Dimore aperte e storie: una domenica per entrare nei luoghi che di solito si guardano solo da fuori

Il 24 maggio torna la Giornata Nazionale delle Dimore Storiche: castelli, palazzi, giardini e residenze private spalancano cancelli e racconti. Da nord a sud, qualche indirizzo da segnare subito

Il souvenir non è una calamita. Ma una storia. Quelle racchiuse dentro castelli, ville, residenze private, corti e giardini che per un giorno soltanto smettono di restare dietro cancelli chiusi e si lasciano scoprire. Saloni che hanno visto feste e partenze, biblioteche, antiche scuderie, stanze dove il tempo sembra essersi fermato e parchi che custodiscono memorie familiari. Domenica 24 maggio torna la Giornata Nazionale delle Dimore Storiche, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.), arrivata alla sua XVI edizione: un’occasione per entrare in luoghi spesso poco conosciuti e lontani dai percorsi più battuti e normalmente non visitabili. Un modo per trasformare una semplice gita in una piccola avventura nel tempo.

Casa-museo Spontini – Maiolati Spontini (FM); foto da Ufficio Stampa Associazione Dimore Storiche

Il tema della XVI edizione

Il tema scelto quest’anno è potente e contemporaneo: «Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso». Un modo per ricordare che questi luoghi non sono solo memoria da conservare, ma pezzi di presente che continuano a generare cultura, lavoro, relazioni e bellezza.

La regione con il maggior numero di aperture sarà la Toscana con 84 dimore visitabili. Seguono Puglia, Abruzzo e Lazio con 43 ciascuna, poi Piemonte e Valle d’Aosta, Veneto, Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Basilicata. Una geografia che, almeno per una domenica, invita a scegliere una deviazione invece dell’autostrada.

Alcuni indirizzi da non perdere

Tra gli indirizzi che fanno venire voglia di partire subito, uno dei più sorprendenti è il Castello di Thiene, in Veneto.

Non aspettatevi il castello da fiaba con torri e ponte levatoio. Qui il fascino nasce dall’incontro tra mondi diversi: edificio gotico del Quattrocento, residenza civile e insieme luogo di commercio, esempio di villa pre-palladiana che mescola il carattere del castello con quello del palazzo veneziano. Dentro, sale ancora arredate, ritratti di epoche differenti, affreschi firmati dagli allievi di Paolo Veronese e persino stanze dove resistono abiti e oggetti della vita quotidiana. Fuori, 12 mila metri quadrati di verde tra magnolie secolari, ghiacciaia, cedraia e una grotta rinascimentale.

Castello di Thiene – Thiene (VI) ph Ufficio Stampa Associazione Dimore Storiche

Per chi ama il Rinascimento

Se amate il Rinascimento, in Lombardia vale una sosta Palazzo Guicciardi, a Ponte in Valtellina.
Edificato nel 1548 e arrivato quasi intatto fino a oggi, racconta oltre dodici secoli di presenza familiare nella valle. Non il classico palazzo-museo immobile, ma una casa che continua a parlare attraverso dettagli, prospettive e geometrie.

Palazzo Guicciardi – Ponte in Valtellina (SO); foto da Ufficio Stampa Associazione Dimore Storiche

A zonzo nelle Marche

Nelle Marche, invece, il viaggio prende un tono quasi teatrale al Borgo Storico Seghetti Panichi, a Castel di Lama.

Qui il protagonista non è solo il palazzo, ma il dialogo continuo con il paesaggio. Colline, vista che corre fino al Gran Sasso e al mare Adriatico, una torre campanaria collegata da un passaggio sotterraneo, una grotta con archi quattrocenteschi e un parco storico che sembra pensato per rallentare il tempo. A pochi chilometri, una deviazione ad Ascoli Piceno o alla fortezza di Offida completa la giornata.

Aperture (per me) speciali

Tra le aperture che per me hanno anche il sapore delle radici, una tappa speciale è Palazzo Arcieri Bitonti a San Mauro Forte, in provincia di Matera, il mio paese d’origine.
Da queste parti passò nell’Ottocento Cesare Malpica, avvocato napoletano e viaggiatore del Grand Tour, in un tempo in cui la Basilicata restava spesso fuori dagli itinerari di chi dal Regno di Napoli puntava verso la Sicilia. Del borgo scrisse parole che ancora oggi restituiscono un’immagine potente: «Cinto di mura annunzia la sua importanza di un tempo; alzantesi in mezzo a deliziosi campi mostra la sua ricchezza agricola, decorato di bei palazzi, ornato d’una piazza ha proprio la sembianza d’una piccola Città».

Palazzo Bitonti a San Mauro Forte (MT); foto Isa Grassano

Oggi quella stessa dimora continua a raccontare storie attraverso sale espositive multimediali ricavate negli ambienti un tempo destinati alle carrozze e alla vita quotidiana. Ma il consiglio è uscire anche fuori dal palazzo e perdersi tra le stradine in salita del centro storico. Per chi, come me, qui è cresciuta, ogni angolo conserva ancora il rumore dei giochi di bambina e una geografia del cuore che il tempo non ha cancellato.

Altre perle da tenere d’occhio

Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis – L’Aquila (AQ) foto da Ufficio Stampa Associazione Dimore Storiche

Tra le altre perle da tenere d’occhio spunta anche Palazzo Cocozza di Montanara, in provincia di Caserta. Nel 1969, Pier Paolo Pasolini utilizzò il palazzo per girarvi la novella di “Riccardo e Caterina” del suo Decameron. Ancora Casa-museo Spontini – Maiolati Spontini (FM) e l’Oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis a L’Aquila. Ogni dimora custodisce una collezione invisibile: attese, feste, lettere, tavole apparecchiate, partenze, ritorni. Il consiglio è solo uno: entrare con curiosità e senza fretta.

*In cover Borgo storico Seghetti Panichi – Castel di Lama (AP); foto da Ufficio Stampa Associazione Dimore Storiche

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