Dresda sorprende sempre

Dai putti di Raffaello alla grande mostra sul Correggio, dai battelli storici sull’Elba alle invenzioni che usiamo ogni giorno: viaggio nel capoluogo della Sassonia
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«Ma davvero è nato tutto qui?». È la domanda che ricorre più volte passeggiando per Dresda. Succede davanti a una vetrina, entrando in un museo, durante una pausa caffè o semplicemente ascoltando una guida raccontare un aneddoto. Ogni volta affiora una storia che non ti aspetti. Perché Dresda – capoluogo della Sassonia, è la città più sud-orientale tra i sedici Länder tedeschi – è una città di cupole barocche, grandi collezioni d’arte, terrazze affacciate sull’Elba, giardini e palazzi eleganti. Ma è anche una città che da oltre due secoli coltiva un talento speciale: trasformare intuizioni semplici in idee destinate a lasciare il segno. Il bello è che molte di quelle idee fanno parte anche della nostra quotidianità.

Le invenzioni
Pensate al primo gesto della mattina. Aprire gli occhi, mettere l’acqua sul fuoco, aspettare che il profumo del caffè riempia la cucina. A Dresda quel rito assume un significato diverso. Nel 1908 la casalinga Amalie Auguste Melitta Bentz, nata in una famiglia di imprenditori – il padre editore e libraio, i nonni proprietari di un birrificio – stanca del caffè che lasciava residui e sulle labbra un gusto amaro, prese un piccolo recipiente di ottone, lo forò e vi appoggiò un foglio di carta assorbente preso dal quaderno del figlio maggiore. Da quella soluzione tanto semplice quanto geniale nacque il filtro da caffè che brevettò nello stesso anno. Melitta avviò la sua azienda, denominata “M. Bentz”, in una stanza della sua casa, con un capitale iniziale di 72 pfennig. I primi dipendenti furono proprio suo marito e i suoi figli.
Piccole rivoluzioni
La stessa sensazione di sorpresa continua poco dopo. Se amate concedervi una tazza di tè nel pomeriggio, sappiate che anche la bustina ha mosso qui i primi passi grazie all’azienda Teekanne. E se accanto al tè compare un quadratino di cioccolato, ecco un’altra scoperta: Dresda lega il proprio nome anche ai primi esperimenti che portarono alla produzione della cioccolata al latte.
Le curiosità non finiscono in cucina. Nel 1895 Christine Hardt depositò proprio a Dresda il brevetto di un “corpetto che mantiene la forma del seno”, considerato uno dei primi antenati del reggiseno moderno. Oggi lo indossiamo senza pensarci, ma allora rappresentava un modo nuovo di cercare comfort e libertà di movimento, alleggerendo la rigidità dei corsetti. Nella stessa città videro la luce anche il celebre collutorio Odol, il tubetto di dentifricio prodotto meccanicamente e una delle prime macchine fotografiche reflex. Ancora una volta piccole rivoluzioni che fanno parte della vita di tutti i giorni.

Tutta la città è una scoperta
Tutta la città invita alla scoperta. Entrare nella Gemäldegalerie Alte Meister significa ritrovarsi davanti a due volti che conosciamo da sempre. Sono i putti della Madonna Sistina di Raffaello. Li abbiamo incontrati su tazze, cartoline, quaderni, foulard, gioielli e calamite. Solo davanti all’originale ci si rende conto che quei due angioletti, diventati vere icone della cultura pop, fanno parte di uno dei dipinti più straordinari del Rinascimento. La tradizione racconta che, quando il quadro arrivò a Dresda nel 1754, il principe elettore Augusto III fece spostare il proprio trono pronunciando una frase rimasta nella storia: «Fate spazio al grande Raffaello».
La mostra sul Correggio
La passione della città per l’arte continua ancora oggi. Dal 22 agosto fino al 3 gennaio 2027, la Gemäldegalerie Alte Meister ospiterà la prima grande retrospettiva dedicata al Correggio mai organizzata fuori dall’Italia. Un evento che ha il sapore dell’eccezionalità: delle circa sessanta opere attribuite al maestro emiliano, quasi un terzo sarà riunito grazie a prestiti provenienti dai più importanti musei e collezioni internazionali. Al centro dell’esposizione tornerà a splendere la Madonna di San Sebastiano, restaurata per l’occasione, mentre le celebri Natività dialogheranno idealmente con l’atmosfera natalizia di Dresda. Sarà una rara occasione per lasciarsi conquistare da quella luce soffusa, dai volti intensamente umani e dalla straordinaria modernità di un artista che seppe anticipare il Barocco. E sapere che, nella stessa giornata, si possono ammirare il Correggio e la Madonna Sistina rende la visita ancora più speciale.

Lungo l’Elba
Fuori dai musei il ritmo cambia ancora. L’Elba accompagna passeggiate, segue piste ciclabili, prati dove gli abitanti si ritrovano per leggere o fare picnic e vigneti che arrivano quasi fino alle rive. A solcare i fiumi ci sono gli storici battelli a vapore. Quest’anno, la compagnia di navigazione sassone festeggia ben 190 anni di attività, un primato mondiale che ne fa la più antica e la più grande flotta di battelli a vapore ancora in servizio. Salire a bordo significa attraversare Dresda con lo stesso ritmo dei viaggiatori dell’Ottocento, osservando castelli, ville, vigneti e borghi affacciati sull’Elba. Il 3 ottobre tutti i battelli storici solcheranno insieme il fiume in una spettacolare parata celebrativa, mentre il 5 settembre, durante Elbzauber, musica, luci e vapore trasformeranno il paesaggio in un grande teatro all’aperto.
Il castello di Moritzburg
Basta allontanarsi di pochi chilometri per raggiungere poi il castello di Moritzburg, circondato dall’acqua come in una fiaba, dove dal 7 al 23 agosto si svolge il Moritzburg Festival, uno dei più importanti festival di musica da camera d’Europa, diretto artisticamente dal violoncellista Jan Vogler. Concerti di musica da camera, spesso con repertorio classico e contemporaneo, si alternano alla “Moritzburg Festival Academy”, programma formativo dedicato a giovani musicisti.

Da non perdere anche Panorama Asisi con il nuovo panorama a 360 gradi “Great Barrier Reef”. All’interno dell’ex gasometro cittadino, l’artista Yadegar Asisi accompagna i visitatori in un’immersione spettacolare tra coralli, pesci tropicali e fondali della Grande Barriera Corallina. Un’esperienza immersiva che unisce arte, scienza e sensibilizzazione ambientale.
La latteria del passato
Prima di lasciare la città c’è un ultimo luogo che racconta bene il suo carattere. Si chiama Pfund ed è considerata la latteria più bella del mondo. Da fuori sembra un negozio d’altri tempi. Basta varcare la soglia perché tutto cambi: pareti, soffitto e pavimento sono rivestiti di piastrelle in maiolica dipinte a mano, mentre gli antichi banconi raccontano una storia lunga oltre un secolo. Più che entrare in un negozio, sembra di aprire uno scrigno di porcellana.
I 450 anni dalla nascita di Rubens
Infine, ci si prepara al nuovo anno che promette già nuove emozioni e offre un’altra buona ragione per tornare. Dresda celebrerà i 450 anni dalla nascita di Rubens con una grande esposizione alla Gemäldegalerie Alte Meister (25 giugno 2027 – 9 gennaio 2028) che riunirà circa cento opere del maestro fiammingo, tra cui Ercole ubriaco, La vecchia con il cesto di carbone e La caccia al cinghiale. Del resto, Dresda ospita la più grande collezione di dipinti di Rubens in Germania, con oltre 20 opere, collocando il museo tra le più importanti raccolte al mondo, accanto al Museo del Prado di Madrid, al Louvre, al Kunsthistorisches Museum di Vienna e ai Musei Reali di Belle Arti del Belgio a Bruxelles.

L’omaggio a Ludwig van Beethoven
Nello stesso periodo renderà omaggio anche a Ludwig van Beethoven, nel bicentenario della morte, con concerti della Staatskapelle Dresden diretta da Daniele Gatti e un ricco programma musicale diffuso in tutta la città. La città è legata alle radici letterarie della sua Nona Sinfonia: dopo di aver compiuto il suo dramma “Don Carlo” (base per l’opera di Verdi), Friedrich Schiller vi compose l’Inno alla Gioia, una poesia che Beethoven utilizzò in seguito nel finale corale, divenuto simbolo dell’unità europea.

Info: www.sassoniaturismo.it
*Foto cover Dampferparade der Sächsischen Dampfschiffahrt ©Sylvio Dittrich, foto da ufficio stampa

Basta sentirmi parlare per intuire il mio attaccamento alla Basilicata. Nonostante viva a Bologna da tanti anni e ami questa città, ho mantenuto una visione Sudcentrica della vita. Giornalista professionista, tutor al master in giornalismo, scrittrice e soprattutto “ragazza” piena di energia. Ho una valigia sempre pronta, anche se a ogni viaggio dimentico qualcosa. Vivrei in estate tutto l’anno e sogno una casa vista mare. Scrivo libri di curiosità (Book Sun Lover) e romanzi (“Un giorno sì un altro no”, “Come un fiore sul quaderno”). Leggo tanto, sorrido ancora di più.

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