Cesenatico, storie d’acqua e di vento tra sogni, sapori e vele colorate

Una passeggiata lenta lungo il Porto Canale Leonardesco, tra barche storiche, case poetiche, musei da scoprire, una pineta che profuma di quiete e un B&B fuori dal tempo che sa di arte e cinema. Ecco una breve guida di Cesenatico dove vi consigliamo cosa vedere assolutamente

C’è un momento, al mattino presto, in cui Cesenatico si sveglia ma non del tutto. Il Porto Canale Leonardesco, ancora sfiorato da una luce lattiginosa, brulica di una quieta frenesia: donne in bici con il pane fresco nel cestino, baristi che accendono le macchine del caffè con la precisione di un rito, giovani che sistemano le sedie nei dehors. I profumi si mescolano a quello dei cornetti appena sfornati, e le prime tazzine tintinnano sui tavolini affacciati sull’acqua. È l’ora in cui tutto comincia, ma nulla ha fretta. Qui si vive con il passo leggero della brezza e il cuore rivolto all’Adriatico.

Se state cercando una breve guida di Cesenatico ecco i nostri consigli su cosa vedere, dove mangiare e dormire.

Il boom nel Novecento

Una cittadina che si lascia amare con lentezza. Ha conosciuto il suo boom nel Novecento, tra le prime case liberty sul mare e la bella vita che negli anni ’60 esplose con ottimismo, cabine colorate e mosconi tirati a lucido. Ma non ha mai ceduto alla tentazione dell’effimero: ha conservato le sue radici, la sua autenticità. Tanto è cambiato da quando aprì il primo stabilimento balneare nel 1878, ma lo spirito è rimasto intatto.

Il Porto Canale Leonardesco

Il cuore, il centro, l’anima, è lui: il Porto Canale Leonardesco. La nascita è fissata nel 1303 e il nome è legato a Leonardo Da Vinci, che, chiamato da Cesare Borgia, il 6 settembre 1502 giunse in città per alcuni studi e ne realizzò due disegni, oggi conservati a Parigi. Alcuni ritengono che su incarico di Cesare Borgia (figlio di papa Alessandro VI), fu chiamato a disegnare il progetto insuperabile da qualsiasi archistar moderno. L’obiettivo era suggerire interventi migliorativi all’approdo preesistente. Cercò di risolvere l’annoso problema dell’insabbiamento dell’imboccatura. Modificò l’orientamento e la lunghezza delle singole palizzate e ampliò i bacini collegati, affinché l’acqua del mare potesse entrare e accumularsi, bloccata da paratie mobili, per poi defluire con rapidità durante le basse maree e col deflusso tener libero l’ingresso. Oggi ci si passeggia accanto con la stessa meraviglia con cui si sfoglia un libro antico. Altri invece ritengono che il fatto di aver attirato l’attenzione di Leonardo ne segnò definitivamente l’importanza e il nome. Da questo porto, il 2 agosto 1849, Garibaldi e sua moglie Anita si imbarcarono per sfuggire alle truppe francesi.

Le vele tradizionali delle barche sul Porto Canale di Cesenatico (foto Isa Grassano)

Un dipinto

Tutto intorno, oggi come allora, somiglia a un dipinto dalle tonalità pastello: tra i pescherecci spiccano ancora le prue decorate e le vele colorate delle imbarcazioni storiche dell’Adriatico, utilizzate tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento per la pesca d’altura. E ci si lascia cullare dalla pigra oscillazione delle barche e dal silenzio ovattato delle strade senza motori. Il tratto più interno del porto-canale ospita il Museo della Marineria, un moderno edificio con il fascino di un antico arsenale, dove potrete fare un’immersione nella vita di mare.

Misuratevi con le installazioni didattiche per cimentarvi con manovre, nodi e paranchi e ammirate filmati d’epoca e animazioni che restituiscono intatta la suggestione di un tempo. Ma c’è anche – l’unico caso in Europa – la sezione galleggiante proprio nello specchio d’acqua del Porto Canale Leonardesco. Ospita dieci imbarcazioni tradizionali adriatiche dai nomi caratteristici e inconsueti, come trabaccolo, bragozzo, topo, paranza, battana. Sulla prua mostrano gli ornamenti decorativi, come gli “occhi di prua”, un tempo utilizzati a scopo di porta fortuna; le loro vele coloratissime portano i simboli delle famiglie dei pescatori e le zoje (“gioie”), elementi decorati con tralci floreali. Si può entrare dentro il grande trabaccolo da trasporto “Giovanni Pascoli”, per visitare l’ampia stiva di carico e le cabine, perfetto per scattare foto da “Capitana di ventura” (con rossetto waterproof).

Il Porto Canale di Cesenatico (foto Isa Grassano)

E mentre si cammina lungo la banchina, tra una barca e l’altra, si ha la sensazione che quelle vele non siano lì per essere guardate… ma per raccontare storie. Storie di donne e uomini di mare, di fatica e bellezza, di ritorni e partenze. Si cammina piano, perché tutto invita a rallentare. A osservare. A lasciarsi cullare.

Cosa vedere

L’Antiquarium, adiacente al Museo della Marineria, racconta la vita quotidiana del territorio in epoca romana: la viabilità, la casa e gli oggetti domestici, il lavoro nelle fornaci. Sono esposti oggetti archeologici ritrovati nell’entroterra di Cesenatico, comprese le due pregevoli statue frammentarie di Dedalo e Icaro, il tutto corredato da un ampio apparato illustrativo. Una sala è dedicata alle due fortificazioni ora distrutte – la Rocca e la Torre Pretoria – che per secoli dominarono il paesaggio di Cesenatico.

Poco oltre, si apre l’elegante Casa di Marino Moretti, affacciata sul canale, dove il poeta crepuscolare nacque e visse con un cane, un gatto e una tartaruga centenaria (scomparsa dopo di lui) di nome Cunegonda. La sua biblioteca è ancora lì, silenziosa e piena di voci. Info: casamoretti.it

Da entrambi i lati ci sono locali, strutture ricettive e ristoranti per degustare la cucina locale, con verande che si affacciavano sulla darsena, ma anche negozietti per lo shopping.

A pochi passi, sull’altro lato del porto, si apre Piazza delle Conserve, così chiamata per la presenza delle antiche Conserve, o ghiacciaie, che, riempite con ghiaccio o neve compressa, avevano la funzione di conservare gli alimenti e il pesce. Un luogo raccolto ed intimo, scenario per eventi o proiezioni di film in estate.

La piazzetta delle Conserve di Cesenatico (foto Isa Grassano)

Fuori dal centro

Tornate sul lato sinistro, passeggiate lungo la Darsena dei Pescatori, osservandoli nelle loro rituali manovre, costeggiate il porto turistico e regalatevi un selfie ricordo con il mare accanto alla poetica Statua delle Spose dei Marinai (Piazza Spose dei Marinai), opera in bronzo di Quinto Pagliarani che evoca le trepidanti attese delle mogli degli uomini di mare.

La Statua delle Spose dei Marinai a Cesenatico (foto Isa Grassano)

Fuori dal centro, accanto alla stazione ferroviaria, apre le sue porte lo spazio Pantani, un museo multimediale dove si ripercorrono le imprese epiche di Marco Pantani, il “Pirata” che qui è nato, attraverso l’esposizione di foto, cimeli e audiovisivi. Da vedere anche solo per ricordare che la determinazione può portarci davvero lontano.

E per chi cerca relax versione natura? C’è Zadina, sette chilometri di spiaggia sabbiosa con una pineta secolare che arriva fino al mare. Telo, libro, chiacchiere e zero rumore: il paradiso.

L’evento di Pasqua

Nel weekend di Pasqua (19-21 aprile), poi, torna uno degli eventi più belli della stagione. Le Vele di Pasqua (49a edizione) vedrannogareggiare circa 30 catamarani, divisi per classi e provenienti dall’Italia e da altri paesi del mondo, sia in equipaggio singolo che doppio, nei due campi di regata (a Levante e a Ponente). Per osservare le gare, basterà recarsi sul lungomare ponente: le imbarcazioni delle varie regate gareggeranno a circa mezzo miglio dalla costa, in uno spettacolo multicolore.

Dove dormire

E per dormire? C’è un luogo che non si dimentica. Un luogo con l’anima: il B&B Dodici, proprio come il civico che lo ospita, affacciato sul porto-canale. Ogni stanza, ogni parete, ogni dettaglio racconta un viaggio, un ricordo, un sogno.

Abito scultura all’ingresso del B&B Casa Dodici sul Porto Canale di Cesenatico (foto Isa Grassano)

Maurizio e Rossella, i padroni di casa, sono viaggiatori appassionati e amanti dell’arte e del cinema.
Nel tempo hanno raccolto pezzi unici da tutto il mondo e li hanno trasformati in un luogo che ha l’anima di un atelier bohémien, la bellezza di una galleria d’arte e il calore di una casa vissuta.

Ci sono sculture, lampadari in perle, sedie che sembrano opere d’arte che custodiscono il ricordo di un altrove. Colpisce all’ingresso un abito-armatura sospeso nel vuoto, simbolo potente di forza e femminilità che sembra uscito da una fiaba postmoderna.

La vista dalla sala colazione del B&B Casa Dodici di Cesenatico (foto Isa Grassano)

E le camere? Tutte dedicate alle dive intramontabili: Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Grace Kelly, Sofia Loren, Greta Garbo. Sognare Hollywood, sì… ma con vista canale. E non mancano i libri in ogni angolo. La colazione si fa tutti insieme, intorno a un grande tavolo sociale: perché a volte le migliori chiacchiere nascono con il profumo del caffè.

Dettagli di viaggio in una delle camere nel B&B Casa Dodici di Cesenatico (foto Isa Grassano)

Dove mangiare

Da appuntare per una cena raffinata, il ristorante Dodici, il luogo dove il racconto diventa sapore, materia viva, esperienza. Gestito con passione da Rosario e Alessandra, si trova proprio sotto le stanze d’autore del B&B, ma è una storia a sé, capace di stupire già al primo passo dentro la sala.

Il ristorante Dodici sul Porto Canale di Cesenatico (foto Isa Grassano)

Alle pareti un universo visivo in cui si intrecciano locandine di film, fotografie, quadri, cornici importanti, citazioni d’autore, vecchie prime pagine di quotidiani, come quella del luglio 1969 con il primo passo dell’uomo sulla luna. Non mancano omaggi al cinema italiano con locandine, insieme a quadri dalle accese tonalità, da far sembrare l’ambiente, una piccola galleria urbana.
Anche qui, nulla è casuale: ogni angolo ha un’anima. In cucina, lo chef Rosario porta avanti una proposta legata alla tradizione dell’Adriatico, con piatti di pesce fresco, ingredienti del territorio e un tocco personale che a volte strizza l’occhio alle sue radici siciliane.

Il Cannolo 2.0 al ristorante Dodici di Cesenatico. Una vera bontà (foto Isa Grassano)

La presentazione dei piatti è curatissima, quasi pittorica, ma senza mai perdere autenticità: qui si viene per mangiare bene, ma anche per sorprendersi, scoprire accostamenti, lasciarsi coccolare da una cucina che ha il cuore dentro e il mare fuori.

La golosità

E poi arriva il dolce, servito con un menù Pantone, un menù pantone, ovvero un ventaglio di colori, emozioni e golosità. Mascarpone, cannolo 2 punto zero, bavarese al cioccolato (e manco a dirlo, si chiama “godo”) ma soprattutto una frase che non lascia scampo:
«Te lo sei meritato».
Perché, non c’è dieta che tenga davanti a certe bontà.
E a certi giorni in cui l’unica risposta sensata è: “sì, me lo merito eccome”. E se serve un’ulteriore scusa, basta questa: «anche i sogni hanno bisogno di zucchero».

Il menù pantone dei dolci al ristorante Dodici di Cesenatico (foto Isa Grassano)

INFORMAZIONI

Ufficio promozione turistica: visitcesenatico.it

Emilia Romagna Turismo: emiliaromagnaturismo.it

Casa Dodici: www.casadodici.com

12 Ristorante: www.12ristorante.com

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