ironia e calze giganti

Dal mito raccontato in Book Winter Lover alle feste in tutta Italia per celebrarla, fino a Urbania nelle Marche, borgo dalle atmosfere uniche
Una scopa, una calza e una seconda possibilità. La Befana, prima di diventare la vecchina dei doni più famosa d’Italia, era tutt’altro che rassicurante. A raccontarlo è una leggenda antica che ho inserito in Book Winter Lover (Giraldi Editore): Befana era una giovane donna, bella e corteggiata, ma intrattabile. Maniaco-compulsiva delle pulizie, scopa sempre in pugno, carattere acido e zero voglia di condividere. Le calze le faceva solo per sé, gli altri meglio a distanza di sicurezza. Gli anni passarono, la solitudine fece il resto. Finché un giorno bussarono alla sua porta i Re Magi. Le chiesero di unirsi al viaggio verso Betlemme. Lei disse no. Però lasciò una calza con scritto «per Gesù». Quel gesto minimo, quasi per educazione, cambiò tutto: iniziò a donare, a sorridere, a guardare il mondo con occhi nuovi. La leggenda dice che il nato a Betlemme le affidò una missione: portare regali ai bambini buoni e carbone a chi aveva ancora qualcosa da imparare. Una storia che profuma di riscatto, e che spiega perché la Befana non sia mai solo una vecchina, ma una donna che ha deciso di cambiare strada, anche tardi.

L’Epifania, feste in Italia
L’Epifania si avvicina e ogni città e paese la celebra a modo suo. Venezia con la tipica Regata delle Befane in gondola sul Canal Grande (www.comune.venezia.it/it/content/45-regata-delle-befane), giunta alla 45° edizione, con ben cinque concorrenti. A Pistoia la tradizione si fa più avventurosa: la Befana raggiunge grandi e piccini dal campanile del Duomo. Spostandosi al sud, Montescaglioso, in provincia di Matera, si prepara la Notte dei Cucibocca con la sfilata di misteriose figure incappucciate. In molti borghi, poi, resta viva la tradizione di bruciare fantocci sui falò.
A Urbania, la Befana nelle Marche
Ma è a Urbania che tutto il paese si mobilita per accogliere la 29ª Festa Nazionale della Befana. Dal 4 al 6 gennaio la cittadina marchigiana torna a vestirsi di calze, scope e meraviglia. Tre giorni che trasformano il centro storico in un grande teatro a cielo aperto (organizzata dalla Pro Loco Casteldurante-Urbania con il contributo del Comune di Urbania e della Regione Marche – Let’s Marche). Numeri da capogiro: oltre 100 appuntamenti, 10 location, tre quintali di caramelle distribuite con generosità molto befanesca. Un’occasione per qualche giorno da trascorrere con un’amica e divertirsi.

Una calza gigante
Il filo conduttore è una calza gigante che guida nei luoghi simbolo della festa, dall’Ufficio Postale alla sua residenza ufficiale, la Casa della Befana. Qui, in un antico palazzo vicino al Municipio, la Befana lavora senza sosta alle letterine che arrivano da ogni parte del mondo, con una cantina talmente piena di dolci da mettere in crisi qualsiasi dieta invernale. E vale la pena scrivere la nostra…
Il momento più atteso resta il suo volo dalla Torre campanaria. A rendere tutto ancora più teatrale il video mapping architetturale firmato Alcmena, con doppia proiezione pomeridiana. E poi la sfilata della calza da record, oltre 70 metri di allegria, accompagnata dal ritmo travolgente della Musica Arabita lungo Corso Vittorio Emanuele II.
Vesti Befana
Se non volete limitarvi a guardare, c’è il Vesti Befana: si noleggia l’abito ufficiale e si entra, letteralmente, nella Grande Famiglia della Befana. Un modo divertente per vivere la festa da protagoniste, senza bisogno di incantesimi.
La novità più evidente? La festa abbraccia tutto il centro storico. Piazza del Mercato diventa il regno del RistoBefana e dello street food, Piazza Duomo si trasforma nella Piazza dei Dolci con spettacoli, il cortile di Palazzo Ducale ospita i banchetti di artigianato. Via Garibaldi celebra i prodotti tipici, mentre le altre strade si animano di spettacoli itineranti.
A Piazza Cavour prende vita il Villaggio Fiabesco con laboratori creativi, come la decorazione dei biscotti della Befana.
Informazioni
Urbania, insomma, non celebra una maschera, ma un’idea potente: si può cambiare, si può diventare migliori, si può donare anche dopo una vita passata a tenere tutto per sé. Con una scopa in mano e una calza piena di ironia.
Ingresso a pagamento. Programma completo e aggiornamenti su befana.com.

Basta sentirmi parlare per intuire il mio attaccamento alla Basilicata. Nonostante viva a Bologna da tanti anni e ami questa città, ho mantenuto una visione Sudcentrica della vita. Giornalista professionista, tutor al master in giornalismo, scrittrice e soprattutto “ragazza” piena di energia. Ho una valigia sempre pronta, anche se a ogni viaggio dimentico qualcosa. Vivrei in estate tutto l’anno e sogno una casa vista mare. Scrivo libri di curiosità (Book Sun Lover) e romanzi (“Un giorno sì un altro no”, “Come un fiore sul quaderno”). Leggo tanto, sorrido ancora di più.

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