Tre mostre da vedere adesso (e segnare per il 2026)

Padova, Siracusa e Parma: tre viaggi culturali al femminile tra feste, weekend lunghi e mesi a venire, quando l’arte diventa la scusa migliore per partire

Le feste allungano il tempo libero e accorciano le distanze. Perfetto per infilare un museo in valigia, trasformare una città in una tappa culturale, dare un senso diverso a un weekend. Padova, Siracusa e Parma diventano così tre destinazioni da attraversare seguendo l’arte: storie di donne e streghe, luce mediterranea, avanguardie che hanno cambiato il modo di guardare il mondo.

Queste tre mostre funzionano come bussole. Si visitano durante le festività, quando il ritmo rallenta, ma restano valide anche dopo, nei mesi che verranno, quando la voglia di partire torna a farsi strada tra un’agenda e l’altra. Percorsi diversi, atmosfere lontane, un unico filo conduttore: l’arte come esperienza da vivere, non da consumare in fretta.

A Padova, Stregherie. Iconografia, riti e simboli delle eretiche del sapere

Se da bambine vi hanno detto almeno una volta «se fai così sembri una strega», questa mostra fa per voi. E anche se non ve l’hanno mai detto. A Padova, nella Cattedrale ex Macello, fino al 1° febbraio 2026, va in scena un viaggio affascinante e immersivo che attraversa nove sezioni, pensate come portali da varcare uno dopo l’altro. Si parte dalle origini antiche del mito, tra culti precristiani e simboli del femminile primordiale, per arrivare al corpo come spazio di sapere, desiderio e disobbedienza.

Non mancano i saperi popolari (erboristeria, medicina naturale, pratiche magiche), fino alla costruzione dell’immagine della strega “demoniaca” attraverso miniature medievali e propaganda inquisitoria. Tra le storie più curiose, quella di Marietta Robusti, detta Tintoretta. Si racconta che, tentata da una strega, rubò ostie consacrate da nascondere in giardino: subito gli animali si inginocchiarono come incantati. Avvertito, il padre Tintoretto affrontò la donna, che fuggì trasformandosi in gatto. Per proteggere la famiglia fece murare il passaggio con l’altorilievo di Ercole con la clava, ancora oggi visibile a Venezia.

Uno dei momenti più coinvolgenti è la ricostruzione di un processo per stregoneria del 1539: le visitatrici siedono al banco degli imputati e ascoltano accuse e confessioni, in un’esperienza diretta e teatrale. Il finale è affidato a una sala con specchi, luci e il Libro delle Ombre, strumento fondamentale di ogni vera strega. Armate di penna e calamaio, si è invitate a condividere pensieri e incantesimi personali.

Completano il percorso le visionarie stampe ottocentesche della collezione Invernizzi dedicate alle figure delle fortune-teller, rari mazzi di sibille e tarocchi provenienti dalla collezione privata del curatore e affascinanti oggetti originali carichi di simbolismo arcano, concessi dal Museo della Stregoneria di Torino.

Info: www.stregherie.it

A Siracusa, Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu miu

“Visioni d’arte in Sicilia tra Ottocento e Novecento. Sciatuzzu miu”, visitabile al Castello Maniace di Siracusa – capolavoro dell’architettura militare sveva affacciato sul Mar Ionio – fino al 12 aprile 2026 (curata da Mery Scalisi e organizzata da Mediterranea Arte), è un omaggio alla Sicilia, alla sua luce, alla sua memoria e alla sua forza creativa senza tempo: un percorso che invita a immergersi nell’anima dell’isola, dove arte e vita respirano all’unisono.

Salvatore Fiume_Risveglio_Periodo di esecuzione non noto_serigrafia polimaterica d’apres a 32 colori su broccato_32x50cm (Foto Ufficio stampa)

Il sottotitolo in dialetto siciliano, “Sciatuzzu miu”, ovvero, “respiro mio” racchiude un’intimità profonda, simbolo del legame viscerale tra l’artista e la sua terra: un rapporto fatto di amore, memoria e appartenenza. La mostra, articolata in due sezioni – una dedicata all’Ottocento e una al Novecento – restituisce alla Sicilia il suo ruolo di protagonista nella storia dell’arte italiana ed europea.

Nella sezione ottocentesca, la Sicilia emerge nei paesaggi, nelle scene di vita rurale e nei ritratti attraversati dalla luce. Le opere di Pirandello, Lojacono, Leto, Frangiamore, Pardo, Tomaselli e Rizzo raccontano un’isola intensa e quotidiana. Il percorso si arricchisce di quattro focus dedicati a Pirandello, Guccione, Accardi e Guttuso, pensati come soste di approfondimento lungo questo viaggio nell’arte siciliana.

Info: www.comune.siracusa.it/vivere-il-comune/eventi/visioni-darte-in-sicilia-tra-ottocento-e-novecento-sciatuzzu-miu

Onofrio Tomaselli_Ritratto di donna_Periodo di esecuzione non noto_pastello colorato su carta_62,5x49cm (Foto Ufficio Stampa)

A Parma, “Giacomo Balla, un universo di luce”

Parma, questa volta, invita a entrare dentro la luce. E a restarci. Fino al 1° febbraio 2026, Palazzo del Governatore ospita una grande retrospettiva dedicata a Giacomo Balla, uno dei protagonisti assoluti del Novecento italiano, spesso definito il “Leonardo da Vinci del XX secolo”. La mostra riunisce oltre 60 opere provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, esposte per la prima volta insieme fuori dalla sede romana. Un’occasione rara per seguire, sala dopo sala, l’evoluzione artistica del maestro torinese del Futurismo: dagli esordi tra realismo sociale e divisionismo, alla stagione futurista con le celebri Compenetrazioni iridescenti, fino alle opere più figurative degli anni Quaranta.

Giacomo Balla, Pessimismo e ottimismo, 1923, olio su tela, cm 114,5 x 175,5, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, GNAMC/foto di Alessandro Vasari (© Giacomo Balla, by SIAE 2025)

Il percorso si snoda in 13 sale e include lavori emblematici come Nello specchio (1901-1902) – amatissimo anche da Giacomo Puccini – e il ciclo intenso dei Dei viventi, con opere come La pazza e I malati. Al centro, sempre lei: la luce, studiata, scomposta, inseguita per tutta la vita come soggetto e materia. Una mostra che racconta un artista rivoluzionario, ma anche un viaggio dentro l’energia creativa di un’epoca che ha cambiato per sempre il modo di guardare il mondo.

Info: www.visitemilia.com/blog/scopri-le-mostre-in-emilia

*Crediti foto cover: Giacomo Balla, La famiglia del pittore, ottobre 1945, olio su tela, cm 138 x 100,5, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, GNAMC/foto di Alessandro Vasari (© Giacomo Balla, by SIAE)

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