Steve McCurry in Umbria: la mostra a Montefalco e un fine settimana tra borghi e fotografie

A Montefalco l’esposizione dedicata all’Umbria vista da Steve McCurry: un’occasione perfetta per un weekend tra arte, ritratti e borghi come Bevagna
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A volte serve solo una buona scusa per partire con un’amica, per un fine settimana di quelli che mescolano cultura e passeggiate, silenzi e risate, con la sensazione di fare qualcosa che nutre davvero. E una mostra è una scusa più che buona, specie se è quella di uno dei fotografi più amati al mondo, maestro del ritratto e narratore profondo dell’animo umano: Steve McCurry. A Montefalco, in Umbria, al Complesso museale di San Francesco è visitabile l’esposizione “Steve McCurry – Umbria”, a cura di Biba Giacchetti (fino al 3 maggio).

Un grande fotografo
Steve McCurry è uno di quei fotografi che ti restano addosso. Celebre per i ritratti, soprattutto femminili, ha saputo raccontare la forza, la fragilità e la dignità delle donne come pochi altri. Basta un volto per evocare una storia intera: la memoria corre subito a quello sguardo che ha attraversato il mondo, la Donna afgana, diventata simbolo universale di umanità e resistenza. Anche qui, tra le immagini umbre, torna quella capacità rara di entrare in relazione con le persone, di avvicinarsi senza invadere, di restituire emozioni vere, intensità e verità.


La mostra
La mostra – in totale sessanta fotografie – è un viaggio fatto di luoghi e incontri: borghi raccolti, città note e angoli meno battuti, feste popolari, paesaggi che sembrano respirare. In primis la stessa Montefalco, poi Assisi, Gubbio, Spoleto, Trevi, Perugia, Bevagna: tappe che non restano sulle pareti, ma invitano a uscire, a seguire le tracce lasciate dalle immagini. Non una raccolta ordinata, ma un racconto libero, caldo, personale, che alterna fotografie celebri e scatti inediti esposti per la prima volta. Info: www.museomontefalco.it

Alla scoperta dei borghi
E quando si esce dal museo, l’Umbria continua. Basta allungare di poco il passo per arrivare a Bevagna (www.comune.bevagna.pg.it), dove il tempo sembra essersi accordato su un altro ritmo. Antica capitale degli Umbri, il borgo offre un’esperienza che va oltre la visita: nelle botteghe medievali si riscoprono i mestieri di una volta. La cereria, con le candele in pura cera d’api e il duplero dalla doppia fiamma; il setificio, dove i telai antichi tornano a raccontare il gesto lento della tessitura; la cartiera, che produce la carta bambagina a partire dagli stracci.

Piccole scoperte che fanno venir voglia di fermarsi, osservare, fare domande. Piazza Filippo Silvestri, dedicata all’entomologo di fama mondiale, sorprende per la sua armonia irregolare. Qui si affacciano edifici civili e religiosi come il Palazzo dei Consoli, con il prospetto in travertino e arenaria scandito da bifore gotiche. In cima a uno scalone seicentesco si apre il Teatro Francesco Torti, inaugurato nel 1886 e decorato da Domenico Bruschi e Mariano Piervittori: un luogo che non ti aspetti, e proprio per questo resta impresso. Camminando tra i vicoli di Bevagna, la trama si fa tortuosa, quasi teatrale. Non a caso queste strade sono state spesso scelte come set cinematografici, dalle scene de “I Medici” fino a “Il Nome della Rosa”. Ogni angolo sembra già pronto per una storia.

- Crediti fotografici foto mostra sono di © Pier Paolo Metelli


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